Accordo sindacale alla Coop ceramica di Imola: riduzione orari di lavoro e posti salvi

Un accordo sindacale che è stato definito ‘storico’ per salvare cento posti di lavoro sul territorio. Al termine delle assemblee in tutti gli stabilimenti (Imola, Borgo Tossignano, Faenza), una nota sindacale fa sapere che il voto delle lavoratrici e dei lavoratori della Cooperativa Ceramica Imola-Faenza dei reparti coinvolti (cernita, smalteria e servizi generali) ha ampiamente approvato l’Ipotesi di Accordo sulla riduzione d’orario e la salvaguardia dell’occupazione siglata il 2 luglio 2018 fra la direzione aziendale e le rappresentanze sindacali. L’accordo è stato voluto fortemente da Cooperativa Ceramica d’Imola congiuntamente a Filctem Cgil di Ravenna e Imola, Femca Cisl Romagna, Femca Cisl Area Metropolitana Bolognesee Uiltec Uil di Imola e Ravenna e Rsu di Imola e Faenza.

La soddisfazione dei sindacati

«Per evitare cento licenziamenti – scrive Rsu Cisl Coop Ceramiche d’Imola – è stato sottoscritto tra sindacati e cooperativa un accordo che prevede una riduzione dell’orario di lavoro per 293 persone, dal 17 al 50%. L’azienda verserà sul Fondo Pensione la quota a sui carico di contributi che verranno a mancare (dai 1.100 ai 4.492 euro all’anno). Inoltre Coop ceramica integrerà una quota di salario pari al 40% di quanto perdono i lavoratori, con netti mensili che variano a seconda della riduzione dai 74 ai 152 euro. I lavoratori hanmo approvato l’accordo ad ampia maggioranza. Confindustria non ha firmato».

Hanno partecipato alle assemblee oltre il 70% degli aventi diritto e l’88% dei votanti ha votato a favore dell’accordo. Complessivamente, affermano i sindacati, il voto ha ribadito la volontà di salvaguardare i posti di lavoro, esprimendo fortemente il concetto di solidarietà collettiva, a cui l’azienda ha convenuto. Ora la sfida è indirizzata nella gestione dell’accordo che deve portare a una diversa stabilizzazione dell’organizzazione del lavoro, dei turni e degli organici nei vari reparti, linee e servizi. L’accordo, che non ha precedenti nel manifatturiero, difende l’occupazione e sperimenta una riduzione d’orario che di fatto si sostituisce agli ammortizzatori che non potranno più essere utilizzati dal 31 di luglio, conclude il sindacato.

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