“Aprire, facendo rispettare le regole”. Intervista a Yarno del Cafè Solito Posto

All’alba del nuovo DPCM del 14 gennaio, che inserisce la nostra regione in Zona Arancione, si prolunga la situazione di incertezza per tutte le imprese interessate dal decreto, costrette alla chiusura e ad orari ridotti. Nelle prossime settimane pubblicheremo alcune interviste ai titolari dei locali faentini, con lo scopo di dar voce a coloro che, dal basso, vivono le scelte del governo. Sono le storie di chi è accanto alle persone giorno dopo giorno, nella quotidianità e che possono quindi aiutarci a far crescere la nostra percezione sugli effetti indiretti della pandemia sul territorio faentino.

Intervista a Yarno Rossi, titolare del Cafè Solito Posto

Raccontaci un po’ di te: quale attività professionale svolgi a Faenza?

Mi chiamo Yarno Rossi e vivo a Faenza. Sono cresciuto dietro il bancone del bar e dentro i locali: la mia famiglia ha gestito un bar a Faenza dal 1962 fino al 2006 Oggi sono il titolare del Cafè Solito Posto

Come stai vivendo, a livello personale questo periodo?
La cosa più difficile è non trovarmi in gruppo con i miei amici, di tutto mi manca non poter abbracciare qualcuno quando lo rivedi dopo tanto tempo, il dare la mano, insomma i piccoli gesti…mi manca la libertà come penso manchi a tutti. Questo Covid ci ha tolto la socializzazione

Come stai vivendo, a livello professionale questo periodo?

Io ho lavorato in moltissimi posti e un periodo di questo genere non lo ricordo proprio. I locali lavorano con la gioia e la voglia di vivere, ma in questo momento non ne vedo molta. Purtroppo noto molto pessimismo, ma io sono un’inguaribile ottimista

Quali criticità hai vissuto? Cosa si potrebbe fare meglio?

Sicuramente la paura che hanno creato non aiuta. Il problema c’è e va affrontato ma non generando continuamente paura, e purtroppo i media ed i social network ne hanno creata moltissima. Fra la situazione di oggi, oppure aprire facendo rispettare severamente le regole io sono per la seconda. Credo possibile una riapertura dei locali con maggiori controlli: rispettare le norme e lavorare in sicurezza, sia per chi lavora che per i clienti, è possibile. Oltre questi due punti è oltremodo necessario far rispettare le regole a tutti. Fare le multe non conta e il calcolo è semplice: se un ristoratore incassa 100 e gli fai pagare 1 continuerà a infrangere le regole, diverso se invece gli fai chiudere il negozio per dei giorni. Le regole dobbiamo rispettarle tutti o, ahimè, diventa una guerra tra poveri.

Cosa ti sta aiutando in questo periodo? Quali strategie hai attivato?

Lo dico a tutti i colleghi del settore: non dobbiamo mollare. Tenere la mente impegnata e cercare di programmare un futuro aiuta. Anche se non è facile, seguo molti lezioni online per migliorarmi sul lavoro. Infine cerco di sfruttare al meglio il tempo guardando il bicchiere mezzo pieno: per ora sono aperto come locale per l’asporto e non si lavora certamente per guadagnarci, ma per dare un servizio e una continuità al locale. E’ necessario non far perdere le buoni abitudini ai clienti e fargli capire che ci siamo sempre.
 

A cura di Francesco Ghini

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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