Bisogna darsi una mossa – Il racconto del fondatore della Technogym

Alzi la mano chi di voi lettori ha usato o visto anche solo una volta un attrezzo della Technogym. Probabilmente tutti. Quanti, invece, possono dire di sapere come è nata questa azienda, oggi leader nel settore “Fitness & Wellness”, che vanta 2.200 dipendenti e 14 filiali sparse per il mondo? Sicuramente molti meno. A questo proposito, la lettura che vi consiglio questa settimana è “Nati per Muoverci” che ripercorre le tappe che hanno segnato la nascita e il percorso di Technogym, dai primi attrezzi costruiti in un garage fino a diventare fornitore ufficiale delle ultime sei Olimpiadi, Rio 2016 incluse. L’autore del libro è Nerio Alessandri, cioè colui che nel 1983, a soli 22 anni, insieme al fratello Pierluigi, ha fondato quella che oggi sarebbe stata chiamata una start-up. Le sue origini sono umili: nasce e cresce a Calisese, una piccola frazione in provincia di Cesena, in una famiglia molto numerosa. Fin da piccolo, si ingegna come può per dare una mano in casa e per potersi permettere le cose belle, che a lui tanto piacciono, ma che non può chiedere ai suoi genitori. Con parole sue: “La fame è una grande opportunità. Ti costringe a migliorare e a non aspettare il futuro, ma a costruirtelo tu”.

Milan, Senna e Bill Clinton solo alcuni dei suoi clienti

Schumacher
Il pilota tedesco Schumacher. La palestra “itinerante” in cui si allenava era realizzata dalla Technogym

Tanti sono gli aneddoti e le curiosità presenti nel libro che ci fanno conoscere meglio la storia di questo imprenditore che da solo ha costruito la sua fortuna, sapendo cogliere le occasioni giuste che gli sono capitate e molto spesso sapendosele costruire, curando ogni minimo dettaglio (si definisce lui stesso estremamente puntiglioso, quasi maniacale). Come per ogni imprenditore, il suo percorso è stato accompagnato dal rischio, ma la curiosità, la determinazione e la continua voglia di mettersi in gioco gli hanno permesso di stringere grandi collaborazioni nel mondo dello sport, dalla prima palestra rossonera a Milanello, a Senna e Schumacher (è di Technogym l’idea della prima palestra mobile che accompagnasse il campione tedesco durante il mondiale F1), Ajax, Juventus, Inter, Chelsea e tante altre squadre di basket e volley. Per non parlare di tante strutture e altrettanti personaggi noti che hanno voluto allestire una palestra con gli attrezzi dall’inconfondibile marchio giallo e nero, cito solo Paul Mc Cartney e Bill Clinton per non rovinarvi il gusto di scoprirli da soli, leggendo questo piacevole libro.

Un racconto che ci fa ripensare al mondo imprenditoriale degli anni ’80

L’amore per le sue passioni, la meccanica, la moda e lo sport, sono il mix che gli ha permesso di iniziare a sviluppare attrezzi che incorporano novità tecniche e stile, facendo diventare Technogym un’eccellenza in giro per il mondo. Tutto questo bisogna proiettarlo in un contesto ben diverso da quello odierno, negli anni ’80 in cui Internet stava vedendo la luce e in cui le comunicazioni e gran parte delle trattative venivano svolte faccia a faccia. Nel libro leggerete di incontri tra Alessandri e personaggi certamente conosciuti, Montezemolo, Briatore, Jean Todd oppure Galliani, solo per citarne alcuni, che offrono uno spaccato del mondo imprenditoriale e manageriale di allora. Se si può affermare che c’era una minor concorrenza e si sentivano meno gli effetti della globalizzazione, non si possono negare gli sforzi fatti per affermarsi in un mondo, quello del fitness, che a quel tempo era dominato dall’America, dalle cui palestre erano usciti Silvester Stallone e Arnold Schawrzenegger.

Una responsabilità sociale

technogym village
Il Technogym village, attuale sede dell’azienda, vicino allo svincolo autostradale di Cesena

Passando per l’A14, vicino allo svincolo di Cesena, dal 2012 si erge imponente il Technogym Village, attuale sede dell’azienda, un complesso costruito con una forte attenzione al benessere lavorativo, fisico e psicologico dei propri dipendenti. Come potrebbe essere altrimenti per Alessandri, la cui visione è promuovere il movimento nel mondo per diffondere uno stile di vita sano (il concetto di wellness è una sua invenzione!) da cui dipenderanno la nostra salute, il nostro buon umore e il futuro dell’economia. Infatti, l’ultima parte del libro offre un’analisi sulla cultura imprenditoriale e sulla responsabilità sociale che Alessandri sente di avere per far muovere il mondo sempre di più e per smuovere anche l’Italia e i giovani, perché il Paese ha enormi potenzialità di sviluppo che devono essere colte.

Dalla Romagna al mondo: una bella storia che fa anche sorridere

Dopo le tante pagine scritte su altri importanti inventori del nostro secolo, per esempio Steve Jobs, la curiosità di conoscere meglio la storia di un inventore italiano, infatti definirei tale anche Alessandri, visto le innovazioni e le idee rivoluzionarie che ha portato nel mondo del fitness & wellness, mi ha spinto a leggere questo libro e ne sono rimasta contenta. 256 pagine che scorrono via molto agilmente, prendono e invitano ad una totale immersione! Le tante curiosità, gli spaccati di vita di Alessandri e le massime presenti fanno sorridere e al contempo sono uno stimolo a credere nelle proprie capacità, senza dimenticare il ruolo giocato dalle circostanze. Una storia di successo italiana ci rende orgogliosi, il fatto che sia partita nel cuore dalla Romagna, lo fa ancora dNati-per-muoverci-fascettai più. Seguite il mio consiglio e quello di Technogym, datevi una mossa… a leggerlo!

Il libro

N. Alessandri (2014), Nati per muoverci, Baldini & Castoldi.

Diana Dalmonte

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