Ausl Romagna risponde al comitato: “Da agosto solo 2 parti trasferiti a Ravenna”

In merito ai quesiti posti dal comitato “Giù le mani dalla Pediatria”, la direzione generale di Ausl Romagna precisa quanto segue, rispondendo alle domande poste dai genitori in merito al riordino ospedaliero che coinvolgerà l’ospedale di Faenza per l’attuazione del decreto Balduzzi.

Ausl Romagna risponde ai tre quesiti posti dal comitato

“Quanto al primo quesito inerente il supposto trasferimento all’ospedale di Ravenna di partorienti che non presentano gravidanze a rischio”.
Non corrisponde al vero questa affermazione – scrive Ausl Romagna – in quanto il protocollo adottato dall’Azienda il 1°agosto 2016 e successive note operative inviate ai professionisti, definiscono in maniera esaustiva, attraverso precise tabelle di riferimento elaborate e condivise dagli stessi, l’identificazione e la valutazione del rischio. E’ precisa responsabilità del ginecologo, la scelta di trasferire o meno la partoriente. Non si comprende pertanto la preoccupazione espressa circa il trasferimento di donne che non presentino una gravidanza a rischio e quanto alle procedure sopra riportate, in tutti gli ospedali dell’Azienda valgono gli stessi protocolli.

“Sulla presenza di letti nei corridoi dell’ostetricia di Ravenna”
Anche questa affermazione non corrisponde in alcun modo al vero. Il reparto di Ostetricia dell’ospedale di Ravenna è dotato di 20 posti letto e la Ginecologia di 10. Ogni stanza di degenza di Ostetricia , dotata attualmente di due posti letto, prevede la possibilità di allestire la terza postazione ( nel rispetto dei requisiti normativi) che, in caso di necessità, viene da subito predisposta, come già successo in passato nei momenti di picco. Dall’applicazione del protocollo ad oggi, la presenza di donne ricoverate a Ravenna ha oscillato fra le 10 e le 28 presenze, ma questo non ha mai determinato situazioni di particolare criticità. Al fine di migliorare ulteriormente il comfort, sono stati avviati alcuni interventi che porteranno ad un aumento di ulteriori posti letto nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Ravenna. Questo non ha comunque nessuna relazione con la supposta riduzione di posti letto nell’ Ostetricia degli ospedali di Faenza e Lugo.

“Sulla incongruenza circa l’assistenza alle gravidanze a rischio per tutta la durata della gravidanza all’interno dei presidi di Faenza e Lugo e l’invio al momento del parto in una struttura e con operatori sconosciuti…. “
Per le gravidanze a rischio si è scelto di mantenere gli ambulatori anche nelle sedi di Faenza e Lugo, al fine di consentire alle donne di essere seguite in prossimità. Ciò detto , va ribadito che la presa in carico da parte dell’ospedale di Ravenna delle donne con gravidanza a rischio, avviene comunque alcune settimane prima della data presunta del parto. La progressiva integrazione già in atto, fra le tre equipe di Ostetricia, consentirà anche di garantire la continuità assistenziale, da parte dei professionisti che hanno avuto in carico la donna, fino all’espletamento del parto.

Infine, a corollario delle spiegazioni già fornite, si riportano di seguito alcuni dati dei parti relativi al periodo di prima applicazione del nuovo protocollo (agosto/ottobre)
Faenza: Numero parti eseguiti all’ospedale di Faenza: 157.
Donne trasferite dall’ospedale di Faenza a Ravenna per il parto: 2

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