Wikipoz chiude col botto: ospiti Maurizio Maggiani e Roberto Mercadini

Ultima serata per il Wikipoz, l’unico talk show dal vivo a base di ospiti romagnoli, bizzarrie, sfide e tanta Wikipedia organizzato dalla redazione di Gagarin Orbite Culturali e condotto dall’irripetibile vignettista e autore comico Roberto Pozzi. Sabato 8 dicembre 2018 al Museo Carlo Zauli di Faenza (via della Croce), alle 18.30, l’ora dell’aperitivo si scalda con personaggi davvero eccezionali: Maurizio Maggiani, scrittore di origini liguri, faentino d’adozione. Senza dubbio uno dei più interessanti scrittori italiani del nostro secolo. Recentemente ha pubblicato con Feltrinelli “L’amore”. Ha 66 anni. Burbero e gentile. Non ha Facebook, Twitter, Instagram – ha rivelato a Gagarin nell’intervista dello scorso giugno – perché ha troppo poco tempo da vivere per sprecarlo a sentire discorsi inutili; non sopporta chi lo presenta come l’autore italiano più premiato.

Roberto Mercadini presenta Storia perfetta dell’errore

Il poeta, monologhista e narratore Roberto Mercadini (Cesena, 1978) presenta il suo “Storia perfetta dell’errore”, Rizzoli. Mercadini ha scritto e interpretato diversi spettacoli di narrazione, in questo libro raconta la fissazione per la precisione di Pietro Zangheri, paleoantropologo, ma che riconquista l’amata grazie ai racconti di errori “rivoluzionari”. Dagli errori genetici, motore dell’evoluzione, a quelli umanissimi che ogni giorno ci fanno cadere, rialzare, perdere e innamorare, Roberto Mercadini trova il modo più tenero e delicato per ricordarci che è proprio dal caos e dall’imperfezione che nascono le cose più belle.

A condurre il talk, Roberto Pozzi

A seguire Elena Cavallucci, in arte TataFata per parlare di bambini e genitori di oggi. e infine Vince Vallicelli che presenta il suo ultimo lavoro “La Fevra” (edizioni Strade Blu Factory) tra blues e Romagna. Enzo “Vince” Vallicelli, batterista di indiscutibile talento e di grandissima esperienza ha registrato e missato il disco completamente in analogico a Forlì nello studio “L’amor mio non muore”. I testi originali sono in dialetto romagnolo, scritti per lo più dall’amico Claudio Molinari. La musica è stata prodotta da Antonio Gramentieri che sarà con lui sul palco. E come sempre a dare una mano alla serata, oltre al pubblico presente che sarà sempre coinvolto, sarà ancora Wikipedia, l’enciclopedia libera online, dalla quale si estrarranno suggestioni, errori, orrori e sorprese. Non mancheranno prove bizzarre, battute sull’attualità, contributi dal web, le immancabili Top-Ten.

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