Riorganizzazione ferroviaria e frane: cosa ne pensa Triberti, sindaco di Marradi

Gli studenti dell’Itip Bucci di Faenza intervistano il sindaco di Marradi

Finiranno i disagi provocati da alluvione e frane? In questa intervista ne parliamo con Tommaso Triberti, sindaco del Comune di Marradi da undici anni e consigliere delegato al Turismo della Città Metropolitana di Firenze. Quello delle frane è un tema che si intreccia a quello della ferrovia e della linea Firenze-Faenza. Infatti l’alluvione dello scorso maggio, oltre ad aver interrotto la viabilità ferroviaria per guasti sulla linea, ha colpito drasticamente il comune di Marradi e dintorni con quasi 300 frane.

Intervista al sindaco di Marradi, Tommaso Triberti

Sindaco Triberti, che cosa ne pensa a riguardo dell’accaduto sulla linea ferroviaria quando hanno riaperto le scuole a gennaio, ma i treni sono stati bloccati per il maltempo?

In generale penso che il problema sia stato un po’ sottovalutato. Credo che ci sia stata poca tempestività nelle decisioni e in generale che sia stata prestata poca attenzione alla linea Firenze-Faenza. La mattina del 6/7 gennaio, a causa delle continue precipitazioni del giorno prima che hanno causato uno stop temporaneo della linea, attendevamo una comunicazione; ma questa non è mai arrivata e quella mattina non erano stati nemmeno comunicati gli orari e le presenze di eventuali autobus sostitutivi. Sarebbe stato comunque difficile mettere a disposizione dei cittadini una soluzione efficace e immediata al tempo stesso, ma queste cose non aiutano.

Che cosa pensa a riguardo dei diversi sistemi installati nella ferrovia per la rilevazione delle prossime scosse sismiche? Pensa che la situazione sia risolta definitivamente?

L’installazione di questi sistemi si è presentata come l’unica soluzione possibile e soprattutto imminente; proprio per questo non sarà la risposta finale. Per risolvere completamente la situazione credo ci sia la necessità che questa infrastruttura venga aggiornata e ampliata per sostenere i continui cambiamenti del terreno e le possibili future frane. Dobbiamo essere consapevoli che il territorio è fragile e non tornerà più come prima. Con le crisi climatiche questi fenomeni saranno sempre più frequenti e dobbiamo essere pronti a prenderci cura del territorio e pretendere, dalla politica, il giusto interessamento e investimento.

Ha ricevuto lamentele della gente di Marradi? Ci sono stati conflitti con l’organizzazione ferroviaria?

Le lamentele della popolazione, sia riguardo alla questione treno sia a quella frane, ci sono state pressoché in tutti i comuni. Per il treno, ho ricevuto lamentele da pendolari, studenti, genitori e credo che ciò sia accaduto a causa della burocrazia. A volte, giustamente, i cittadini hanno delle esigenze anche su questioni che poi, viste da dentro, sono complicate. Comprendo le critiche e le sollecitazioni, mi piace meno quando sono critiche non costruttive ma preconcette, facendo poi perdere il senso di quello che c’è da fare, ma anche questa è una situazione normale. Per quanto riguarda le frane, principale causa di disagi soprattutto per i cittadini che sono rimasti isolati, bisogna però tenere conto della situazione complessiva del territorio, ad esempio: un cittadino isolato vedendo una singola frana sotto casa sua si chiedeva come mai ci mettessero tanto a rimuoverla, ma la realtà magari era che di frane ce ne erano altre e bisognava iniziare dalle prime che si incontravano, ritardando il lavoro su quella che vedeva il cittadino vicino a casa sua.

In questi mesi c’è stato un momento che le è rimasto particolarmente impresso?

In generale vedere tutta la comunità unita per ripristinare quello che era il territorio comune mi ha riempito il cuore. Se dovessi trovare un ricordo particolare parlerei di un gruppo di enduristi e di motociclisti dell’imolese che, grazie ai loro mezzi, sono riusciti a oltrepassare le frane portando medicinali, cibo e acqua alle diverse famiglie isolate e inoltre hanno realizzato un ottimo servizio di localizzazione e mappatura delle frane. Una cosa che mi ha molto impressionato è stato il momento dei saluti, perché sono loro che ci hanno ringraziato dicendoci che con questo gesto hanno anche fatto capire che gli enduristi non girano per rovinare il territorio, ma oltre a praticare un hobby legittimo ed importante, si mettono anche a disposizione nelle emergenze. E questa è la cosa più bella di tutte.

Fino a dove si può spingere il comune e i sindaci nell’affrontare questi problemi?

Il comune e le diverse amministrazioni possono agire fino a quando non si rischia di violare le norme e la sicurezza dei cittadini. In questi momenti alcune volte sono dovuto andar oltre le mie competenze, sia per spirito personale che spirito civile, per poter aiutare e proteggere al meglio i cittadini. Personalmente credo che in queste situazioni non debba esistere alcun limite geografico che vincoli gli operatori a dover dire che quella persona si può aiutare perché è in Toscana mentre l’altra no perché è in Emilia Romagna. Dovrebbe essere sempre così, ma nelle emergenze deve ancora essere più chiaro che tutti sono cittadini uguali e allo stesso livello.

Ha qualche pensiero o augurio per i giovani?

L’unica cosa che mi permetto di dire ai giovani è di preoccuparsi e occuparsi di ciò che li circonda. Ricordare che tutto fa la differenza e aiutare, oltre a fornire servizi agli altri, arricchisce per primo noi stessi.

 

 Sara Cavina, Elia Meci, Riccardo Linari

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