La compagnia Amici dell’Europa porta in scena “Cime tempestose” il 23 febbraio

Un adattamento originale per riporre, a duecento anni dalla nascita di Emily Bronte (1818), una delle storie più importanti della letteratura inglese. La compagnia Amici dell’Europa propone alle ore 21 di sabato 23 febbraio 2019 al teatro San Giuseppe di Faenza (via Dal Pozzo, 19) lo spettacolo di prosa “Cime Tempestose”, uno dei capolavori della letteratura inglese a firma Emily Bronte. Sia l’adattamento teatrale, a firma Matilde Zauli, che le musiche sono originali, composti da alcuni membri della compagnia. L’apertura della biglietteria è alle ore 20, mentre sarà possibile chiedere info e acquistare i biglietti di prevendita da Guerrini Arteregalo (piazza del Popolo, 6), durante gli orari di negozio.

Cime Tempestose: la trama di un grande classico

Siamo in Inghilterra, nel 1801. Un gentiluomo, il signor Lockwood, decide di abbandonare la sua vita cittadina e di rifugiarsi nella solitudine della brughiera, andando a stabilirsi in affitto a Trushcross Grange, di proprietà del signor Heathcliff. Non lontano dalla nobile ed elegante villa sorge una casa di campagna dall’aria antica e trascurata: Wuthering Heights (“Cime Tempestose” nella traduzione italiana), dove vive il misterioso padrone di entrambe le abitazioni. Lockwood si reca a conoscerlo e si ritrova spaesato: Heathcliff si rivela un uomo dal carattere ruvido e inospitale così come il suo domestico Joseph. A peggiorare la situazione, Lockwood ha un incontro inaspettato con il fantasma di una giovane ragazza, Catherine, misteriosamente in cerca di Heathcliff.

Di ritorno a Trushcross Grange dopo una notte da incubo, il curioso signor Lockwood domanda alla governante Ellen Dean di raccontarle dettagliatamente la storia di Heathcliff e delle persone che hanno abitato, nel corso delle generazioni, Wuthering Heights. La signora Dean inizia dunque un lungo tuffo nel passato a partire dal momento in cui lo zingaro fu accolto come membro dell’antica famiglia Earnshaw, soffermandosi sul potente amore che legò Heathcliff a Catherine e sulle conseguenze tragiche che ne scaturirono.

La storia della compagnia Amici dell’Europa

In principio, siamo nel 1999, era un semplice laboratorio teatrale della Scuola media Europa. Partecipavano una trentina di ragazzi delle varie classi. Alcuni erano degli appassionati, altri desiderosi solo di vincere la loro timidezza, altri ancora semplicemente incuriositi o al seguito dei loro amici. Sotto la direzione della regista e professoressa Adriana Andalò – nota a Faenza per i suoi spettacoli in ambito dialettale – questi studenti mettevano in scena uno spettacolo a fine anno scolastico, al Teatro Masini. Un bel banco di prova attraverso cui ognuno, a modo suo e secondo le proprie capacità, aveva modo di mettersi in gioco, dando vita a risultati di buon livello. Da questa base si è formata una vera e propria compagnia che nel corso di oltre 15 anni ha portato in scena tanti spettacoli sul territorio.

Un ritorno, quello che la compagnia fa al teatro di San Giuseppe. Gli spettacoli della compagnia nei primi anni Duemila si svolgevano proprio qui. Nel corso del tempo sono stati abbandonati gli adattamenti di film a favore di commedie d’autore di stampo più impegnato. Sono state portate in scena commedie di Pirandello, Feydeau e Wilde, di cui ha avuto molto successo la trasposizione di L’importanza di chiamarsi Ernesto. Col tempo si è formato un gruppo affiatato capace di portare sempre più gente ai propri spettacoli, portando il loro teatro anche all’interno delle scuole e cimentandosi in opere impegnative come il musical, cimentandosi sia in opere tetre come Sweeney Todd, sia in opere decisamente più leggere e fiabesche, adatte quindi a un pubblico più giovane, come La Bella e la Bestia. Sono state poi avviate collaborazioni con le scuole e con altre associazioni e, con l’ultimo spettacolo Cime Tempestose, si sono cimentati anche in adattamenti teatrali ex novo.

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