Emozioni ceramiche: i sogni di 4 turisti dalla Bielorussia a Faenza

Visita al Mic, pratica in botteghe ceramiche, escursioni tra le eccellenze turistiche della Romagna: sono queste alcune delle esperienze vissute da quattro ceramisti bielorussi in visita a Faenza dall’1 al 7 aprile che hanno partecipato al format “Emozioni Ceramiche“. I turisti bielorussi sono stati finanziati dal programma di mobilità Most per promuovere e sviluppare rapporti tra professionisti Europei e Bielorussi e hanno svolto un programma ridotto di Emozioni ceramiche che li ha messi in contatto con tutte le opportunità offerte dal “Sistema Faience”. La loro settimana a Faenza e nella Romagna è stata ricca di iniziative, messe in rete dal format GMT ideato e promosso dal Destination Manager Andrea Succi in collaborazione con Ente Ceramiche Faenza ed Extraclass Italia. Sul solco di questo format, mercoledì 19 aprile a Faenza, alle ore 18:30 (presso la sede di Cefal, via Severoli 12) sarà presentata l’anteprima di un nuovo Per-corso formativo per coordinatori di sviluppo di turismo esperienziale realizzato da GMT in collaborazione con Cefal.

Emozioni ceramiche: un format di turismo esperienziale

Massimo Isola, vice sindaco di Faenza, riceve un dono dai turisti bielorussi.

Utilizzare il tornio per aiutare pazienti psichiatrici, ampliare la propria bottega, realizzare un festival dedicato alla ceramica: sono questi alcuni dei sogni che hanno portato dalla Bielorussia a Faenza i quattro ragazzi. Aliesja, Vadim, Nataliya, Yury: questi i nomi dei ceramisti bielorussi che, zaino in spalla, hanno messo “le mani in pasta” nella tradizione ceramica faentina. Ognuno di loro ha infatti un sogno legato alla ceramica e, per realzzarlo, hanno deciso che fare tappa a Faenza, capitale italiana della ceramica, fosse fondamentale. «Mi hanno trovato – spiega Simona Berardi di Extra Class Italia – grazie ad un articolo pubblicato in russo su Facebook dopo Argillà Italia 2016 dal signor Akent’ev che lavora nella città russa della ceramica Gzhel’». Hanno così lavorato il tornio nella bottega del ceramista Gino Geminani (nella foto di copertina, ndr), dialogato col vice sindaco di Faenza Massimo Isola – che ha invitato i giovani bielorussi ad Argillà Italia 2018 – e visitato tanti altri luoghi significativi della Romagna: tutto questo è “Emozioni Ceramiche”:

Yury Khrshchnovich: “La ceramica è la mia vita”

Il simbolo della città di Smorgon.

Grazie alla traduzione di Simona Berardi di Extra Class Italia riusciamo a conoscere le storie di questo giovani artigiani e imprenditori. Emblematica è la storia di Yury Khrshchnovich, torniante, tuttofare della città Smorgon’ (o Smarhon) piccola cittadina a nord della Bielorussia. «È famosa perché ci si addestrano gli orsi» ci dice, e non a caso un orso è il simbolo ufficiale della città. I genitori di Yury sono calzolai, testimonianza di una cultura profondamente legata all’artigianato. Meno nota è in Bielorussia l’arte ceramica: il Paese infatti non ha una vera e propria tradizione in tal senso e da qui nasce il bisogno di trovare stimoli, idee e strumenti al di fuori dei confini nazionali, in Italia per esempio. Non è infatti l’addestramento di orsi la passione principale di Yury, che invece dopo gli studi in Accademia, divide il proprio lavoro tra una bottega con forno e un negozio espositivo a sei chilometri l’uno dall’altro: in Bielorussia infatti non è comune gestire entrambi. «La ceramica è parte della mia vita – afferma Yury, molto ammirato dagli altri tre ragazzi della sua compagnia per le sue capacità artistiche e tecniche come tuttofare – è stato bellissimo vedere come una bottega possa essere al tempo stesso centro di produzione, magazzino, negozio e galleria artistica. Nel nostro Paese questa cosa al momento non sarebbe possibile.

Aliesja e Vadim: co-working e festival della ceramica

Foto tratta dal sito klub-masterov.by di Vadim e Alesja

Aliesja e Vadim Kozich sono una giovane coppia in attesa di un bambino. A Minsk gestiscono una bottega di co-working dove diverse arti si contaminano l’una all’altra. «Per la Bielorussia aprire questo tipo di bottega è stata una cosa innovative – spiega Aliesjia – in questo spazio non ci sono solo ceramisti, ma anche artigiani e artisti che collaborano a vicenda». La ragazza conferma quanto detto da Yury riguardo la poca tradizione ceramica inel proprio Paese. «Guardiamo molto all’arte decorativa europea – afferma Aliesja – in Bielorussia il decoro non ha una vera e propria tradizione. È molto sviluppata inceve l’arte dei tessuti e la lavorazione del cuoio. Per creare una tradizione originale quindi partiamo da questo tipo di artigianato rielaborando le immagini del folklore». Aliesja e Vadim hanno poi organizzato un Festival della ceramica a Minsk dove hanno coinvolto una ventina di ceramisti e, per svilupparlo, terranno come riferimento Argillà Italia, che si svolgerà a Faenza nel 2018. «Non mancheremo – conferma Vadim – ci è piaciuto molto esibire tanti artisti diversi al nostro festival, dove i ceramisti lavoravano anche di fronte al pubblico».

«E’ stato interessante per noi – prosegue Aliesja – vedere come interagiscono le botteghe e i ceramisti tra di loro e anche con le autorità. Sarebbe bello riuscire a creare qualcosa di simile a questo sistema anche nel nostro Paese».

Arte e disabilità: la ceramica come mezzo per superare i limiti

Aiutare i bambini con disturbi dell’autismo attraverso strumenti come il tornio e la ceramica: Nataliya Karneyeva crede fortemente nell’arte come mezzo per aiutare le persone. Oltre al lavoro con i bambini è anche impegnata con pazienti dai disturbi psichiatrici con i quali cura diversi laboratori. Il viaggio a Faenza è stato per lei l’occasione di avere nuovi spunti da mettere in pratica nei tantissimi settori diversi in cui opera.

Mentre nel mondo si torna a parlare di divisioni e muri la ceramica unisce i popoli, come dimostra l’esperienza di “Emozioni ceramiche”. «Porto a casa una bellissima esperienza – spiega Nataliya – la visita al Mic è stata davvero interessante e mi ha dato molte idee. Dovrò sedimentare un po’ tutto quello che ho imparato». Tante idee che, rielaborate, potranno tornare in Italia, magari in occasione della prossima edizione di Argillà.

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