“Vicino a chi soffre, insieme a chi cura”: 40 anni di IOR

Il 2019 rappresenta un anno speciale per l’Istituto Oncologico Romagnolo: ricorre infatti il quarantesimo compleanno della sua fondazione, datata 18 luglio 1979 grazie ad un’intuizione dell’attuale Presidente, il prof. Dino Amadori. Un traguardo notevole per una organizzazione che, nonostante l’età, dimostra di essere ancora in grande salute, come confermato dai numeri che la riguardano: 1 milione di euro di ricavato dalle sottoscrizione 5×1000 2016; investimenti sul territorio nel nome della lotta contro il cancro hanno quasi raggiunto i tre milioni di euro nel 2017. Tre le aree di sostegno in questo senso ricerca scientifica; fornitura gratuita di assistenza, servizi e cure palliative ai pazienti e alle loro famiglie; e attività di prevenzione, sensibilizzazione e informazione, rivolta in maniera particolare alle nuove generazioni.

“Vicino a chi soffre, insieme a chi cura”: un nuovo logo per celebrare durante tutto il 2019 l’impegno dello IOR contro il cancro

Per questo motivo lungo tutto il corso del 2019 il tema del quarantesimo anniversario sarà predominante in tutte le iniziative che l’Istituto Oncologico Romagnolo porterà avanti. A testimonianza di ciò già dall’inizio di gennaio lo IOR ha adottato il suo nuovo logo, pensato proprio per la ricorrenza. Una scelta nel segno della continuità di un simbolo oramai riconosciuto da tutti i romagnoli: anche perché lo spirito che anima la no-profit, riassunto nel payoff “vicino a chi soffre, insieme a chi cura”, rimarrà ovviamente intatto.

 

48000 pazienti aiutati a domicilio, 150.000 ragazzi incontrati sulla prevenzione, 5000 volontari per i servizi

            «Ci sembrava giusto iniziare già da subito ad onorare quanto fatto in questo lungo cammino – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – non dimentichiamo infatti che, se la nostra organizzazione ha oggi numeri d’eccellenza, mai mostrati in precedenza, gran parte del merito va a quanto realizzato in questi quarant’anni di storia. Lo IOR oggigiorno fa parte dello spirito e della quotidianità del cittadino romagnolo perché ha avuto un impatto forte e positivo su gran parte delle famiglie che abitano la nostra area: basti pensare che dal 1979 ad oggi sono circa 5.000 le persone che, in maniera del tutto volontaria, hanno prestato il loro tempo per permetterci di portare avanti i nostri servizi gratuiti, servizi che hanno aiutato 48.000 pazienti direttamente a domicilio, o tramite l’accompagnamento presso i luoghi di cura, o ancora con la fornitura di parrucche oncologiche. Quasi 150.000 ragazzi hanno imparato cosa significhi fare prevenzione grazie alle nostre attività, con progetti di sensibilizzazione sui pericoli del fumo, dell’alcol, delle dipendenze. Molti medici e ricercatori che oggi ricoprono ruoli di primo piano hanno iniziato la propria carriera con una borsa di studio fornita dallo IOR: e più in generale, in questi 40 anni sono stati investiti quasi 70 milioni di euro nelle ricerche e nelle tecnologie che hanno portato la Romagna da essere uno dei luoghi maggiormente colpiti dal tumore a divenire un’area di eccellenza riconosciuta a livello europeo per quel che riguarda i dati sulla sopravvivenza. Per tutti questi motivi, il 2019 sarà per lo IOR un anno speciale, denso di appuntamenti ed eventi che toccheranno un po’ tutte le zone e le anime della nostra Romagna: un modo per dire grazie a tutti quelli che hanno reso questa grande storia possibile, e per ribadire il nostro impegno a fare sempre di più nei quarant’anni a venire.»

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