Porte aperte all’impianto Crocetta della Recter

L’azienda Recter specializzata nel recupero di rifiuti inerti e ligneo-cellulosici, con cinque impianti nelle province di Ravenna e Bologna che recuperano oltre il 90% dei rifiuti in ingresso invita i cittadini a visitare l’impianto di recupero “Crocetta” il 2 e 9 marzo 2019 dalle 9 alle 11.30. «Recter desidera far conoscere ai cittadini di Faenza – spiega Pesci, presidente di Recter – alle associazioni ambientaliste e agli interessati tutti il proprio impianto di recupero e la professionalità del lavoro svolto. L’attività di recupero degli inerti dell’impianto Crocetta consiste nell’accogliere i materiali di scarto che derivano da attività di costruzione e demolizione e dalle attività di scavo, prevalentemente dal territorio faentino. Con questi materiali si produce riciclato di laterizio o di cemento per rilevati e sottofondi stradali, evitando così l’estrazione di materie prime da nuove cave e di terreno dalle colline circostanti».

«Il materiale trattato in Crocetta – prosegue la nota – è un rifiuto speciale non pericoloso di matrice prevalentemente inerte, composto da macerie, mattoni e materiali derivanti da ristrutturazioni edilizie, oltre che alcune ‘ramaglie’ derivante dalla raccolta del verde pubblico». Il presidente Pesci aggiunge, che «senza l’impianto Crocetta, i cittadini e le imprese di Faenza dovrebbero rivolgersi agli impianti di Forlì, Lugo ed Imola, con un aggravio significativo di costi». Un dato per tutti: l’impianto Crocetta nel 2018 ha recuperato il 90% del conferito e ha sottratto alla discarica circa 50mila tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione.

Legambiente: “Necessario rivedere l’economia circolare dei rifiuti”

«Pensiamo che in primo luogo vadano risolti i disagi, subiti e ancora in atto, per i residenti. Per la Zannona occorre dare corso a un preciso piano di bonifica e risanamento della zona interessata all’incendio, rimuovendo i cumuli di residui di materiali combusti, e solo dopo verificare le nuove autorizzazioni per le estrazioni. Alla Crocetta, esiste oggi una nuova autorizzazione, per lo stoccaggio e il trattamento preliminare di “rifiuti speciali non pericolosi” (in specifico macerie e materiali ligneo-cellulosici) con specifiche limitazioni rispetto alla situazione precedente. Inoltre l’azienda deve presentare nei prossimi giorni uno specifico Piano di Emergenza Interno da presentare al Prefetto. Andrà valutato se in questo modo saranno attenuati i disagi, e gli eventuali pericoli, dovuti all’emissione di polveri, rumori, cattivi odori, oltre che agli effetti del traffico pesante nella zona. L’iniziativa “Porte aperte alla Crocetta” promossa dall’azienda, per i prossimi sabati, alla quale anche noi parteciperemo, potrà essere una prima occasione di verifica».

«Legata a questa specifica vicenda, c’è una questione più generale che intendiamo affrontare, ed è quella della gestione razionale dei rifiuti speciali. Lo sviluppo dell’economia circolare deve comportare il massimo di riciclo e riuso dei materiali, archiviando inceneritori e discariche, per questo servono tanti piccoli impianti di selezione e riciclo, opportunamente organizzati e dislocati. “Economia circolare” non può significare far circolare rifiuti per centinaia di chilometri, ma piuttosto riciclarli a poca distanza dai luoghi di produzione. (ad esempio ci pare incoerente che i residui del Cersae alla fiera di Bologna siano recuperati alla Crocetta). Per questo riteniamo necessario che le amministrazioni locali, i Comuni e la Provincia, si facciano parte attiva per coinvolgere tutte le imprese che operano nel settore (a partire dal consorzio Astra e poi tutte le altre) per definire un piano razionale di collocazione degli impianti necessari, individuando i percorsi più opportuni».

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