Faenza alla Gmg di Cracovia, giovani costruttori di ponti

Sono più di duecento i ragazzi della Diocesi di Faenza-Modigliana che hanno partecipato alla Giornata mondiale della Gioventù a Cracovia (Gmg). Un evento periodico che, quest’anno, ha riunito tre milioni di ragazzi

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Strada di Cracovia durante la Giornata mondiale della Gioventù

da tutto il mondo, che accolti dal Papa hanno passato una settimana di preghiere, catechesi, veglie ma soprattutto momenti indimenticabili, di incontro e confronto con lingue, bandiere e abitudini completamente sconosciute. Così, dal 26 al 31 luglio, le strade della capitale polacca sono state invase da fiumi di ragazzi, che sventolando le proprie bandiere e camminando al ritmo delle loro canzoni tradizionali volevano dimostrare al resto del mondo la gioia che la fede e l’incontro con lo sconosciuto possono portare.

Gmg 2016: il coraggio prevale sulla paura

Ai giovani presenti sono stati lanciati tantissimi messaggi di fiducia, “Dio aspetta qualcosa da te, Dio vuole qualcosa da te, Dio aspetta te. Ti sta invitando a sognare, vuole farti vedere che il mondo con te può essere diverso. Lui scommette sul futuro: ti chiama a lasciare la tua impronta nella vita, che segni la tua storia e la storia di tanti” ha detto Papa Francesco alla messa finale. Sicuramente è stato un rischio, coi tempi che corrono, partecipare a un ritrovo così grande di fedeli; ma il coraggio e la voglia di testimoniare la fede hanno prevalso la paura e tutte le incertezze, perfino dei francesi, che con le loro magliette a righe bianche e blu e i loro canti erano inconfondibili.

I 200 faentini ospitati a Szczepanow

Veglia nel Campus Misericordae, con tutti i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù.
Veglia nel Campus Misericordae, con tutti i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù.

Chiamati a riflettere sul verso del vangelo “Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia” (Mt 5,7) questa Gmg è stata anche una sfida, il perdono è estremamente difficile, ma una volta raggiunto la vita torna a splendere, cancellando i rancori che oscurano il cuore. La testimonianza di Francesco Pirini, sopravvissuto alla strage di Marzabotto, e il monsignor Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna che è intervenuto alla catechesi, lo hanno insegnato ai tremila ragazzi italiani (fra cui i faentini) ospitati dalla diocesi di Szczepanow, a 60 chilometri da Cracovia. “Il perdono è l’unica via per essere liberi dall’odio. Scegliete sempre e comunque la via del perdono che è la più faticosa ma la più leggera.” E poi “Il male spesso è dentro di noi, ci contamina – ha detto l’arcivescovo – ma non possiamo adeguarci alla logica dell’altro come nemico. Siamo in un mondo inquinato dall’odio. Quando si parla di profughi come nemici si semina odio. Il rischio è quello di costruire un domani segnato dall’odio. Per disinquinare il mondo dall’odio servono misericordia e perdono.” Questo è il messaggio principale che tutti i partecipanti volevano lanciare al mondo; “Beato è il cuore che perdona, misericordia riceverà da Dio in cielo” è il ritornello dell’inno nella versione italiana.

Gmg: il valore della testimonianza

Adesso l’obiettivo dei partecipanti è vivere e testimoniare questi ideali, dimostrando agli adulti come si possano “costruire ponti invece che innalzare muri” in ognuno dei 190 stati presenti, in ogni singola parrocchia, con ogni singolo gesto quotidiano per mantenere vive e far fruttare tutte le emozioni e le esperienze vissute, fino alla prossima Gmg a Panamà, nel 2019 dove verranno alimentate di nuovo spirito e di nuove preghiere.

Elena Cavina

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