La terza stagione di “Sex education”

“A boy I don’t like told me to write from the heart
I didn’t know what that meant because I never knew I had one
I never knew I had a heart
‘Til you said you kissed a boy I haven’t met”

Adam Groff

Si torna finalmente al liceo Moordale, l’ormai rinomata “Scuola del Sesso”, per curiosare nelle vite di giovani adulti in piena crisi ormonale, insieme ad una banda di studenti scanzonati ed un corpo docenti ancora più fuori controllo.
In questa terza stagione, Otis e i suoi compagni dovranno fare i conti con problematiche di decisamente più mature rispetto agli anni precedenti, tra tradimenti, mancate corrispondenze, cuori spezzati e il complicato rispetto per le autorità.

Beh, nessuno è perfetto!

Una delle cose più riuscite di Sex Education è proprio l’abilità con la quale la scrittura riesce ad approfondire ogni aspetto di tutti i suoi personaggi. Certo, Otis resta sempre il protagonista, ma mai come in questi otto episodi il concetto di coralità era stato amplificato fino a tal punto. Ogni studente, insegnante e persona esterna al college è caratterizzato con una gamma di sfumature vasta e sensata. Nessuno di essi è mai completamente buono o cattivo e, anzi, i personaggi che in passato ci risultavano altamente disprezzabili ora vengono descritti con una sensibilità con cui è impossibile non empatizzare, mentre altri individui per cui avevamo fatto il tifo ora rivelano dei lati oscuri difficili da non tenere a mente. Grazie forse all’escamotage narrativo delle terapie, riusciamo sempre a vedere le due facce della stessa medaglia. Cambiamenti reali che influenzano la serie e scombinano le carte in tavola per nuovi sviluppi drammaturgici e che danno una chiave di lettura più umana e realistica al tutto.

Esplorando il corpo umano, ma non solo…

La componente sessuale rimane sempre il fattore principale del successo della serie Netflix. Questa volta, anche senza l’utilizzo della clinica di supporto psicologico di Otis e Maeve, assistiamo a dei casi di ingenuità sessuale ed identitaria ancora più delicati rispetto alle stagione scorse. Si parte piano con paranoie legate alla lunghezza del pene fino ad arrivare a temi forti e spinosi come la possibilità di esplicitare il proprio orientamento sessuale senza conseguenze fisiche o sociali. Affrontando questioni come la lotta per i propri diritti, la diseguaglianza di status sociale, il confronto con genitori tossicodipendenti e l’introduzione di un personaggio non binario, la serie ha elevato il proprio standard per un pubblico intellettualmente più avanzato, che può concentrarsi su tematiche attuali mai abbastanza discusse, oltre che a godersi tutto il divertimento che lo show non manca mai di offrire.

Ogni piacere è accompagnato dal dolore

In ogni caso, se vi aspettate un prodotto che offra situazioni idilliache da tarallucci e vino, vi sbagliate di grosso. Si ride tanto, questo si, ma il dramma presente nelle relazioni dei personaggi è palpabile e anche le conclusioni non saranno mai esattamente positive. I ragazzi commetteranno tanti errori, soffriranno, faranno soffrire, chiederanno perdono e non sempre questo verrà concesso. La cosa bella comunque rimane respirare quell’aria squisitamente adolescenziale, ricolma di voglia di vivere, che ha la facoltà di rendere il tuo mondo più grande di quello reale, e delle volte anche un bigio cielo inglese può diventare, se visto con gli occhi giusti, un pochino più azzurro del solito.

Maureen: Quando ami una persona c’è sempre una piccola parte di te che è terrorizzata all’idea di perderla. Ma devi fare in modo che le persone che ami sappiano che le ami. Anche se questo vuol dire soffrire.
Adam: Perché? Sembra terribile.
Maureen: Perché tu sei vivo.

Alex Bonora

Alex Bonora

Nato a Murano, ridente isola della laguna veneziana, famosa per la lavorazione del vetro. Diplomato prima come ragionerie a Venezia e successivamente come attore di prosa presso la scuola di teatro Galante Garrone di Bologna nel 2015 dopo un percorso accademico di tre anni. Per diverso tempo sono stato animatore turistico in diversi villaggi turistici in Grecia ricoprendo anche ruoli di responsabilità e coordinamento dello staff. Artista a tempo perso, viaggio molto ricordandomi di tenere costantemente i piedi per terra e la testa alzata verso il cielo. Appassionato di cinema, teatro e musica, ritengo che la critica artistica non sia la semplice valutazione di un prodotto ma un vero e proprio dialogo tra l’analista e il creativo, atto per l’arricchimento intellettuale del pubblico. Amo i dolci e possiedo una katana “Wado Ichimonji”(Strada dell’armonia) in omaggio al manga One Piece. Combatto tutti i giorni per la libertà. Individuale o collettiva che sia.

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