Fondazione Dalle Fabbriche: nel 2015 erogati più di 115mila euro per giovani e sociale

Tra attività di solidarietà, formazione e promozione del modello cooperativo sul territorio la Fondazione Dalle Fabbriche ha erogato nel corso dell’ultimo anno oltre 115mila euro, di cui 40mila destinati a borse di studio (7mila in più rispetto al 2014) o ad attività per favorire i giovani del territorio. I 58 soci (fra persone fisiche ed enti) della Fondazione, riuniti in assemblea nei giorni scorsi, hanno approvato il bilancio 2015 e il piano delle attività previste per il 2016. «Il 2015 ha visto la Fondazione impegnata su più fronti – afferma il presidente Everardo Minardi -. A livello ‘politico’ abbiamo lavorato con i territori limitrofi e con enti appartenenti a diverse realtà percorrendo con la pratica la strada che va verso l’area vasta e verso l’Alleanza delle Cooperative Italiane».

Fondazione Dalle Fabbriche a sostegno dei giovani

Per quanto riguarda le attività vere e proprie, abbiamo portato avanti e consolidato le iniziative già avviate negli scorsi anni, soprattutto rivolte ai giovani, e che sono: le borse di studio e di ricerca; i tirocini presso imprese cooperative locali, ma anche europee; il sostegno alle giovani imprese cooperative con il finanziamento “Idea una, tasso zero”, l’incubatore breve e gratuito e l’accompagnamento e il tutoraggio grazie ai nostri coo-manager”»

Minardi: “50 finanziamenti a sostegno delle famiglie”

Oltre all’attenzione ai giovani, anche il sociale, con la gestione dello Sportello Solidarietà realizzato insieme alle Caritas diocesane di Ravenna, Faenza e Imola volto a sostenere le famiglie in difficoltà e il micro credito etico e sociale. «Riguardo quest’ultimo punto – continua Minardi -, la Fondazione si fa garante delle persone che ne fanno richiesta alla Bcc ravennate e imolese, per un totale di circa 50 finanziamenti in essere a fine 2015. Va ribadito che il micro credito etico sociale non è un credito bancario in sé, ma una risorsa che viene attribuita alle persone richiedenti sulla base di una attenta valutazione, svolta insieme a servizi sociali, comunali, Caritas locali, cooperative sociali, associazioni di volontariato, con la designazione contestuale di una tutorship che accompagni e orienti l’impiego delle risorse ai fini del loro ritorno alla condizione di autonomia. Possiamo dire con soddisfazione che i casi di insuccesso, cioè di mancata restituzione del credito, sono praticamente inesistenti».

Rispondi