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12 Luglio 2026

20 pensieri su “Lettera aperta al sindaco dal geologo Maurizio Nieddu: “L’alveo del Lamone deve essere privo di ogni ostacolo”

  1. buon giorno
    sono un comune mortale che continua a chiedersi il perché.
    L’alveolo come dice il dott. Maurizio è giusto che sia libero da impedimenti ma che gli argini vadano rinforzati alzandoli e piantumandoli di piante sull’argine , ma quelli che ha creato il grand danno è stato l’immissione del fiume Marzeno che si immette nel Lamone in forma errata , con una T quando dovrebbe essere a forma V per evitare lo scontro! Che ha creato grandi turbolenze e innalzamento.

    1. Tutti esperi…. “Dopo”
      Essere un tecnico comporta avere visione d’insieme! La miopia frutto di esperienze personali non serve in contesti molto articolati!

      Ormai è palese confermato dall’ultimo allarme ed allerta rossa previsionale, del 10 maggio, che ci ha dato una risultanza idrometrica di 60 cm contro gli 8.60 mt. del 3 maggio!
      In sintesi non esiste una cura o un modello, per prevedere e contrastare la variabilità meteo del nostro tempo, amplificata da decenni di scarica barile, con un bacino idrografico che è pertinenza di 2 regioni e con il Marzeno, principale artefice delle criticità, di 3 province, il Lamone ha un bacino imbrifero di oltre 500 kmq. che hanno raccolto con circa 150/200 mm di precipitazioni un massa imponente di acqua, in alvei, sostanzialmente torrentizi!

      Oltre I 150 mm. di pioggia in 24 ore..
      Qualsivoglia territorio entra in crisi!!!!

      Questi i fatti!

      Personalmente ritengo che il flusso di piena deve essere frenato e la vegetazione serve!
      Ma …. “Vegetazione” non detriti!!!

      Portata e velocità sono mix devastante per qualsiasi alveo!!!

      In ultimo… Queste criticità servono a determinare correttivi nel quotidinano, che partono dal cittadino sino all’amministratore, rivedendo comportamenti che devono confrontarsi con un clima tropicale, simil ” monsonico” e non certamente mediterraneo!

      1. Lei che ritiene utile la presenza di alberi all’interno dei corsi d’acque è un incompetente . Dott. Geol. Guido Bollettinari

      2. Purtroppo non esistono innumerevoli soluzioni l’unica soluzione possibile allungare i tempi di reflusso perché porta massa e così ingenti di acqua dovute a precipitazioni quasi monsoniche non possono defluire Come già ripetuto nelle sezioni attuali dei corsi d’acqua di pianura

    2. Sempre le informazioni a metà! L’alveo deve essere libero e su questo non ci vuole un geologo ma buon senso. Quindi il geologo può scendere dal palco e occuparsi di altre questioni più complicate se ne è capace. Anche un bimbo sullo scivolo lo capisce se vuole fare scivolare giù il suo sedere dallo scivolo. INVECE GLI ALBERI NEGLI ARGINI ESTERNI SONO INDISPENSABILI. Qualcuno lo può spiegare? Gli argini dei fiumi sono gli ultimi cordoni naturali che rimangono di questo territorio devastato. Addio all’uomo incapace di riflettere sul perché e la conseguenza delle cose.

  2. Strano che tanti faentini “colti o esperti” a riguardo della gestione dei corsi d’acqua, in particolare sui fatti recenti del Lamone, si esprimano a posteriori sulle cautele da utilizzare, guarda caso appena dopo che il Lamone è già esondato e quando a loro (gli esperti dei corsi d’acqua) era ben nota la situazione dei Lamone. E’ imbarazzante ed ingiusto verso gli amministratori e la intera comunità di Faenza, che un sedicente esperto si erga a fare i suoi commenti sul “cadavere” sanguinante a tragedia esplosa. È forse bisogno di “farsi” vedere???? Vittorio Ravaioli

  3. Così facendo non si possono chiamare più fiumi però. Muore tutto, pesci anfibi insetti uccelli rettili ecc ecc. Io che la pago a fare la licenza di pesca?

  4. Un conto è il normale letto di un fiume (Alveo) ed un altro sono le sponde (Greto) che in questo caso sono all’interno degli Argini.
    Nel senso che sono d’accordo che l’alveo del Lamone sia privo di ostacoli, ma il greto è indispensabile siano presenti alberi e vegetazione, pur dentro agli argini.
    Altrimenti non si chiamerebbe più fiume, ma canale.
    Secondo me va bene così, è solo piovuto tanto tutto insieme.

    1. Non sono un esperto come invece lo è certamente il geologo che ha scritto la lettera aperta, ma mi sembra che le sue affermazioni siano sempliciotte, forse e dico forse lei non ha avuto danni da allagamento..

    2. Infatti, in pianura, non ha più le caratteristiche di un fiume o di un torrente, ma di un canale e come tale, avendo una sezione ridotta rispetto ad un alveo naturale, deve essere totalmente privo di alberi.

  5. Non sono un esperto come invece lo è certamente il geologo che ha scritto la lettera aperta, ma mi sembra che le sue affermazioni siano sempliciotte, forse e dico forse lei non ha avuto danni da allagamento..

  6. condivido le critiche al geologo espresse da chi ha commentato prima di me. facile parlare a posteriori. perché non ha detto una parola durante le 30 ore di pioggia incessante e anomala nella sua copiosità, visto che conosceva-dice lui- la situazione perfettamente?

    1. Io ho 73 anni e condivido le cose dette dal collega. Sono cose che andiamo ripetendo da anni e non solo nei periodi di criticità. Gli alvei devono essere liberi da alberi e da tutto ciò che impedisce il regolare deflusso delle acque. Parole al vento se poi tocca leggere commenti nei quali si dice che gli alberi servono a rallentare il deflusso…. non considerando che rallentando il deflusso si genera un innalzamento del livello idrometrico.

      1. Gli eventi si presentano sempre più imprevedibili e le quantità di pioggia possono risultare eccessive rispetto al dimensionamento attuale dei corsi d’acqua in particolare in pianura pertanto l’unica soluzione possibile è quella di allungare i tempi per allungare i tempi di deflusso delle acque c’è solo una strada che è quella di prevedere l’accumulo di acqua con bacini di laminazione lungo il percorso delle aste fluviali questi bacini devono essere realizzati anche per far sì che si possa poi rilasciare acqua nel periodo estive in quanto si va verso aperiti sempre più siccitosi in estate e quindi tali investimenti risultano a duplice Valenza primo quello di contenere le piene il più possibile in modo da rendere fattibile il transito di grandi portate ad acqua a Valle fino al mare secondo quello di rendere disponibile acqua per uso irriguo nel periodo estivo quindi bisogna smetterla assolutamente di andare nella direzione di non fare vaccini irrigui di grandi quantità e dimensioni bisogna contenere l’acqua nel periodo invernale primaverile per poi rilasciare in estate in modo che siano grandi benefici per i settori produttivi in particolare l’agricoltura che è fonte di reddito soprattutto nella nostra Vallata
        Gr ingegnere idraulico

        1. Non si volevano elencare le innumerevoli soluzioni di tipo idraulico che forse verranno, ma rimarcare la necessità di mantenere efficiente l’esistente.

          1. Purtroppo non esistono innumerevoli soluzioni l’unica soluzione possibile allungare i tempi di reflusso perché porta massa e così ingenti di acqua dovute a precipitazioni quasi monsoniche non possono defluire Come già ripetuto nelle sezioni attuali dei corsi d’acqua di pianura

  7. Alle 18,20 lidrometro di Faenza segnava quasi 2 metri oltre il livello di guardia. Alle 3 è esondato il marzeno. Alle 5 ha tracimato il lamone alle 6,30 il lamone ha rotto a Boncellino perché non si è praticata l’esondazione controllata nella valle della canna?

  8. Abito a Faenza nelle vicinanze del Lamone e quando piove molto sono abituata a informarmi su questo stesso sito, a cui va la mia riconoscenza, per controllare il livello del Lamone e del Marzeno, perché altre volte abbiamo avuto sgradite sorprese. La sera prima dell’inondazione ho controllato i dati e in famiglia abbiamo immediatamente messo in sicurezza almeno le auto, aspettando il peggio, come si poteva ben capire dai livelli dei due fiumi. Anch’io mi chiedo se poteva essere possibile l’esondazione controllata. Mi piacerebbe sapere se è prevista un’operazione di questo tipo.

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