Arriva a Faenza lo sportello “Muoviti”, destinato agli autori di violenza di genere

Un servizio di intervento psicologico per uomini che attuano comportamenti violenti nelle relazioni affettive: così viene definito “Muoviti” (acronimo di “mai più uomini violenti”), servizio di sportello che si pone l’obiettivo prioritario di prevenire, perseguire e sradicare la violenza contro le donne, e che pone appunto come destinatari di tale intervento gli uomini che nelle mure domestiche maltrattano donne e familiari. Il servizio è progettato e gestito dalla cooperativa sociale Libra, che opera in progetti collegati al problema della violenza di genere (Centro Donna di Cesena), intervenendo anche in ambito sociale ed educativo nei confronti di famiglie e minorenni (con Servizio sociale associato dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi), assieme all’effettuazione di interventi consulenziali e terapeutici per privati in ambito psicologico e psicoterapeutico.

In 2 anni 30 prese a carico di uomini violenti

Il servizio Muoviti è attivo a Ravenna dal 2015, sostenuto dall’assessorato alle Politiche di genere del Comune di Ravenna. Da ottobre 2017 è attivo a Faenza presso il Centro per le Famiglie con il sostegno dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, assieme a un contributo del fondo nazionale per il contrasto alla violenza erogato nell’ambito di un progetto in partnership con Sos Donna di Faenza.

«L’azione dello sportello è sì specifica – afferma l’assessore ai Servizi sociali Claudia Gatta – ma attraverso di esso si vuole sottolineare l’approccio di insieme sul territorio. E’ importante che si continui a parlare di violenza di genere: i numeri parlano di un fenomeno in aumento perché tanti casi, prima tenuti nascosti, stanno emergendo e si ha il coraggio di denunciare. E’ fondamentale inoltre lavorare nelle scuole, smascherando giorno dopo giorno gli stereotipi di genere».

Come approccio metodologico, lo sportello Muoviti utilizza l’Atv (Alternative to violence) elaborata dai centri norvegesi, privilegiando l’intervento sulla persona e i suoi comportamenti con l’obiettivo di stimolare una consapevoleza dell’atto violento, comportando un cambiamento del sé e, di conseguenza, del sè relazionale. Un approccio efficace, almeno secondo i numeri: in due anni di attività sono stati raccolti 50 contatti maschili per informazioni, con 30 prese in carico effettive; dal suo avvio, grazie al sostegno di contributi economici pubblici e privati, i costi di accesso sono differenziati in relazione alle possibilità economiche di coloro che si rivolgono al servizio, prevedendo la possibilità di accesso gratuito per uomini con difficoltà economiche.

Rispondi