Federconsumatori contro l’abolizione della “maggior tutela” dell’energia

E’ attualmente in discussione al Senato il Disegno di legge di riforma del mercato e della concorrenza, presentato dall’ex ministra Guidi. La Federconsumatori tuttavia ha più volte rilevato la presenza in questo Ddl (che riguarda materie molto diverse) di alcune norme assai negative per i consumatori: nel 2018 sarà abolito il mercato di maggior tutela dell’energia.

«Chiariamo rapidamente di che cosa si tratta – spiega Federconsumatori in una nota a stampa – I consumatori che non vogliono aderire al “libero mercato”, attualmente possono mantenere i contratti predisposti dall’Autorità garante dell’energia, che fissa il prezzo dell’energia elettrica e del gas metano. Nelle attuali condizioni, l’abolizione della “maggior tutela” non rappresenterebbe uno stimolo alla concorrenza, già esistente per i consumatori interessati, ma l’eliminazione di un utile strumento di garanzia per milioni di famiglie».

“L’abolizione porterà a un aumento generalizzato dei prezzi”

«Non si può certo nascondere – prosegue il comunicato – che il libero mercato dell’energia stia creando gravi problemi; anzitutto problemi di informazione degli utenti, continuamente perseguitati da call center che offrono contratti da concludere al telefono, senza poter prendere in visione preventivamente la documentazione scritta. Sono all’ordine del giorno contratti non voluti, o addirittura falsi, (anche con conseguenze penali), i call center non spiegano che gli sconti si applicano solo alla “quota energia” cioè al 45% della spesa per l’elettricità; la maggior parte delle offerte di libero mercato dell’energia sono più costose delle tariffe del mercato di maggior tutela. In altre parole, il prezzo di maggior tutela è un riferimento sia per i clienti, per comprendere la convenienza della altre offerte, sia per i gestori, che che devono tenerne conto per formulare offerte diverse; con l’abolizione della maggior tutela è logico quindi aspettarsi un aumento generalizzato dei prezzi».

Federconsumatori: “Per chi passa al libero mercato i bonus non sono sufficienti”

Qual è la situazione in provincia di Ravenna? Solo due aziende energetiche hanno sportelli nella provincia di Ravenna: Hera, con una notevole diffusione degli sportelli ed Enel, presente solo a Ravenna. Da anni Eni non ha più sportelli in provincia: il più vicino è a Piacenza. Quindi la maggioranza dei gestori si affida esclusivamente ai call center.

«Per favorire il passaggio al mercato libero dell’elettricità – spiega Federconsunatori – ora si offre ai consumatori un nuovo contratto, detto “tutela simile”: si offre ai consumatori la possibilità di passare per un anno al “libero mercato” mantenendo le condizioni economiche di maggior tutela, in cambio di un bonus applicato solo per il primo anno. Il bonus è assolutamente insufficiente: spetta solo per il primo anno e le proposte dei gestori sono assai differenziate e comunque basse. Per restare ai più diffusi, se Eni offre 106 euro, Hera scende ad 80, Edison a 55 e addirittura Enel energia a soli 33 euro ed Iren a 12! Evidentemente i gestori aspettano invece che il Ddl Guidi regali loro il mercato libero, senza spese. In realtà l’intento è di diffondere il “mercato libero” prima dell’emanazione della legge per forzare la mano al legislatore».

«I vincoli che impediscono la diffusione del libero mercato dell’elettricità – conclude la nota – sono assi diversi: anzitutto i costi elevati delle tariffe proposte; poi la scarsa chiarezza dei contratti; i ritardi nella comunicazione delle letture dei contatori da parte di Servizio elettrico nazionale agli altri gestori, che causano continui conguagli e impossibilità di comprendere i reali consumi; infine la lentezza delle procedure di cambio di gestore, che arrivano a tre o quattro mesi».

In questa caotica situazione, Federconsumatori, confermando il suo più fermo dissenso rispetto a questa proposta, darà assistenza e chiarimenti agli utenti come sempre.

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