La Quadratura del cerchio: ecco l’album d’esordio della band Le Vele di Oniride. Il chitarrista De Leo: “Un album vero al 100%”

Rock alternativo, musica controcorrente. Un gruppo che non strizza l’occhio al pop esordisce ufficialmente nel mondo della musica. La Quadratura del Cerchio, un titolo che li rappresenta appieno, è il primo album, uscito il 29 maggio 2023, della band romagnola “Le Vele di Oniride”. Con il chitarrista Nello De Leo, classe 1989, ne approfondiamo la produzione  raccontando la sua esperienza personale e le difficoltà affrontate durante la realizzazione del progetto partito nel 2018 e poi sviluppato durante la pandemia.

Intervista a Nello De Leo, chitarrista de Le Vele di Oniride

Nello, per avvicinarci alla vostra musica partiamo da quali sono state le prime ispirazioni per comporre l’album.

Adoro i Radiohead, i Tool mi hanno cresciuto musicalmente, adoro il progressive, in particolare Pink Floyd, Genesis, King Crimson.

Come mai questo titolo per l’album?

L’album si chiama La Quadratura del cerchio proprio perché non riuscivamo a far quadrare la band, ci sono state varie difficoltà con le esigenze dei componenti.

Quando è iniziato il progetto?

Originariamente, avevo una band di nome Ellephant, ma più tardi si è sciolta, e tra i componenti io ero l’unico rimasto con il desiderio di fare musica come professione. Allora ho deciso di ricominciare tutto da capo con un nuovo progetto. Nel 2018 con gli altri componenti delle Vele di Oniride abbiamo composto tre brani, e con quelli abbiamo cercato un etichetta. Poi dal 2018 fino al 2020 abbiamo creato i brani, e qualche giorno prima della pandemia, nel marzo 2020, abbiamo iniziato a registrare.

Come è stata la produzione dell’album durante la pandemia?

Avveniva in questo modo: io portavo in studio i miei pezzi, poi melodie e testi e venivano modificati in base alle proposte degli altri. Il loro contributo è stato fondamentale. Abbiamo però avuto molte difficoltà con la produzione. Tutti gli studi durante la pandemia erano chiusi. Più tardi, nel 2022, siamo finalmente riusciti a inserire la voce e concluso tutti i mixaggi, poi nel 2023 a maggio abbiamo pubblicato l’album.

Che cosa ti ha fatto avvicinare alla chitarra?

In realtà ho iniziato a suonare con una tastiera, perché avevo solo quella in casa. Era la fine degli anni Novanta, partecipavo a un dopo scuola e un’educatrice chiese chi volesse qualche dritta di chitarra, io ero l’unico interessato. La musica per me esprimeva tantissime emozioni che non riuscivo ad esprimere in altro modo. Piuttosto che usare le parole, preferivo ascoltare musica per sfogarmi. Poi ho deciso di prendere in mano uno strumento ed essere io stesso a suonare e comporre musica.  Con una canzone cerco così di esprimere il mio pensiero.

Sei soddisfatto dell’album?

Personalmente penso che sia un capolavoro, ma perché penso che l’album sia venuto come doveva venire, è onesto al 100%. Se fossi un ascoltatore gli darei almeno 7/10: non abbiamo cercato di commercializzare l’album, è infatti composto da brani molto lunghi e per tanti versi siamo andati controcorrente.

Andrea Lippi Pagliai, Alessandro Caprio

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