Mobilitiamo: parte la ricerca dell’Urf per proporre alternative di mobilità sostenibile

Un percorso con cittadini, imprese ed enti  per ripensare gli spostamenti casa-lavoro sul territorio faentino e sensibilizzare sulle opportunità per promuovere una mobilità rispettosa dell’ambiente e della salute. Parte in questo gennaio 2019 Mobilitiamo”, processo partecipativo dedicato al tema della mobilità sostenibile promosso dall’Unione dei Comuni della Romagna faentina con il sostegno operativo della cooperativa sociale Ricercazione. Il progetto è finanziato dalla Legge 15/2018 della Regione Emilia-Romagna sulla partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche. Nel corso dei prossimi sei mesi saranno messe in atto azioni per rilevare gli attuali tragitti casa-lavoro sul territorio dell’Unione per cercare così di proporre interventi concreti in materia di mobilità sostenibile nei percorsi verso le aree artigianali e industriali.

Un confronto con cittadini e imprese per capire le modalità con cui si va a lavoro

Nel concreto, Mobilitiamo si propone id conoscere i percorsi dei cittadini dell’Unione per recarsi al lavoro nelle aree industriali e artigianali della città e in che modalità, coinvolgendo i cittadini, le imprese e tutti gli attori del territorio attraverso azioni partecipative. «Al termine dei sei mesi – specifica Doriana Togni, di Ricercazione – saranno presentate delle proposte concrete per garantire alternative di mobilità sostenibile». Partner del progetto sono i Quartieri faentini, il Tavolo degli imprenditori, Anfass Onlus Faenza.

Verso un patto per garantire alternative di mobilità verso le aree artigianali e industriali

All’interno del Comune di Faenza si muovono ogni giorno per recarsi al lavoro circa 16.500 persone e dai comuni limitrofi (Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme, Solarolo) verso Faenza circa 3mila. Viceversa si muovono da Faenza verso i comuni limitrofi circa 1.150 persone. «L’aria che respiriamo progressivamente peggiora – spiega l’assessore all’Ambiente, Antonio Bandini – La gente vuole un’inversione di rotta. Come Unione facciamo la nostra parte per risolvere questo problema. Intervenire sulla mobilità sostenibile significa contribuire al salute e al benessere delle persone, con positive ricadute anche in ambito lavorativo. Per far questo bisogna offrire alternative e per fare questo prima dobbiamo capire, ragionare sulle criticità dei lavoratori e aziende. Mi aspetto che da questa analisi venga maggior consapevolezza e un patto fra tessuto imprenditoriale e pubblico». «C’è attenzione sulla mobilità sostenibile – rimarca l’assessore Andrea Luccaroni – Hanno aderito al progetto gli organismi consultivi di Quartiere che su questo tema della mobilità sono stati molto attivi».

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