Dimissioni Draghi: il commento dei politici locali

Faenza-Roma andata e ritorno. Come commentano la situazione nazionale i leader dei partiti locali? Se da un lato gli eventi della capitale ci sembrano distanti e incompressibili, dall’altro le posizioni dei politici faentini possono aiutarci a comprendere meglio come è vissuta l’appartenenza ai partiti e, inoltre, come i civici si dispongono sulla scacchiera del consenso nazionale. Esercitare, quindi, la libertà di parola, esporre le proprie opinioni per delimitare un’area di pensiero – e di azione politica – anche perché da oggi, inevitabilmente, siamo in campagna elettorale.  

Tanesini (PD): “Populismo e sovranismo i veri mali della politica italiana”

“Quanto accaduto dimostra la totale irresponsabilità di alcune forze politiche. Se c’erano ancora dubbi ora è chiaro a tutti che il populismo da una parte e il sovranismo dall’altra sono i veri mali della politica italiana. Guardare ai propri interessi di bottega, puntare al tanto peggio tanto meglio in un momento tanto drammatico per il Paese e l’Europa, sacrificare Mario Draghi che ha saputo in questi 18 mesi di governo di affrontare i problemi e ridarci autorevolezza è totalmente da incoscienti. Tanto più che al voto ci si sarebbe andati comunque a primavera a scadenza naturale della legislatura. Da cittadino sono profondamente amareggiato e preoccupato. Ci attende un futuro davvero difficile e complicato.”

Bertozzi (Fratelli d’Italia):”Questo governo utilizzato dal PD per politiche di sinistra”

“Il governo è imploso vittima di contraddizioni insite nella maggioranza che lo sosteneva, dentro tutto e il contrario di tutto. Nato come governo di unità è stato utilizzato dal PD e dai suoi sodali per cercare di forzare politiche smaccatamente di sinistra, con l’avallo del Premier. Poi è partita la campagna elettorale, a gennaio, dopo l’elezione di Mattarella, da allora pochi risultati, confusi, a tratti dannosi. Questo l’epilogo, con buona pace della drammatizzazione pelosa delle ultime ore.”

Bosi (M5S): “I nove punti importanti, Draghi ha escluso il movimento dal governo”

“I nove punti, presentati a Mario Draghi dal Movimento, derivano da istanze di cittadini e imprese. Non considerare tali proposte, ha significato escludere il Movimento dal governo che, diversamente, avrebbe tradito i propri elettori e i valori di coerenza e responsabilità che da sempre lo distinguono. Chi critica questa scelta, dimentica che in democrazia si hanno responsabilità nei confronti dei cittadini, non dei governi; è nostro compito portare la loro voce in Parlamento e le elezioni ne sono l’espressione più alta.”

Liverani (Lega): “Giusto e doveroso dare la parola agli italiani”

“Come Lega abbiamo dovuto governare con forze politiche completamente diverse da noi e l’abbiamo fatto con grande senso di responsabilità. Negli ultimi mesi però, il PD e il M5S hanno incominciato a fare propaganda impegnando il parlamento su oggetti come il ddl sulla cannabis o quello sullo Ius Scholae, dimostrandosi lontani anni luce dai veri problemi degli Italiani. Vista l’impossibilità di andare avanti, penso che sia giusto e doveroso dare la parola agli Italiani procedendo con nuove elezioni.”

Luccaroni (Faenza Cresce): “Vergognoso chi antepone tornaconto elettorale al rispetto verso il paese”

“La meschina pantomima parlamentare alla quale abbiamo assistito ieri, che ha condotto alle dimissioni del presidente Draghi, mostra a quali bassi livelli possa essere scaduta la dignità della politica nazionale. È vergognoso il comportamento di chi ha anteposto un tornaconto elettorale al bene del Paese e al rispetto di un patto per l’Italia, che evidentemente non era mai stato sinceramente condiviso, senza nemmeno avere il coraggio di votare e manifestare apertamente le proprie convinzioni.2

Zoli (Per Faenza):“Gli interessi dei partiti più importanti degli italiani: incomprensibile”

“Riteniamo incredibile quello che è successo a proposito delle dimissioni del presidente del Consiglio, di fatto il governo ha consegnato il paese all’unico partito che non ne faceva parte, Fratelli D’Italia che stravincerà le elezioni e diventerà secondo partito nazionale, Il primo partito italiano continuerà ad essere quello dell’astensionismo, con gli Italiani sempre più lontani dalla Politica, in seguito a questa ulteriore conferma che gli interessi personali dei partiti continuano ad essere più importanti rispetto al bene Nazionale. Non sappiamo quali saranno le ripercussioni locali a questa situazione ma sempre più cresce la voglia di distaccarsi dai partiti per costruire un movimento realmente civico.”

Padovani (Area Liberale): “La vera sfida politica è dimostrare di saper governare il paese e rimanere fedeli ai programmi elettorali”

“Non crediamo sia una catastrofe tornare alle urne; riteniamo – anzi – che una eventuale solida maggioranza che fuoriuscisse dalla tornata elettorale possa essere molto più autorevole di qualsiasi governo tecnico. Se è vero che la sovranità appartiene al popolo, non dobbiamo preoccuparci per ciò che il popolo esprimerà attraverso il voto: dovremmo piuttosto preoccuparci del perché – facendo demagogia spicciola – vogliano farci credere che tornare al voto sia una tragedia.  Vero è – però – che l’attuale classe politica manca totalmente di competenza professionale ed a supporto di ciò ricordiamo che gli ultimi tre Presidenti del Consiglio sono stati nominati dal parlamento proprio perché i partiti non sono stati in grado di individuare una persona con l’autorevolezza necessaria per ricoprire tale carica. La vera sfida “politica” per i partiti è dunque quella di dimostrare di avere una classe dirigente che sappia governare il paese, di dimostrare la propria coerenza rimanendo fedeli ai programmi elettorali, di dimostrare la forza di sostenere le proprie idee per il bene collettivo, di dimostrare insomma di essere degni della fiducia dell’elettorato.”

Cavina (Insieme per Cambiare): “Un tradimento verso gli italiani con conseguenze per le fasce più deboli”

“Quello che è successo in questi giorni è un vero e proprio tradimento a danno di tutti gli Italiani e che avrà delle gravi conseguenze soprattutto per le fasce più deboli. Viviamo in un momento drammatico dove tutto è fuori controllo, si pensa che le prospettive siano anche peggiori appena terminerà l’estate e ci si addentrerà nell’inverno. Anche la nostra Città risentirà di tutto questo, ci sono scelte ed impegni già programmati con molteplici interventi che dovrebbero ricevere il finanziamento dal PNRR che potrebbero subire rallentamenti, ci saranno famiglie, anziani e probabilmente anche aziende che si troveranno in difficoltà economica e dovranno ricevere aiuto e sostegno. Il Sindaco e la sua giunta di fronte a quanto successo a Roma proseguirà il suo cammino come nulla fosse successo? E durante la campagna elettorale i vari partiti che compongono questa maggioranza come spiegheranno tutto questo ai cittadini? La città ne risentirà?”

Rivalta (Iv): “Ci auguriamo che la crisi di governo non abbia risvolti negativi sulla politica locale”

“Come Italia Viva abbiamo promosso la caduta di Conte e sostenuto Draghi, però era già evidente con la elezione del presidente che qualcosa non girava più come doveva. Un governo che non ha più l’unità di intenti con cui si è costituito è un problema, e l’Italia merita un governo al 100%. Con rammarico prendiamo atto di quanto avvenuto a Roma e a livello nazionale, ci auguriamo che la cosa non abbia risvolti negativi sulla politica locale, ma l’esempio di Draghi di non scendere a compromessi deve essere di ispirazione per tenere la barra dritta e volere il meglio per la nostra collettività.”

Visani (Coraggiosa): “Come sempre, la destra ha preferito l’interesse personale al bene del paese”

“Una crisi al buio incomprensibile, che ci consegna ad una stagione di incertezza che non possiamo permetterci e in un momento in cui già le incertezze internazionali bastavano e avanzavano a rendere complessa la situazione. Dietro le richieste del movimento c’era la questione sociale che attraversa il Paese. È vero, era decisamente difficile pensare che un Governo di unità nazionale fosse l’occasione per le Riforme economiche e sociali che sono indispensabili a ridurre le fragilità che la crisi e la pandemia hanno aperto. Di sicuro il rischio di consegnare il paese alla destra e di far saltare il più grande investimento pubblico degli ultimi decenni non potranno che aggravare questi problemi. Ci sono stati diversi errori in questa fase, ma come spesso succede la destra ha preferito l’interesse personale al bene del paese lanciando la campagna elettorale infischiandosene dei rischi economici e sociali a cui andiamo incontro. Vedremo cosa succederà. Noi siamo pronti.”

 

Francesco Ghini

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