Ornaghi & Prestinari: al MIC la mostra conclusiva della residenza d’artista al Museo Carlo Zauli

Inaugurerà il prossimo 25 novembre alle ore 11 la mostra che conclude l’esperienza di residenza d’artista degli artisti Valentina Ornaghi e Claudio Prestinari (O&P), vincitori del Bando Mcz Residenza d’artista Faenza 2017 promosso da Museo Carlo Zauli (Mcz) e Museo Internazionale delle ceramiche (Mic) con il sostegno di Siae | Sillumina – Copia Privata per i giovani, per la cultura, destinato ad artisti under 35. L’esposizione sarà poi aperta al pubblico dal 26 novembre al 7 gennaio 2018.

Da Milano a Faenza alla scoperta della tradizione ceramica

Nati a Milano, Ornaghi & Prestinari lavorano insieme dal 2009 e prima di questa residenza non si erano mai confrontati con la ceramica. Laureatisi in Disegno Industriale e Architettura al Politecnico di Milano, la loro formazione prosegue poi presso l’Università Iuav di Venezia. Tratto distintivo delle loro opere è quello di confrontarsi con le potenzialità di materiali e tecniche, sperimentando anche nuove strade, come è appunto successo con la ceramica di cui ciò cheta affascinato i due artisti è “l’idea della sua fragilità intrinseca”. I sei mesi di residenza sono stati per loro un momento di apprendimento importante, dove hanno potuto scoprire le svariate possibilità del materiale ceramico mediante un continuo studio e apprendimento e anche grazie alla visita, insieme a Matteo Zauli, di alcune importanti manifatture del territorio.

Un viaggio tra sperimentazione e apprendimento: “un’immersione totale in questa realtà, fondamentale per noi essere affiancati da maestri locali”

Gli artisti milanesi hanno portato avanti il loro progetto sperimentando direttamente la ceramica all’interno dell’atelier di Carlo Zauli, mentre

O&P - un pezzo della collezione creata durante la Residenza d'artista
O&P – un pezzo della collezione creata durante la Residenza d’artista

per la realizzazione delle sculture tecnicamente più complesse hanno collaborato con alcuni maestri ceramisti tra cui Aida Bertozzi, Manifatture Sottosasso e Bottega Gatti. “E’ stato un onore per noi imparare a lavorare la ceramica nello studio di Carlo Zauli, un artista che stimiamo e di cui ci affascina la sua affinità formale e filosofica con il Giappone, il lavoro materico che faceva direttamente con le zolle di terra e la sua abilità tecnica nell’utilizzo degli smalti”. Quello avvenuto in questi 6 mesi è stato per gli artisti un viaggio all’interno del materiale, per cui nutrivano grande curiosità e di cui si sono innamorati.

 

“Quello che ci interessa è l’aspetto della forma legata all’essenza del materiale. Solitamente progettiamo una forma in base al materiale, di pari passo, senza forzarlo”

Gli artisti sono stati scelti da una commissione formata da Guido Molinari (che da anni segue le residenze d’artista per il MCZ), la direttrice del MIC Claudia Casali e la direttrice dell’Isia Marinella Paderni. Proprio al MIC i due artisti hanno avuto la possibilità di recarsi in più occasioni visitando anche i suoi depositi e proprio qui hanno trovato una fonte di ispirazione per il loro lavoro. Durante la guerra il Museo è stato distrutto dai bombardamenti e la maggior parte delle ceramiche, trovate in frantumi, sono state raccolte dai cittadini e affidate al Museo che tutt’ora custodisce, cataloga, espone e si sforza di riassemblare. Gli artisti sono rimasti molti colpiti da questo infinito lavoro di selezione e sono stati attratti dalla singolarità diversità di ogni pezzo, come se ogni vaso fosse composto di cocci destinati a rivelarsi. “Per il nostro progetto, ci siamo immaginati  questi cocci in assenza del proprio vaso, come se ogni frammento fosse una scultura a sé”.

Un progetto che contribuisce a rafforzare l’identità di Faenza come una città delle ceramiche unica nel suo genere

O&P
O&P

Con il connubio MCZ e MIC, Faenza si è aggiudicata un bando nazionale non semplice da ottenere per il finanziamento della creazione di opere sul territorio. Proprio la collaborazione con il MIC è risultata fondamentale per la creazione di un polo istituzionale più forte, che potrebbe gettare le basi per altre esperienze future. E’ una residenza che s’inserisce in una storia che diventa una trasformazione storicizzata e che rafforza l’elemento distintivo del MCZ come un luogo di incontro e dialogo profondo del mondo ceramico contemporaneo. Il vice sindaco Massimo Isola, “regista” di questa esperienza, definisce i progetti di residenza come un duplice canale di crescita perché “da un lato arricchiscono artisti che non hanno mai lavorato con la ceramica e li avvicina al materiale attraverso sapienze artigianali locali e una nuova sensibilità, dall’altro arricchiscono anche la città e la sua identità ceramica, creando un percorso irreversibile che aiuta il sistema a crescere”, spiega. Tutti gli artisti che gli negli anni sono passati da Faenza, hanno poi portato in giro per il mondo la ceramica nelle loro creazioni. Un risultato sicuramente importante per la città.

La residenza artistica di O&P è una grande opportunità per la città e la valorizzazione della ceramica contemporanea

Un linguaggio, quello di Oranghi & Prestinari che merita una grande attenzione e che, secondo Matteo Zauli, rappresenta in ambito di residenza al MCZ una delle storie più importanti raccontate ad oggi. Perché se i due artisti “sono giovani anagraficamente, non lo sono di sicuro a livello di esperienza e di potenzialità”. Dello stesso avviso è anche la direttrice del MIC Claudia Casali, che degli artisti ha ammirato l’umiltà con cui si sono approcciati al territorio e alla nostra tradizione e proprio questo fa distinguere “un artista con la A maiuscola da chi è solo di passaggio nel mondo dell’arte. Quando gli artisti sono arrivati al museo – spiega la Casali – nei loro occhi traspariva un buio totale in materia ma al tempo stesso un forte curiosità per la materia, che di sicuro è il motore di tutte le azioni”. Questa residenza è stata una grande opportunità non solo per gli artisti ma anche per Faenza, che ha una vivacità che altre città ceramiche non hanno e che questi progetti contribuiscono ad enfatizzare.

O&P: una dualità tra matrice culturale pura e l’amore e il desiderio per la scoperta dei materiali

Il viaggio artistico di Oranghi & Prestinari  a Faenza è stato sicuramente un percorso a 360° gradi nell’arte e nella scoperta del materiale

O&P - Collezione da Tiffany
O&P – Collezione da Tiffany

ceramico, ma anche un’esperienza alla scoperta del territorio e della sua identità. Faenza si è dimostrata essere una realtà ricettiva e aperta a scoprire e lasciarsi scoprire. Le botteghe ceramiche e gli artisti locali coinvolti nella residenza hanno trasmesso grande voglia di lavorare con artisti provenienti da altre realtà e felici di poter insegnare un materiale che molto spesso si dà per scontato perché relegato alla tradizione più antica della maiolica, di cui invece si tralascia spesso il suo aspetto contemporaneo. Quella in mostra a partire dal 25 novembre al MIC è un’esposizione di pezzi diversi che dialogano tra loro e dove la ceramica sarà protagonista ma non esclusiva. Quella ceramica che gli artisti hanno definito come “un materiale arcaico, semplice ma al contempo un universo complesso”. Il fatto di essere una coppia che lavora insieme è vissuto da entrambi come una fortuna, la possibilità di “trovare nell’altro uno sguardo in cui ti confronti, qualcuno che con te guarda per la prima volta cosa stai facendo”. Lavorare in due è quindi una forma di dialogo continua, una compensazione delle proprie capacità, una forma di collaborazione che nella realtà è abbastanza comune e standard per chi come loro viene dal mondo del design e dell’architettura.

La residenza d’artista come progetto di arricchimento culturale e scoperta della città

Ornaghi & Prestinari conoscevano già le realtà faentine del MCZ e del festival d’arte contemporanea, che seguivano da tempo. La residenza è stata però l’occasione di approfondire questa conoscenza e nasce quindi spontaneo chiedersi cosa rimarrà nel ricordo dei due artisti della città di Faenza. “E’ una città viva, piena di eventi culturali, artistici e anche gastronomici. Di Faenza abbiamo apprezzato la calma e la vivacità dei suoi abitanti, la loro energia e generosità”. Anche il territorio ha colpito positivamente gli artisti, che sono rimasti piacevolmente sorpresi, tra le altre cose, dalla strada immersa nel verde per arrivare alle Manifatture Sottosasso. La residenza d’artista a Faenza è stata per loro un’importante esperienza artistica che è stata agevolata nella sua evoluzione anche da quegli aspetti tipici della città che hanno permesso ai giovani di lavorare in maniera ottimale, avvicinandoli alle loro esigenze umane e artistiche. Una città quindi che supera il concetto preconfezionato della piccola città di provincia e che grazie alla vivacità che la caratterizza, si conferma una realtà che può dare molto sia culturalmente che umanamente.

Residenza e mostra porteranno ad una pubblicazione che includerà le immagini della residenza e dee opere. Il catalogo verrà presentato al Mic il 18 dicembre in presenza di artisti e critici.

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