DESTINAZIONE UMANA – Non chiederti più dove, ma chi.

DESTINAZIONE UMANA

Non chiederti più dove, ma chi

Abbiamo conosciuto Silvia e la sua IDEA GENIALE per caso, o meglio, tramite alcuni amici e alcuni post sui social network che hanno destato il nostro interesse. Parliamo del progetto DESTINAZIONE UMANA – ViviSostenibile, nato in Valsamoggia, nel bolognese. È un’idea destinata a persone che amano viaggiare e che lo fanno non solo per “visitare” ma, soprattutto, per “conoscere”. DESTINAZIONE UMANA ha stuzzicato la nostra voglia di metterci in strada, di parlare a persone che hanno una storia alle spalle interessante!

Possiamo scegliere di riposarci sdraiati come lucertole al sole delle Maldive, possiamo vivere avventure mozzafiato facendoci guidare da Sherpa nepalesi alle pendici dell’Himalaya; al giorno d’oggi ogni “tipo” di vacanza è possibile, ma se sei interessato ad altro, se la parola TURISMO risuona debole dentro te è ora di scegliere una Destinazione Umana per passare il tuo tempo libero. 

 

  • Ciao Silvia, tre parole per descrivere Destinazione Umana?

Accoglienza – Ispirazione – Entusiasmo

  • Destinazione Umana: cosa intendete esattamente?

Non chiederti più DOVE andare, ma CHI conoscere.

  • Come nasce il progetto? Quale sogno vi sta dietro?

Sono laureata in Cultura e Diritti Umani. Quando ho scelto questa facoltà i miei genitori mi guardavano con aria compassionevole e leggevo nei loro occhi questi pensieri “povera figlia, non ce la farà mai a trovare lavoro.” In realtà il lavoro ho deciso di crearmelo da sola. Dopo l’università sono stata per 4 anni impiegata in un’azienda di forniture ospedaliere. È evidente che non fosse esattamente quello che sognavo. Così, un po’ per noia, un po’ per gioco, i primi giorni del gennaio 2012 ho aperto il blog ViviSostenibile. Dopo qualche mese, l’evoluzione degli eventi mi ha portata a licenziarmi e ad aprire un bed and breakfast sulle colline della Valsamoggia (il comune in provincia di Bologna dove abito con mio marito). L’esperienza da host (terminata dopo un anno) mi ha insegnato due cose fondamentali:

1) la necessità di lavorare in rete per la promozione territoriale.

2) l’importanza di raccontare una storia che ispiri chi ti viene a trovare e lo faccia tornare a casa con un’ispirazione, un pizzico di entusiasmo, la certezza che “se vuoi, puoi.”

Da qui la visione che sta alla base di Destinazione Umana: aiutare le persone a vivere il viaggio come un momento di crescita, d’ispirazione e di terapia per l’anima. Noi gli facilitiamo il percorso mettendoli in contatto con chi possa essergli d’aiuto in questo cammino, speriamo, alla ricerca della felicità

  • Quindi, chi sono i destinatari di questo progetto?

Chiunque sia alla ricerca di risposte, ispirazioni, approfondimenti che solo persone con interessi, esperienze e valori simili ai suoi possono dargli. C’è chi è più fortemente interessato ai temi della sostenibilità ambientale o abita in città e vuole capire com’è la vita in campagna, magari per trasferircisi e aprire un agriturismo, e quindi si avvicina alla categoria di storie “rural”. C’è chi, invece, è in un momento di crisi, vuole mollare tutto e cambiare vita ma non sa come fare e sente il bisogno di confrontarsi con chi già ha affrontato questo percorso: ossia i nostri “scollocati. Ma c’è anche chi semplicemente è alla ricerca di un’accoglienza autentica o di andare alla scoperta di territori meno conosciuti: destinazione umana è ciò che il viaggiatore vuole che sia.

  • Ancora, cosa significa per voi “spirito daccoglienza”? 

L’etimologia della parola accogliere è bellissima: attraverso una presunta forma latina: accolligere, da colligere cogliere, raccogliere; a sua volta questo è composto da co- insieme e lègere raccogliere.

L’accoglienza è un’apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare – in una casa, in un gruppo, in sé stessi. Accogliere vuol dire mettersi in gioco, e in questo esprime una sfumatura ulteriore rispetto al supremo buon costume dell’ospitalità – che appunto può essere anche solo un buon costume. Chi accoglie rende partecipe di qualcosa di proprio, si offre, si spalanca verso l’altro diventando un tutt’uno con lui.

Direi che non potrei essere più chiara.

  • Perchè, al giorno d’oggi, puntare su turismo/viaggio sostenibile? 

In realtà noi vorremmo un po’ staccarci dal concetto di “turismo sostenibile”, ormai fin troppo abusato. Crediamo, infatti, che chi si faccia portatore, in generale, del valore del rispetto lo abbia per tutto ciò che lo circonda: l’ambiente e le persone. Per questo non chiediamo che le strutture spuntino una lista di requisiti tecnici: sarebbe limitante e anche un po’ banale. Si tratta, invece, di un approccio rispettoso alla vita a 360° e, in genere, chi si avvicina ai nostri progetti è già in linea con i valori della sostenibilità ambientale. E il perché sia importante puntare su questo, nell’era del benessere e degli psicofarmaci, credo sia evidente.

  •  Che cosa avete fatto fino ad ora? Che risultati avete ottenuto?

Abbiamo creato una rete che conta 50 destinazioni umane in tutta Italia: dalle Langhe a Pantelleria. Di recente abbiamo lanciato il portale anche in inglese perché tra i nostri obiettivi c’è l’incoming. Insomma, siamo in pieno fermento e ad un solo anno dal lancio del progetto le strutture sono raddoppiate. Che dire: siamo contenti ma mai sazi dei risultati ottenuti! Come direbbe il vostro vicino di casa, Nerio Alessandri, “abbiamo l’imbestio.”

  •   Nel manifesto di Buonsenso@Faenza parliamo di informazione che metta al centro l’uomo, voi parlate di un modo di viaggiare che abbia “come fine non la destinazione ma, bensì le persone”. Quindi l’uomo come punto di partenza e non d’arrivo; per quale motivo credete sia giusto puntare su questo?

Perché non vediamo quali potrebbero essere le alternative. Crediamo nel senso di responsabilità e di creazione del proprio destino: non ti piace? Cambialo. E’ semplice. Esiste sempre un’alternativa, un punto di vista diverso dal quale guardare le cose, la cosa difficile è rendersene conto e fare il primo passo. Lo stesso discorso vale per l’informazione: non c’è nessun complotto in atto. Nell’era dell’overload informativo puoi scegliere tu a quali canali fare riferimento. E Buonsenso@Faenza mi sembra un’ottima alternativa al mainstream! (la ringraziamo!)

  • Avete conoscenze anche nella realtà faentina? Come è possibile interagire con voi attivamente?

Ancora no, ma siamo sempre aperti a nuove collaborazioni! Per chi fosse interessato può contattarci alla mail della nostra associazione info@vivisostenibile.net

  • Come funziona Destinazione Umana?

 Se sei un viaggiatore puoi:

  • consultare la pagina “Chi mi accoglie, lasciarti ispirare da una storia e partire per una destinazione umana;
  • segnalarci quella che, secondo te, è una destinazione umana, partecipando al nostro mappatura partecipata;
  • scaricare il nostro manifesto e appenderlo dove puoi sempre guardarlo.

Se invece sei un host, oltre a poter fare le cose appena citate, puoi contattarci e raccontarci la tua storia che verrà valutata per poter procedere all’iscrizione alla nostra associazione. Questo perché, per noi, è molto importante filtrare le candidature che ci arrivano, in modo da garantire sempre un’alta qualità (e non quantità) delle destinazioni che proponiamo

  • Dove sarà il progetto Destinazione Umana da qui a dieci anni?

Sarà sempre in Valsamoggia, ma nel frattempo avrà conquistato i viaggiatori di tutto il mondo alla ricerca della felicità.

Scopri di più su DESTINAZIONE UMANA nel PORTFOLIO IDEE GENIALI

Rispondi