Scuole chiuse: anche all’Oriani di Faenza entra in gioco la didattica a distanza

È stato il comunicato del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a rinnovare, nel corso del pomeriggio di sabato scorso, l’efficienza e lo spirito di servizio del corpo docenti dell’Istituto Tecnico ‘A. Oriani’ di Faenza, che ha raccolto l’invito del dirigente scolastico Fabio Gramellini a mettere in moto attività didattiche e formative a distanza in considerazione del perdurare dello stato di chiusura delle scuole. Infatti, dopo la diffusione della nota dell’Usr Emilia-Romagna nella quale il direttore generale invitava tutte le scuole a promuovere attività formative a distanza per gli studenti affinché le giornate di chiusura non fossero vissute come un ‘tempo vuoto’ dalla didattica, il preside ha invitato tutti i docenti in servizio nel corrente anno scolastico a rendersi disponibili dei propri alunni fino alla fine della situazione emergenziale, mettendoli così nelle condizioni più serene e favorevoli di poter fruire del materiale didattico, essenziale a non lasciar sospeso il lavoro già avviato nel primo mese del secondo quadrimestre.

Raccolto dall’istituto faentino l’invito a promuovere attività formative a distanza

L’Istituto ‘Oriani’ può certo contare su una dotazione strumentale attrezzata e aggiornata dal punto di vista tecnologico e informatico, ma anche sulle scrupolose e flessibili risorse umane che lo qualificano sul territorio per essere una realtà matura e laboriosa a tal punto da poter affrontare ogni tipo di situazione, anche emergenziale come quella occorsa in queste ultime settimane, favorendo così, per quanto possibile, il proseguimento di attività formative, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione didattica, una modalità di didattica a distanza che pone attenzione anche alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Sono molti i docenti che hanno risposto positivamente all’appello dell’Ufficio scolastico regionale, che ha invitato insegnanti e dirigenti scolastici di tutte le scuole della regione a mettere in atto, in modo chiaro e concreto, un contributo a sostegno della promozione di attività didattiche e formative a distanza, a vantaggio degli studenti come pure del personale docente, anche nelle forme più semplici comunque possibili.

E come molti altri, anche il preside Gramellini ha coinvolto il personale docente nella predisposizione di attività didattiche — a puro titolo esemplificativo: unità di apprendimento, bibliografie, sitografie, ecc. — da offrire agli studenti per la fruizione a distanza, tramite l’utilizzo del sito istituzionale della scuola, del registro elettronico oppure di piattaforme online eventualmente già precedentemente attivate, ai quali saranno richieste letture, stesura di testi, anche a carattere epistolare o espositivo-argomentativo, svolgimento di esercizi sui manuali in adozione, realizzazione di elaborati grafico-pittorici a tema, approfondimenti attraverso ricerche, con complessità man mano crescenti in ragione dell’età. «Sono stati rinviati o persino annullati gli incontri, i seminari, le conferenze, i viaggi d’istruzione e le uscite didattiche – spiegano i docenti – Una parte importantissima del nostro lavoro. Per questo si vuole ricominciare. Apprezzata da famiglie e studenti, la proposta di ‘ripartire’ senza esitazione, alla luce degli interventi urgenti richiesti e delle caratteristiche del tutto inedite della situazione emergenziale determinatasi, sarà il più possibile unitaria per ciascun gruppo classe, evitando agitazione o inefficace sovraccarico».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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