Faenza ricorda Giuseppe Sarti: mostre e concerti alla Biblioteca delle meraviglie

La musica per viaggiare nel tempo attraverso strumenti e partiture originali. Domenica 28 aprile 2019 torna La Biblioteca delle meraviglie, appuntamento primaverile con la musica nel corso del quale sarà possibile ascoltare, oltre al virginale, patrimonio della biblioteca, l’inconsueto duo formato da arpa e fortepiano. Per l’occasione la Biblioteca di Faenza allestirà nella sala del Settecento una mostra, visita guidata alle 10.30, con partiture del grande musicista Giuseppe Sarti; la Biblioteca infatti conserva numerose partiture anche manoscritte delle sue musiche e costituiscono la raccolta più notevole dei fondi musicali del nostro istituto. A seguire il concerto di Paola Perrucci e Susanna Piolanti che si esibiranno con arpa e fortepiano.

Il concerto del 28 aprile 2019 nell’ambito della rassegna Tasti

Per il terzo anno consecutivo la Biblioteca Manfrediana di Faenza organizza un appuntamento musicale in collaborazione con l’associazione Collegium Musicum Classense, promotrice della rassegna Tasti. Inaugurata nel 2017 e subito accolta con grande interesse ed entusiasmo dal pubblico, la rassegna 2019 prevede tre appuntamenti in programma tra Ravenna e Faenza, per scoprire repertori inconsueti, antichi strumenti e luoghi ricchi di storia e cultura.

Il concerto di Faenza, durante il quale sarà possibile ascoltare la spinetta originale seicentesca, porterà nell’atmosfera d’Europa di fine Settecento. Fra le musiche in programma, accumunate dal carattere arioso, con echi operistici adatte all’intrattenimento salottiero, è previsto anche un pezzo del grande musicista faentino Giuseppe Sarti. Gli autori proposti, al pari di Giuseppe Sarti, furono attivi presso le più importanti corti europee e fecero tappa in città come Parigi, Vienna e Londra, all’epoca centri nevralgici per il fermento musicale, l’editoria e la messa a punto, da parte di abili costruttori, di strumenti dalla meccanica sempre più complessa. Alle ore 10.30 si terrà la visita alla mostra Giuseppe Sarti musicista d’Europa; mentre alle 11.30 avrà inizio il concerto Soli e Duetti. Arpa e fortepiano nei salotti d’Europa con Paola Perrucci (arpa) e Susanna Piolanti (fortepiano).

Faentini nel mondo: il musicista Giuseppe Sarti

Giuseppe Sarti (1729-1802) fu  forse la massima gloria musicale faentina, sicuramente uno dei musicisti italiani più significativi della seconda metà del Settecento.Battezzato nel Duomo di Faenza il 1 dicembre 1729, è possibile, ma non certo, che il suo primo maestro sia stato Paolo Alberghi, primo violino della Cattedrale e allievo a Padova di Giuseppe Tartini. Nel 1748 fu nominato primo organista e grazie a questo incarico, rinnovato fino al 1751, poté partecipare alle festività religiose, fra cui quelle dell’Ottava e di San Pietro, celebrate in Duomo. La sua lunga carriera di operista e di compositore di musica strumentale lo portò a percorrere in lungo e in largo l’Europa delle corti.  La sua prima tappa importante fu Copenaghen dove rimase per ben 22 anni (1753 -1775) e il re Federico V nel 1755 lo nominò maestro della cappella di corte. Particolarmente rilevante fu la sua lunga permanenza (17 anni, dal 1784 al 1801) in Russia, a San Pietroburgo, durante il regno dell’imperatrice Caterina e poi più brevemente dello zar Paolo I.  Ormai stanco ed ammalto Sarti nel 1801 decise di tornare in Italia. Durante il viaggio si fermò a Berlino, ospite della figlia Giuliana e del genero Natale Mussini, maestro di cappella del re di Prussia, dove morì il 28 luglio 1802.

Una sua opera inaugurò l’Hermitage di San Pietroburgo

Di Sarti vanno ricordate svariate opere comiche tra le quali spicca Fra i due litiganti che ebbe un lungo, straordinario successo. Tra le opere serie particolarmente rilevanti sono Giulio Sabino e Armida e Rinaldo (con la quale fu inaugurato il teatro dell’Hermitage di San Pietroburgo) e Gli anni del governo di Oleg con libretto scritto dall’imperatrice Caterina.
Tra le opere di carattere religioso vanno ricordati i due oratori russi e lo straordinario Miserere a 5 e 6 voci.

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