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Dialogo fra popoli: il 21 gennaio la danza di Border alla Casa del Teatro

Torna alla Casa del Teatro la danza contemporanea con lo spettacolo Border del giovane coreografo Mario Coccetti, con Rocco Suma e Salvatore Sciancalepore. Lo spettacolo è una produzione dell’associazione culturale Cinqueminuti realizzata con il sostegno di De Micheli Danza Festival e Teatro Due Mondi. Il progetto è stato avviato nel 2015 e vuole declinare un tema di forte attualità quale l’integrazione tra i popoli e il rispetto della libertà di espressione tra diverse culture. Lo spettacolo andrà in scena il 21 gennaio alla Casa del Teatro alle ore 21.

Border: uno spettacolo che racconta la realtà

La ricerca di Coccetti parte dalle testimonianze dei fatti di cronaca e dalla convinzione che alla base di ogni causa, di ogni effetto e di ogni gesto disperato, ci sia la necessità della salvezza da qualcosa che non siamo in grado di comprendere a fondo: sappiamo che cos’è la guerra, ma non l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle. Sappiamo che cos’è la fame, ma non l’abbiamo mai sperimentata davvero. Sappiamo cosa vuol dire perdere ogni cosa, ma raramente siamo costretti a ricostruire da capo. Però conosciamo bene la felicità scaturita dal senso di libertà e non siamo geneticamente nati per rinunciarci.

Parlare di ideali, dunque, di libertà e della ricerca della felicità dell’uomo in una società sempre più egocentrica, distratta e cinica, potrebbe sembrare inutile, ma è proprio in questa dimensione, tra immaginazione e realtà, che Border si interroga e si sviluppa. Attraverso l’intersezione di più linguaggi come la danza, il teatro fisico, la luce e il suono, lo spettacolo racconta che qualunque ragione, che spinge gli esseri umani a cercare una vita migliore, una nuova casa e una nuova terra, dovrebbe essere rispettata e sostenuta, perché alla ricerca della felicità e della libertà non si deve porre limiti.

La ricerca coreografica di Mario Coccetti

Mario Coccetti è un coreografo che opera sul territorio nazionale ed internazionale. Il focus dei suoi lavori è incentrato sulla dignità umana e sulla ricerca della salvezza interiore. La particolarità della visione coreografica di Coccetti è una miscela tra gesto emotivo, danza e teatro fisico in cui la connessione tra corpo, musica e anima diventa il tramite dell’espressione di un concetto, di un pensiero o di un contenuto che possano arrivare a tutti. Tra le sue recenti attività vi sono: la partecipazione al Reverbdance Festival di New York, la collaborazione con Danza 180° di Madrid e Harrobia/Eskena di Bilbao, la vincita del premio Prospettiva Danza per lo spettacolo “Dust” e la collaborazione con Mario Perrotta per il progetto Ligabue (Premio Critica 2015 e Premio Ubu 2015), di cui firma i percorsi coreografici. Attualmente collabora con Michele Merola per “Progetto Danza” e “Agora Coaching Project”, con il regista Paco Andrea Mariani per il film “The Harvest”.

Foto di copertina: Tiziano Ghidorsi

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