ATTENTI ALLE POLPETTE AVVELENATE!

ATTENTI ALLE POLPETTE AVVELENATE!

Riflessioni su «criminalità e media» al Forum sull’immigrazione tenutosi a Faenza sabato 7 febbraio 2015

Milano, maggio 2014.

Non molti mesi fa, navigando su Facebook, i milanesi sono rimasti sconvolti dall’aver appreso che uno dei parchi più noti della città era infestato da una piaga subdola e meschina: polpette avvelenate. “Attenti ai vostri animali! Hanno buttato delle polpette avvelenate nell’area canina del Parco Sempione” scrive un utente. “Si parla di una decina di cani avvelenati” risponde un altro. Leggendo i commenti non si possono avere dubbi: siamo di fronte ad una e vera propria ecatombe di fronte la quale è impossibile rimanere in silenzio.

In breve tempo l’allarme si diffonde, scongiurando fortunatamente nuove possibili vittime. Si fanno strada voci di possibili bambini che, cimentandosi in un gioco più grande di loro, hanno provocato un disastro. I vigili indagano, interrogano, ma non trovano nessuna pista concreta da seguire. Si crea un vero e proprio stato d’allerta. Anche importanti testate giornalistiche si occupano del caso, la segreteria regionale di Forza Italia dice di aver ricevuto numerose segnalazioni di cittadini allarmati.

Poche certezza, ma una cosa è sicura. La percezione della sicurezza all’interno della città è rimasta profondamente minata da questa notizia.

Faenza, sabato 7 febbraio 2015

Il Comune di Faenza e la Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri hanno organizzato un forum sull’immigrazione dal titolo Iperconfronti: siamo sicuri? Confronto sulla sicurezza quotidiana reale e percepita. Un’occasione questa per poter ascoltare vari esperti e voci differenti all’interno della nostra città.

Durante uno degli ultimi interventi Stefania Crocitti, ricercatrice del Dipartimento di Criminologia presso l’Università di Bologna, ha cercato brevemente di raccontare le politiche nazionali e ragionali su questo tema particolarmente sentito da parte della cittadinanza e che viene spesso associato alle problematiche legate all’immigrazione, secondo l’equazione «+ Immigrati = + criminalità» (e di conseguenza: «- immigrati = – criminalità»).È bene quindi partire da alcuni dati di base. Come abbiamo visto nell’articolo sull’«emergenza rom», i maggiori mutamenti nella nostra società avvengono a metà degli anni ’90, dove in Italia l’immigrazione comincia a diventare un fenomeno particolarmente visibile[1] e nei dibattiti politici si comincia a parlare esplicitamente di sicurezza urbana, in particolare tra 1994-1995.

A differenza di quello che si potrebbe pensare, questo tema non è strettamente legato alla criminalità (data in costante calo, almeno fino al 2011, dalle ricerche ISTAT), ma ad una vera e propria percezione della sicurezza da parte del cittadino. Più che a fatti criminali infatti, il problema della sicurezza urbana è legato agli atti di inciviltà compiuti da certi immigrati che occupano in maniera degradante il suolo pubblico. Questo disagio avvertito dalla popolazione si concretezza in richieste al sindaco che devono ricevere risposta. Nel frattempo ecco arrivare la crisi economica e del sistema welfare.

Si arriva così al 2008, quando viene riconosciuta la possibilità ai sindaci di emanare delle ordinanze, con le quali sarà possibile gestire e sanzionare questi comportamenti di disordine. Le ordinanze però si rivelano generalmente inefficaci e paradossali: portano ad una breve risoluzione del problema nel breve periodo (più simbolica che reale) ma hanno anche l’effetto di accrescere l’insicurezza nel lungo periodo dato che non risolvono il problema alla base mentre aumenta la percezione, da parte del cittadino, di non essere al sicuro.

Fondamentale aspetto riguardo questo problema è l’elemento della comunicazione. La mancanza di un’informazione corretta, delegata spesso a media democratici sì, ma spesso inattendibili, porta ad una constatazione di fondo dal quale non si può scappare: la percezione di sicurezza all’interno di una città non è direttamente collegata ad una realtà oggettiva.

Per il momento fermiamoci qui e torniamo a Milano.

Milano, maggio 2014 Riprendiamo il caso delle polpette avvelenate di parco Sempione. Dopo tanti allarmismi, qualche tempo dopo, si è scoperto che la notizia era tutta una bufala mediatica. Ebbene sì, ci sono cascati tutti, ma in realtà non c’era alcun caso reale di polpette avvelenate in città.

Nella mente dei cittadini però la percezione di insicurezza vissuta in quei giorni è rimasta e si protrarrà nel tempo. Le notizie false a volte sono pericolose tanto quanto una polpetta avvelenata.

RIFERIMENTI

http://www.istat.it/it/files/2013/03/7_Sicurezza.pdf

http://it.wikipedia.org/wiki/Ordinanza_(amministrazione)

http://www.giornalettismo.com/archives/1575433/hanno-ucciso-i-miei-cani-con-le-polpette-avvelenate-ma-non-era-proprio-cosi/

[1] La prima legge con lo scopo di regolare l’immigrazione è del 1990 (Legge Martelli).

(Foto-Matteo Battaglia)

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