Approvato il progetto della stazione, critiche l’Altra Faenza e Rinnovare Faenza

Il consiglio comunale dà il via libera ai lavori di riqualificazione della stazione: si tratta del primo stralcio di un progetto a lungo termine che ha come obiettivo quello di modificare profondamente tutta l’area e che è stato concordato con Rfi. Questo primo step di lavori prenderà il via il prossimo anno e avrà un costo complessivo di 1 milione e 700mila euro, finanziati per la metà dalla Regione grazie al bando sulla rigenerazione urbana. «Si tratta del primo stralcio di una strategia molto più ampia – dichiara l’assessore alla Mobilità Antonio Bandini ai microfoni di Faenza webTv – e che prevede la risistemazione del piazzale Cesare Battisti, con la demolizione del vecchio deposito dove lavorava la coop. Facchini, la realizzazione di un nuovo parcheggio a servizio della stazione e lo spostamento della stazione delle autocorriere nei pressi della stazione, andando così a costituire un unico hub logistico”. Se questa prima parte del progetto ha riscosso un giudizio positivo da parte di tutto il consiglio comunale, gli altri step hanno trovato numerose critiche da parte delle opposizioni.

Le potenzialità edificatorie dei 5 condomini esistono dal 1996

Diverse le critiche delle opposizioni e di associazioni ambientaliste sugli step successivi del progetto: su tutte la possibile edificazione residenziale di cinque condomini su 40mila mq di proprietà delle ferrovie. «E’ necessario impegnarsi oggi – scrive Edward Necki dell’Altra Faenza – perchè non è assolutamente accettabile che il Pug (per il quale ricordo il Consiglio Comunale ha deciso di avviare un percorso partecipativo) preveda di mantenere le stesse previsioni di volumetrie costruttive del Prg del 1996 (30mila mq nell’area dell’ex scalo merci e di 10mila mq nell’area della squadra rialzo) addirittura con edifici di cinque piani di altezza di 15,5 metri». «Questo porterà a un aumento degli abitanti e dei clienti che inevitabilmente intaseranno il parcheggio delle auto – aggiunge Tiziano Cericola – rendendolo di fatto inutile».

«Come già detto nei tanti incontri portati avanti con la cittadinanza, queste potenzialità edificatorie – risponde l’assessore Bandini – esistono dal Piano regolatore generale del 1996, ed era possibile realizzarle da allora. Non si possono togliere queste volumetrie da un giorno all’altro, ma è necessario lavorare sul prossimo Piano urbano generale, che metterà in atto la prossima amministrazione comunale. Non si potevano togliere prima».

Museo Malmerendi, Bandini rassicura: “Non ci sarà alcuna asfaltatura”

Altro punto critico è quello relativo alla possibile cementificazione del parco della scuola materna ‘Giardino dei Sogni’ e dell’area verde del museo Malmerendi. «Il progetto complessivo – spiega Cericola – prevede quattro vie di accesso alla nuova zona dello scalo merci: due uscite producono inquinamento e danni ambientali inutili, in particolare è scandaloso pensare di creare una strada a fianco della scuola materna, che impedirà ai bambini di godere di aria pulita nel loro giardino esterno». «E’ proprio necessario sacrificare tutta questa superficie? – aggiunge Necki – Si ridurrebbe significativamente il traffico e l’inquinamento relativo su via Laghi?». «Non è nostra intenzione asfaltare queste aree – replica Bandini – La costruzione del parcheggio di questo primo stralcio ha come necessità urbanistica un successivo collegamento con la viabilità a monte, anche per sgravare del traffico via Laghi. Io non so quale sarà la modalità con la quale si risolverà questa criticità perché sarà compito metterla in atto dalla nuova amministrazione: sicuramente la soluzione non sarà asfaltare il giardino di un asilo e di un Museo che, come amministrazione, abbiamo voluto valorizzare in questi anni».

“Rimangono tre grandi vuoti urbanistici”

Altro nodo da sciogliere riguarda il futuro del parcheggio: il contratto con Rfi ha una durata di 18 anni, con un costo ‘politico’ per il Comune di 5mila euro all’anno. «Questo parcheggio verrà costrutito a spese del Comune, con contributo regionale, su un terreno che le Ferrovie ci danno in affitto per 18 anni senza prevedere cosa succederà dopo questo primo periodo.  La realizzazione del prolungamento del sottopasso pedonale attuale (interno alla stazione) per creare il secondo ingresso da via Filanda Nuova e di quello ciclabile dal parcheggio fino a via Filanda Nuova (all’altezza di Via Masaccio) non viene prevista da questo primo contratto con le Ferrovie, che non prendono quindi alcun impegno cogente, per cui queste opere verranno fatte (forse) tra 4/5 anni la prima e tra 9/10 anni la seconda, mentre invece dovevano essere fatte in contemporanea al parcheggio, per evitare l’effetto “cul de sac”». Su questo punto, Bandini ha precisato che «la destinazione a uso pubblico è vincolata anche per gli anni successivi».

Altre criticità presentate da Cericola sono «tre grandi vuoti urbanistici che, se adeguatamente valorizzati e integrati con i sottopassi pedonale e ciclabile, risolverebbero i problemi del traffico nell’area dello scalo merci senza dover costruire le due nuove strade dannose: il parcheggio privato a uso pubblico su via Filanda Nuova, il comparto ex Stafer e il comparto Sariaf. Questi tre ambiti possono essere in larga parte utilizzati come parcheggi sia pubblici, per i pendolari, che privati, per coloro che abitano nei pressi: si tratta di avviare un confronto con le proprietà ex Stafer e Sariaf per trovare un punto di incontro tra interessi privati e interessi pubblici. Tra l’altro il comparto Sariaf sarebbe (anche) il luogo naturale dove spostare la caserma dei Vigili del Fuoco, recuperando un importante spazio per valorizzare il centro storico, senza pensare di insediarvi ulteriori supermercati».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.