Unione dei Comuni: atto finale, tutte le funzioni conferite. Opposizioni critiche

L’operazione è di fatto conclusa, ora si procederà per aggiustamenti e correzioni di tiro. Il 2018 è iniziato con il conferimento di tutti i servizi e di tutto il personale nell’Unione dei Comuni della Romagna faentina: un iter che aveva preso il via nel 2012 nei sei Comuni partecipanti e che ora, dopo cinque anni, trova il suo compimento. A partire dal primo gennaio 2018 infatti sono stati conferiti all’Unione della Romagna Faentina anche i restanti servizi/funzioni di: Anticorruzione e Trasparenza, Cultura e Sport, Patrimonio Immobiliare e le Funzioni trasversali (archivio, contratti, contenzioso e avvocatura, affari istituzionali), per un totale di 24 funzioni in capo all’Unione.

Per la maggioranza un percorso che garantirà efficacia ed efficenza

D’ora in poi sarà questo ente di secondo livello a gestire i servizi precedente affidati ai Comuni. La giunta dell’Unione dei Comuni è composta dal presidente (Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza), dal vice presidente (Alfonso Nicolardi, sindaco di Riolo Terme) e dai sindaci dei Comuni aderenti all’Unione. Se la maggioranza che ha fortemente proposto questo iter vede nell’Unione una forma istituzione che rende più efficaci ed efficienti i servizi, le opposizioni dal 2016 hanno lamentato il fatto che l’accentramento porterà a problematiche sulla governance e carenze di democraticità, in particolar modo per quanto riguarda il ruolo dei consigli comunali che, secondo le opposizioni, sarà di fatto svuotato di significato. Di fatto, l’iter per la definizione del nuovo ente è concluso, anche se in futuro sono previste modifiche alla governance, cioè i rapporti fra gli organi dell’Unione e dei Comuni, da apportare però nei prossimi mesi e anni in un’opera di manutenzione dell’Unione stessa.

Lega Nord Faenza: “Esautorati i consigli comunali dei 6 Comuni”

«Antidemocratica, questo è l’unico aggettivo che possiamo utilizzare per descrivere l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina»: non usa mezzi termini il gruppo consigliare della Lega Nord Faenza, con i consiglieri Padovani, Berti, Fantinelli e Tavazzani. Commento che giunge dopo i conferimenti di funzioni di che completano l’opera di passaggio dei poteri da Comune a Unione. «Abbiamo assistito al funerale della democrazia. Il Partito Democratico è stato il principale fautore di tutto ciò, esautorando i consigli comunali di sei comuni, per dare potere a un Consiglio dell’Unione non votato da nessuno, ma composto da persone scelte da eletti. E per fortuna che sono democratici». Prosegue il gruppo consiliare leghista: «Abbiamo spiegato come questo allontanamento del potere e questo impoverimento delle funzioni dei comuni fosse rischioso e negativo nei confronti dei cittadini, ma nonostante ciò, il documento è passato a maggioranza».

M5S Faenza: “Unione dei Comuni, esperimento senza obiettivi chiari”

Alle critiche evidenziate dalla Lega Nord si unisce anche il Movimento 5 Stelle di Faenza. «Deficit democratico totale, allontanamento degli organi decisionali dalla cittadinanza, semplificazione che nei fatti non esiste, mancanza di un percorso partecipativo e di coinvolgimento e di studi e obiettivi chiari e definiti»: con queste parole il Movimento 5 Stelle descrive il passaggio delle funzioni all’Unione della Romagna faentina sancito nel consiglio comunale di Faenza. «Un esperimento che il Pd ha deciso di fare sul nostro territorio – proseguono i pentastellati in una loro nota – siamo la prima e unica Unione in tutto il Paese che vede conferita nella stessa tutte le funzioni dei singoli comuni, nessuna esclusa, compreso addirittura quelle future che nemmeno si conoscono». «Siamo di fronte alla morte politica del consiglio comunale faentino – concludono i 5 stelle – Sarà purtroppo difficilissimo, praticamente impossibile tornare indietro. Anche se il colore politico di chi governa uno dei Comuni dell’Unione, per esempio Faenza, il più grande, dovesse cambiare».

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