Caviro Extra: il nuovo brand del Gruppo punta su bioraffinazione ed economia circolare

Un nuovo brand che vuole essere una testimonianza alla ricchezza del prodotto agricolo e agro-alimentare, nonché alla qualità che può esserne derivata quando si lavora in nome della natura e del rispetto delle sue risorse. Giovedì 8 novembre, in occasione della fiera Ecomondo di Rimini, il Gruppo Caviro ha presentato Caviro Extra, il nuovo marchio che va a sostituire Caviro Distillerie, brand storico riconosciuto nel settore per la sua competenza tecnologica nella bioraffinazione. I contenuti e le prospettive del nuovo marchio sono stati illustrati da Fabio Baldazzi, direttore generale di Caviro Extra, alla presenza di Carlo Dalmonte, presidente del Gruppo Caviro, SimonPietro Felice, amministratore delegato del Gruppo Caviro e Sergio Celotti, amministratore delegato di Enomondo.

Extra: eccellenza attenta all’ambiente e all’economia circolare

Nata dall’evoluzione della storica attività di distillazione, oggi Extra esprime un’elevata competenza nella bioraffinazione – 100% biobased – combinata alle migliori competenze tecnologiche e di processo, perseguendo l’eccellenza nella salvaguardia dell’ambiente e raggiungendo le performance tipiche dell’economia circolare. “Extra”, parola breve e trasversale in molte lingue, è un’anticipazione di eccellenza e di valore aggiunto: la creazione di una grande ricchezza economica societaria, che tuttavia non ruba all’ambiente, bensì restituisce con gli interessi.

L’amministratore delegato SimonPietro Felice ha definito il nome “Extra” come il riflesso della realtà interna del Gruppo, «il riassunto di un’attività straordinaria – ha aggiunto -, frutto della passione e dedizione di molti, grazie alla quale i sottoprodotti, in precedenza definiti scarti, vengono trattati e valorizzati nel territorio, creando così non solo un reddito, ma anche un enorme beneficio ambientale».

Carlo Dalmonte: “Continuiamo a puntare sul modello dell’economia circolare”

Con oltre 30mila ettari di superficie vitata, trenta cantine socie, 12.500 viticoltori in sette regioni e una produzione di 700mila tonnellate di uva, il Gruppo Caviro è la cooperativa leader in Italia nel settore vitivinicolo, ma il vantaggio competitivo più prezioso che ha risiede proprio nella capacità dell’insieme di moltiplicare la forza dei singoli. «Siamo una realtà grande e complessa, un gruppo cooperativo unico nel suo genere – sottolinea Carlo Dalmonte, presidente del Gruppo Caviro -; per decenni abbiamo investito nella costruzione di un modello in cui il vino e i sottoprodotti si dessero forza e valore reciproco, è la strada che ci ha portato all’eccellenza nell’economia circolare ed è quella che vogliamo continuare a intraprendere».

L’impegno di Caviro Extra verso l’innovazione si estende infatti fino alla produzione di energia da fonti rinnovabili, come il biometano avanzato, promuovendo una mobilità sostenibile. La dedizione di Caviro Extra a questo modello di economia circolare permetterà a tutto il Gruppo Caviro di presentare nel 2019 un bilancio di sostenibilità eccellente, coronando così la filosofia cooperativa della condivisione di benefici e valore – per i soci, per la comunità e per l’ambiente. «Abbiamo creduto nel cambiamento come gruppo – ha enfatizzato Felice – e ne beneficeremo come Gruppo».

Il 23 novembre evento al Masini sui protocolli contro gli infortuni

Il Gruppo Caviro si è da sempre dedicato anche alla sicurezza sul lavoro, facendone un tema fondamentale sia nell’educazione dei propri stakeholders sia nel proprio operato pratico. Il presidente Carlo Dalmonte ha recentemente annunciato un’iniziativa innovativa per promuovere protocolli contro gli infortuni nel mondo agricolo e agro-alimentare: “In Vino Securitas”. L’evento si svolgerà il 23 novembre 2018 al Teatro Masini di Faenza, ed è aperto al pubblico e alla stampa.

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