Musica nelle Aie 2017: ecco gli Autori in concorso, chi vincerà?

Castel Raniero si prepara ad accogliere l’evento più folk della stagione: è tempo di Musica nelle Aie, kermesse musicale immersa nel verde appena fuori Faenza, che dall’11 al 14 maggio diventerà il punto di ritrovo conviviale per gli amanti degli eventi oper air, e per chi vuole riconnettersi con la natura e passeggiare tra le aie a suon di musica e buon vino.

 La manifestazione prevede anche in questa edizione un duplice concorso dedicato ad Interpreti ed Autori d’ispirazione folk, che si esibiranno nelle aie, nei campi e sulla strada. La sezione Autori, rivolta a coloro che porteranno in concorso brani originali di propria produzione in testo e musica o a scelta tra testo e musica, vede quest’anno nove formazioni eterogenee, in grado di valorizzare le opzioni proposte e offrire ai presenti un ampio ventaglio di generi musicali.

 Ecco chi sono i protagonisti della sezione Autori di Musica nelle Aie 2017. 

 1.Aloysia

Ritmo, energia, folk e rock: da questa ricetta nascono gli Aloysia nel 2015, con un progetto musicale che unisce un mix di rock a contaminazioni di musica popolare europea e al folk.

La formazione attuale è quella composta da: Mauro (Fisarmonica/tastiere), Iovo (basso elettrico), Kurry (chitarra acustica, voce, sax, flauti) e il Gallo (Batteria) a cui si sono aggiunti Valentina (violino) e Mattia (chitarra acustica/voce), subentrati a due dei vecchi membri. In arrivo entro la fine dell’anno il loro primo album. Parola d’ordine: carica ed introspezione.

2. Folletti

Quattro giovani musicisti uniti dalla passione per la musica che puntano a voli pindarici tra fantasia e realtà. Brani che spaziano tra note folk, blues, rock e testi autorali e che portano in superficie emozioni intime, motore dell’ispirazione dei loro testi. I loro brani nascono da un’urgenza comunicativa importante e si rivolgono alla realtà quotidiana e sociale, con una spontaneità liberatoria. Parole d’ordine: il folk come via di comunicazione.

3. Il Lupo Cattivo

Trio proveniente da Reggio Emilia, Matteo Favali (voce, basso), Luca Correggi (voce, chitarra classica, tastiere, piano) e Giacomo Manfredi (chitarre, basso, tastiere, arrangiatore del gruppo) possono essere definiti moderni cantastorie. Il loro primo lavoro “La Teoria dell’Inganno”, nato nel 2015 a tre anni di distanza dalla loro fondazione, è un album surreale raccontato a cavallo fra recital, folk, rock ed elettronica, con un sottofondo fiabesco e acuti in chiave contemporanea a cavallo tra onirico e dark. Parole d’ordine: il lato oscuro della favola.

L’album “Teoria dell’inganno” di Lupo Cattivo

4. La Luna e il Falò

Da Portogruaro, questa formazione veneta nasce nel 2008 dalla necessità dell’ideatore Tonino Lancellotti, di divulgare una musica folk rock italiana e moderna che affondasse le proprie radici nella tradizione dialettale italiana, con sonorità che strizzano l’occhio a quelle festose irlandesi. Alternano cover a pezzi propri, quelli del primo album pubblicato nel 2013 ed intitolato “Danza Falena”. Loro sono: Tonino Lancellotti (voce, chitarra acustica) Donato Lancellotti (chitarra elettrica) Giacomo Padovese (basso) Federico Delle Vedove (batteria) Albano Vidali (fisarmonica) Nicolas Signorin (mandolino, irish whistle, ukulele). Parole d’ordine: il folk dialettale c’è.

5. Lame da Barba

Quintetto strumentale che nelle sue note rende omaggio all’Italia e alle sonorità est-europee: dal valzer alla tarantella, dalla Grecia ai Balcani, il viaggio prosegue passando per l’Armenia. “La Muta vita” è il loro ultimo album, pubblicato nel 2017. Il gruppo è formato da: Francesco Paolina (chitarra, mandolino, mandola), Alessandro Predasso (chitarra, mandolino, mandola), Stefania Megale (sax, clarinetto), Giuseppe “Pippi” Dimonte (contrabbasso), Alberto Mammolino (percussioni). Parole d’ordine: il giro del folk in sette note

6. L’Istrice

Un richiamo alla natura magica dei fauni, preposti a raccontare la natura intorno a loro attraverso una lettura semplice e spensierata. Rimandi ad un linguaggio musicale a 360°, che dal folk, il valzer e il tango sfiora anche le corde del reggae e il rock. L’istrice è una formazione composta da Criss (voce e chitarra), Paolo (banjo, mandolino, chitarre: 12 corde e baritono), Simon (percussioni e cori). Le loro esibizioni puntano ad essere uno spettacolo teatrale che crea suggestioni adatte a tutti, grandi e piccoli. Parola d’ordine: se sei triste e ti manca l’allegria…

7. Nashville & Backbones

Attivi sin dal 1998 prima come duo e poi come Nashville Trio, il gruppo riminese amplia la sua formazione nel 2011, quando decide di registrare il primo album di inediti “Haul In The Nets”, assumendo così l’attuale nome definitivo. La formazione è composta da Marcello Dolci (chitarra e voce), Matteo de Angeli (chitarra, banjo e voce), Michele Tani (tastiera e voce), Davide Mastroianni (basso), Tommy Graziani (batteria) ed Elisa Semprini (violino e voce).

Spaziano tra west coast made in US, affondando le radici tra folk/country e pop/rock. Parola d’ordine: riviera romagnola is the new folk coast.

8. Sebastian de la Estacion

Sebastián Macías Masera (in arte Sebastián de la Estación) è un chitarrista e compositore di flamenco andaluso. Sin da piccolo è stato contaminato dalle sonorità del flamenco, per poi iniziare ad approcciarsi allo strumento a 14 anni, quasi sempre come autodidatta. Negli ultimi quattro anni viaggia con la sua musica in Inghilterra e in Italia, lasciandosi così suggestionare da nuove sonorità. Le sue composizioni oscillano tra il flamenco più autentico e viscerale, fino a generi etnici, la musica classica e quella sperimentale e popolare. Parola d’ordine: il flamenco 2.0.

9. Tizio Bononcini

Cantautore di Bologna, scrive testi e canzoni. Nel 2012 pubblica il suo primo disco, “Entrambi Tre”, seguito nel 2017 dal suo ultimo album “Non fate caso al disordine”.

Nei suoi testi lascia grande spazio a surrealismi, espressività e teatralità: metafore della realtà che ci gira intorno narrate con grande ironia e una punta di cinismo. Cantante e pianista, la musica accompagna la narrazione dei suoi testi, muovendosi dallo swing al tango, da sonorità folk ad accenni di reggae e indie. Parola d’ordine: il surrealismo è tra noi.

Stefania Federico

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