Giovani ribelli – Kill Your Darlings di John Krokidas

Allen Ginsberg, Lucien Carr, Jack Kerouac, William S. Burroughs: ovvero i protagonisti della cosiddetta beat generation, il movimento rivoluzionario giovanile di scrittori, poeti e artisti nato nel secondo Dopoguerra, in risposta ad un periodo storico di repressione e paura. Parte della loro storia viene narrata nel film Giovani ribelli – Kill Your Darlings (2013), ed in particolare il fatto di cronaca che portò Lucien Carr ad assassinare il suo insegnante David Kammerer.

Giovani ribelli: il racconto della beat generation 

Protagonisti del film sono Daniel Radcliffe e Dane DeHaan, totalmente immersi in ruoli molto difficili dal punto di vista emotivo. I personaggi sono in preda alla furia devastatrice della gioventù, completamente guidati solo da impulsi ed emozioni, oltre che dal “carpe diem” preso in prestito da L’attimo fuggente. Il tornado interiore si trasforma in una liberazione artistica attraverso poesie, racconti, rime, composizioni visive, momenti deliranti tra sperimentazioni di droghe e sferzante musica jazz. Il solo scopo è rappresentato dalla sovversione di ogni schema e regola prefissata e dal desiderio di generare il caos all’interno dell’università, luogo di sacralità intellettuale e di rigore assoluto, in netto contrasto con il pensiero dei giovani ribelli.

Un film tra arte, poesia, tra dramma e giallo

Tra i concetti ispiratori di questa generazione rivoluzionaria troviamo l’idea di una ciclicità della vita, in cui gli eventi finali compiono un giro a 360 gradi, per tornare all’origine. Su questo principio vengono narrati i fatti che trasformano il film commedia/drammatico in un giallo. Gli ottimi ritmi dettati dalla regia dell’esordiente John Krokidas danno vita a una pellicola che non annoia e rende coinvolgente ed emozionante ogni momento. Ci si riesce a calare alla perfezione nella psicologia tormentata dei protagonisti, il cui ruggito diventa da un momento all’altro una richiesta di aiuto. La tensione amorosa tra Ginsberg e Carr attraversa momenti indimenticabili grazie alla sua natura sfuggente e illusoria, oltre al triangolo formato con la vittima Kammerer.

I poeti della beat generation e la società del tempo

A Ginsberg, che in un certo senso rappresenta la coscienza morale del gruppo, spetta la più ardua delle scelte: se aiutare l’amato a scampare il carcere nonostante la sofferenza che lo attanaglia, o lasciarlo a scontare la sua pena. Un film caotico, romantico, passionale e audace, che coglie con grande stile e decisione quelle sensazioni e frenesia che accompagnarono i giovani della beat generation e li portarono a scontrarsi con la società del loro tempo, lasciando un segno nella storia, nella letteratura e nell’arte.

Alessandro Leoni 

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