NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari

Ostia, 1995. Cesare e Vittorio sono grandi amici, come fratelli. Vivono nella periferia romana, dediti a una vita fatta di alcol, droga, donne e furti. Quasi per caso, nel corso di una delle loro scorribande, Vittorio entra in contatto con Linda, una giovane madre single dall’animo puro. Nel frattempo Cesare si affeziona gradualmente a Viviana, anche lei partecipe delle notti sfrenate dei due “fratelli”, ma bisognosa di una vita diversa.

È l’inizio di un percorso di allontanamento dal mondo della criminalità e degli eccessi, dai risvolti tutt’altro che scontati. Mentre per Vittorio la via si rivela essere più breve, seppur non facile, una serie di tragiche circostanze fanno sì che per Cesare non vi sia scampo.

L’opera postuma di un maestro del Neorealismo

claudio caligari
Claudio Caligari, regista prematuramente scomparso nel maggio scorso

Claudio Caligari (1948-2015) è l’autore di questa opera postuma: Non essere cattivo. Venuto a mancare a fine riprese a causa di una malattia, non ha potuto vedere il suo lavoro compiuto; ci hanno pensato amici e colleghi ad omaggiare il regista e tutta la sua arte. Autore di soli tre film nel giro di trent’anni (se non si considerano i precedenti documentari), si è distinto per la sua devozione al linguaggio cinematografico del Neorealismo e della Nouvelle Vague, esplorati con opere ambientate nel difficile mondo della droga e dei giovani disagiati di periferia.
Lo vediamo anche in questo ultimo lavoro, in cui inserisce attori non conosciuti dal forte accento romano, riprendendo le loro turbolenti nottate tra deliri da droga, rapine e risse, tutte localizzate in quartieri dai locali squallidi e dalle abitazioni povere che hanno anche costituito la location del suo primo film: Amore tossico (1983). Ma, come da registro nel Neorealismo, non è tanto l’anima dei personaggi a essere cattiva, quanto le condizioni socio-economiche, l’ambientazione dello svolgimento e il momento storico.

La storia di un’amicizia

non essere cattivo2La vita è dura e se non sei duro come la vita non vai avanti”: Vittorio e Cesare sono figli della città in cui sono cresciuti, ma hanno, dentro di loro, un cuore pulsante che desidera essere liberato dalle catene che lo vincolano. Le emozioni traspaiono in maniera impressionante sullo schermo, non solo grazie ad una regia intimistica che si concentra su primi piani stretti sulle espressioni dei protagonisti, ma anche all’interpretazione potentissima dei due attori Luca Marinelli ed Alessandro Borghi.
I due ci fanno calare appieno nel mondo criminale cui sono stati delegati, per poi mostrarci le loro sofferenze, sincere perché vere.
Vere come il legame che li unisce e che sopravvive nonostante le divergenze: Caligari lo sottolinea in una scena in cui i due lottano fisicamente. Qui assistiamo al tentativo dell’uno di salvare l’altro al fine di trattenerlo disperatamente sulla retta via, nonostante l’ingiustizia a cui sono costretti, in quella rissa a due che ricorda un abbraccio.
A colpire, dunque, non è tanto l’intreccio della trama o la crudezza dell’ambientazione, quanto il forte contrasto di questi elementi con il puro, innocente e immortale legame di fratellanza di Vittorio e Cesare. Seppur destinati a una sorte diversa, entrambi restano fedeli ai propri principi e devoti ai loro cari, con la speranza rinchiusa nella promessa di un futuro nuovo, lontano dal mondo che li ha consumati.

Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2015, Non essere cattivo è stato scelto come rappresentante italiano nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero del prossimo anno. Ci auguriamo di vederlo presente nella rosa dei candidati, nell’attesa non perdetevi questa ultima perla di un grande autore quale Claudio Caligari è stato.

Alessandro Leoni

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