A Faenza la scuola (torna) in bottega

Trascorrere alcune ore di scuola a imparare l’arte della pasticceria, le tecniche di falegnameria o come si lavora in un’azienda agricola, aumentando le proprie capacità ed evitando così, dimostrando impegno concreto e continuativo, la bocciatura. Sarà rinnovato anche quest’anno il progetto “La scuola in bottega” dedicato ai ragazzi delle scuole medie che rischiano di abbandonare il percorso scolastico ancora prima del termine dell’obbligo formativo. Verrà così offerto a sei ragazzi di diversi istituti comprensivi del territorio un percorso alternativo in bottega dedicato all’orientamento professionale.

I sei ragazzi, in orario scolastico, avranno così modo di valorizzare le loro qualità, ognuno abbinato a una diversa bottega, nelle quali si metteranno in gioco. Obiettivo principale del progetto è quello di vincere la dispersione scolastica, che – per tanti motivi – può colpire alcuni alunni nel corso della loro esperienza alle scuole medie, evitando così la bocciatura grazie a un impegno diverso – ma comunque importante – dallo studio dei libri.

Il progetto è coordinato dalla cooperativa Sacra Famiglia

Esperienza nata nel 2015 con il coordinamento dalla cooperativa Sacra Famiglia, tra gli aspetti più innovativi del progetto ci sono l’attivazione di laboratori in orario scolastico al di fuori dalle mura della scuola; l’equiparazione dell’attività svolta con gli artigiani a una qualsiasi altra materia; lo svolgimento direttamente in bottega della formazione professionale. «Attraverso queste attività – spiega Maria Grazia Giulianini, presidente della cooperativa Sacra Famiglia – i ragazzi possono sperimentarsi e mettere in campo proprie capacità e il proprio talento». Un ‘progetto ponte’ tra scuola e impresa, il cui valore è stato recentemente riconosciuto dal Premio nazionale Marco Biagi consegnato nel 2017 alla cooperativa Sacra Famiglia.

Sei ragazzi coinvolti in sei botteghe diverse

I sei laboratori saranno svolti alla falegnameria Totem e Tabù, all’azienda agricola Leone Conti, la pasticceria Cenni, il Molino Morini, la pasticceria Sebastiano Caridi e la stessa cooperativa Sacra Famiglia, che vedrà quest’anno coinvolto, per la prima volta, un ragazzo delle superiori proveniente dall’istituto Persolino-Strocchi. «Siamo molto soddisfatti da questo progetto – spiega Paola Fiorentini, dirigente dell’istituto Matteucci – L’anno scorso abbiamo avuto due casi molto positivi: chi ha partecipato ai laboratori ne è uscito molto maturato, dimostrando un atteggiamento molto collaborativo».

Un modo innovativo per aumentare l’autostima ed evitare la bocciatura

Dai riscontri positivi sul luogo di bottega a quelli delle aule scolastiche: oltre a imparare i segreti dell’arte artigianale, molti ragazzi migliorano anche il proprio andamento scolastico. Tre gli istituti comprensivi coinvolti: Matteucci, Carchidio-Strocchi, San Rocco, a cui si aggiunge da quest’anno anche l’istituto professionale Persolino- Strocchi. «Aiuta a sostenere i talenti nascosti nei ragazzi – commenta Maria Saragoni delle Carchidio-Strocchi – è un’esperienza che li mette in gioco». «Non è da sottovalutare anche il fatto – aggiunge Marisa Tronconi, dirigente dell’istituto San Rocco – che si rafforzano molto le capacità artigianali dei ragazzi».

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