Alberto Beltrani (Cinemaincentro): “Passare allo streaming non è una soluzione, il cinema è altro”

Dopo aver riaperto per un breve periodo, chiudono nuovamente le sale cinematografiche. Per fare il punto sul settore abbiamo intervistato Alberto Beltrani che con Cinemaincentro gestisce cinema Italia e Sarti di Faenza, il cinema Mariani di Ravenna e il cinema Centrale di Imola, oltre a diverse rassegne estive. 

Intervista ad Alberto Beltrani (Cinemaincentro)

Alberto, ripercorriamo quanto avete fatto finora per far fronte ai protocolli anti-Covid.

Con la riapertura il 15 giugno scorso hanno potuto prendere il via le tradizionali rassegne estive, e noi abbiamo curato quelle dell’Arena del Carmine di Lugo, dell’Arena in Massa e della Rocca Brancaleone di Ravenna. Sono state messe in atto nel rispetto dei protocolli tutte le operazioni di igienizzazione e distanziamento sociale, abbiamo attivato anche un sistema online di prenotazione e pagamento Satispay.

Come ha risposto il pubblico?

Per le arene estive in maniera soddisfacente, e c’è stato uno spiraglio di ottimismo. Nuovi problemi sono iniziati con il passaggio alle sale al chiuso. Abbiamo dovuto fare importanti investimenti sia per la sanificazione sia per adeguare i sistemi del nostro circuito (cinema Sarti e Italia di Faenza, Centrale di Imola, Mariani di Ravenna, ndr) alle prenotazioni online. Inoltre, al chiuso, molte persone erano disincentivate a venire perché la mascherina andava indossata sempre. A queste problematiche se n’è aggiunta un’altra non da poco: la mancanza di film di forte richiamo per il pubblico. La pandemia ha infatti colpito anche le produzioni nazionali e internazionali, e le scorse settimane abbiamo proiettato ottimi film che però non avevano un grande richiamo. Sono stati mesi di sofferenza, ma proprio quando cominciavamo ad avere una buona risposta di pubblico (per es. con i film Lacci e Un divano a Tunisi) è arrivata questa nuova chiusura, che per noi è un colpo pesantissimo. In tutto questo, pur non fatturando, abbiamo tanti costi fissi da coprire.

La soluzione di proporre in questa fase anche voi film in streaming è una reale alternativa?

Il cinema è un’altra cosa dal vedere film in streaming. Durante il lockdown come Cinemaincentro abbiamo proposto film in streaming su piattaforme digitali, e siamo contenti di averlo fatto perché era giusto provare. Il risultato che abbiamo ottenuto però è stato talmente modesto da rappresentare una strada non realmente percorribile: parliamo di due tipologie di spettacoli davvero differenti. Non proporremo più in futuro soluzioni di questo tipo se non per film particolari. Trovo poi emblematico che al Festival di Venezia la Disney abbia presentato il film “Soul” decidendo di non mandarlo nelle sale ma solo sulla piattaforma online: queste sono ferite mortali per il cinema, che non può sopravvivere a prescindere ma ha bisogno di proporre spettacoli all’altezza.

Il cinema e i grandi colossi delle piattaforme digitali: quale futuro?

Lo scontro tra cinema-piattaforme digitali ha molti parallelismi con quella che vede i negozi del centro storico a confronto con i colossi della distribuzione come Amazon. È una sfida che si può vincere?

Mi ricorda molto la situazione che abbiamo vissuto circa vent’anni fa, quando nacquero i multiplex e i grandi centri commerciali. Noi denunciammo subito il rischio di depauperamento del centro storico, ma il mondo andava in una certa direzione e stavano cambiando tante realtà sociali, economiche e politiche. Diverse imprese che operavano nel centro storico hanno dovuto reinventarsi, e noi da “cinema normali” siamo passati a essere sala d’essai, proponendo prodotti di nicchia e specifici che riescono a convivere con altre realtà, e posso dire che in questi anni siamo sopravvissuti egregiamente. Ammetto però che questa nuova sfida digitale rappresenta un grande punto interrogativo che non possiamo vincere da soli, nel nostro settore a farla da padrone sono soprattutto i produttori e le catene di distribuzione che decidono dove e come un film sarà divulgato. È una sfida complicata che mi preoccupa moltissimo.

Il cinema è effettivamente qualcosa di cui si può fare a meno?

Secondo me il cinema è divertimento, approfondimento, apertura mentale, conoscere altre culture in maniera intelligente: in definitiva uno spettacolo a cui non si può e non si deve rinunciare. Aggiungo che rimane un passatempo davvero a buon mercato, che permette davvero di uscire per una sera dalla quotidianità.

Tratto da Il Piccolo di Faenza

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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