Ausl Romagna sui punti nascita: “Normative di sicurezza rispettate a Faenza e Lugo”

Mille parti all’anno: è questa la soglia che l’ordine e le società di pediatri e neonatologi ha indicato per avere i livelli di sicurezza più elevati, ma solo il punto nascite di Ravenna possiede questi numeri: Faenza e Lugo si fermano rispettivamente a 632 e 609, rimanendo dunque al di sotto degli standard indicati. A seguito della presa di posizione dei medici, Gianfranco Spadoni, consigliere “Civici” della provincia di Ravenna sottolinea la sua preoccupazione in una nota a stampa. “Se i motivi dell’ipotetico trasferimento delle partorienti sono giustificati dalla sostanziale inidoneità delle strutture e dei servizi di emergenza di quelle strutture ospedaliere – afferma Spadoni – occorrerebbero doverose e rassicuranti precisazioni sul merito della questione.

Spadoni: “Occorre certezza sulla sicurezza dei punti nascita”

“Ancora una volta – prosegue Spadoni – ci permettiamo di evidenziare che la nostra richiesta di ottimizzare l’utilizzo dell’ospedale faentino e di quello lughese senza spostamenti, rappresenta la strada più giusta da seguire, nella speranza che non si arrivi sotto la soglia prevista dei 500 parti e siano garantirti buoni livelli di assistenza. Ma prima d’ogni altra considerazione – conclude Spadoni – occorrono certezze sulle condizioni e sui requisiti di sicurezza per la madre e per i neonati, da cui poi discendono tutte le altre scelte conseguenti che vorremmo non fossero messe in discussione in alcun modo”.

Ausl Romagna: “Livelli di sicurezza garantiti sia a Faenza sia a Lugo”

Ausl Romagna, pur condividendo le linee guida del settore evidenziate dall’ordine dei medici, ribadisce che gli standard di sicurezza sono garantiti nelle tre strutture da un’equipe di medici in rotazione. “Relativamente ai punti nascita di Lugo e Faenza – replica l’Ausl – pur in un contesto di numero di parti in costante riduzione, la questione della sicurezza di quelli che attualmente vi si effettuano è tenuta sotto costante ed attento monitoraggio. I livelli di sicurezza sono garantiti dalla presenza in entrambi i punti, di tutti i requisiti previsti dalle normative, che prevedono fra l’altro la presenza di un pediatra nell’arco della 24 ore. I pediatri operanti appartengono tutti alla medesima equipe che lavora a rotazione negli ospedali di Ravenna, Lugo e Faenza, assicurando in questo modo il mantenimento di adeguati standard di competenza professionale. Inoltre – prosegue l’Ausl – per ovviare in questi mesi ad una carenza del personale pediatrico necessario dell’equipe di Ravenna, e in attesa del perfezionamento delle pratiche per ulteriori reclutamenti in corso, si è ricorsi ad una integrazione nella turnistica con pediatri provenienti dagli altri territori aziendali. Questa azione organizzativa, ben lungi dal rappresentare un pericolo o un depotenziamento delle altre Pediatrie, dimostra invece il grado di responsabilità e di maturazione raggiunti dall’organizzazione e da tutte le Pediatrie aziendali”.

“Il calo delle nascite porterà a fare delle scelte”

Questa la precisazione sulla situazione attuale. Sul futuro dei punti nascita, Ausl Romagna non nega come il quadro possa cambiare alla luce dell’evoluzione del numero delle nascite nella provincia. “Pur ribadendo che il quadro complessivo è in forte evoluzione, anche sulla base dell’andamento dello scenario demografico nazionale che imporrà comunque delle scelte anche nel breve periodo – conclude Ausl Romagna – si può affermare, in questo rassicurando la popolazione, che la sicurezza dell’assistenza viene sempre garantita in ogni punto della nostra realtà aziendale, indipendentemente dal costo in termini di risorse economiche ed umane necessario per conseguirla, sebbene tenendo doverosamente presente la sostenibilità del sistema”.

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