Riemerge la Torre di Castel Bolognese: l’incerto futuro di 5 secoli di storia

Una scoperta archeologica che ha riportato alla luce uno dei simboli più importanti della città, la storica torre di Castel Bolognese e le sue fondamenta, sul cui destino c’è però ancora tanta incertezza: resteranno in un qualche modo visibili al pubblico o, così come sono improvvisamente riapparse, torneranno sottoterra? Una prima indicazione sulla risposta sarà data dall’imminente visita della Soprintendenza che determinerà il valore dell’area. Nel frattempo però si è cominciato a riflettere sull’importanza di questa scoperta che – se magari in altre grandi città come Bologna, ricche di monumenti, sarebbe rimasta inosservata – rappresenta invece per la cittadina della provincia di Ravenna una forte testimonianza del proprio passato.

La torre di Castel Bolognese: un interesse inaspettato

Una scoperta inaspettata, ma che era prevedibile. Gli scavi condotti da Hera in piazza Bernardi a Castel Bolognese, propedeutici alla riqualificazione della piazza, hanno rivelato a fine giugno 2016 dei resti di un ponte ad unica arcata in muratura e le fondamenta della storica torre della città, distrutta dai tedeschi poco prima del termine della Seconda guerra mondiale. Un’area rettangolare di circa sei metri per dodici che in questi giorni ha attirato tra i castellani l’attenzione di storici e semplici curiosi. Il primo a portare all’attenzione del grande pubblico la scoperta è stato Andrea Soglia, bibliotecario che da sedici anni cura il sito internet Storia di Castel Bolognese. Visto il silenzio generale che ha accompagnato la notizia, attraverso il canale facebook del suo blog domenica 3 luglio 2016 ha diffuso immagini e notizia del ritrovamento avvenuto ponendo il problema del futuro che attende questi scavi: «E poi che succederà? – ha pubblicato Andrea Soglia sulla pagina facebook del blog – Ricopriremo tutto di nuovo? Lasceremo qualcosa scoperto come qualcuno suggerisce da molto tempo? Oppure c’è modo di studiare qualcosa di originale (magari adottato anche altrove) per lasciare perennemente visibile lo scavo, magari ottenendo finanziamenti grazie allo status di città d’arte da poco ottenuto?»

Il simbolo della città

La notizia data dal blog ha raggiunto oltre 14mila visualizzazioni sui social media e numerosi utenti hanno commentato la scoperta. «I commenti ricevuti sulla pagina – racconta Andrea Soglia – sono stati tutti di utenti contenti di questa scoperta e ritengono sia occasione da cogliere per la città». E non poteva essere altrimenti dato che la torre, benchè scomparsa da settant’anni, fa ancora parte della memoria collettiva della comunità. «È il simbolo di Castel Bolognese – spiega Andrea Soglia – Ha accompagnato la storia della città dalla fondazione o quasi, fino al 1945. Tant’è che ancora oggi viene usato in tantissime iniziative come logo ufficiale».

La Torre di Castel Bolognese: un passato di incertezze

torre
Fonte: www.castelbolognese.org

Una torre ben presente nell’immaginario dei castellani ma su cui c’è ancora tanto da scoprire. La torre anticamente faceva da prima porta del primo centro di Castel Bolognese, più piccolo di quello attuale. «Tutt’oggi non sappiamo da chi è stata costruita la torre: in passato si pensava fosse stata eretta nel 1394 da Giovanni da Siena, notizia però smentita dagli ultimi studi di Lucio Donati il quale, basandosi sugli ultimi documenti ritrovati, ipotizza che fino al 1421 la torre doveva essere di legno. Per cui quello che gli scavi hanno riportato alla luce dovrebbe essere la muratura della torre del Quattrocento».

Com’è normale che sia, la torre di Castel Bolognese ha avuto nel corso della sua plurisecolare vita varie modifiche. La torre ha subito forti danneggiamenti dal terremoto del 4 aprile 1781, ma ha resistito. Non ha invece retto all’azione dei tedeschi che l’hanno fatta definitivamente distrutta il 4 febbraio 1945. «Temendo che nello stato in cui si trovava potesse servire al nemico la cui avanzata era imminente – racconta Andrea Soglia – i tedeschi minarono la torre alla base e la fecero saltare, riducendola a un cumulo di macerie. Varie testimonianze ricordano quel momento e il senso di sgomento che ne seguì nel paese, già provato da vari mesi di bombardamenti e di lutti».

La torre di Castel Bolognese: un futuro di incertezze

La scoperta di queste settimane non ha in realtà colto di sorpresa Andrea Soglia e altri addetti ai lavori. Nel 1981, in occasione di lavori stradali in piazza Bernardi, erano riaffiorate le fondamenta di destra della torre e, inoltre è stato trovato, integro, un ponte ad unica arcata in muratura, che permetteva di attraversare un canale (che scorreva al posto della fossa, caduta in disuso, della prima cinta muraria) interrato tra il XV e XVI secolo. Dunque era altamente probabile che nuovi scavi in quell’area avrebbero portato alla luce altre tracce della storia più antica della città.

La Torre nel 1915 circa (foto proveniente dal Fondo Pietro Costa-Biblioteca Comunale)
La Torre nel 1915 circa (foto proveniente dal Fondo Pietro Costa-Biblioteca Comunale)

Vari esponenti politici di minoranza hanno preso nettamente posizione in favore al loro recupero e valorizzazione, come le liste civiche Prima Castello e Cambiamo Insieme. Anche l’associazione Pietro Costa si è detta favorevole per cercare di trovare un modo per rendere fruibile a tutti questo bene comune. Recentemente, sul Nuovo Diario Messaggero di giovedì 14 luglio, l’amministrazione comunale sembrerebbe propensa a lasciare in evidenza gli scavi, ma si è in attesa dell’incontro sulla Soprintendenza per vedere se la cosa è fattibile e decidere poi come procedere.

«A Castel Bolognese a livello di monumenti storici non abbiamo molto – commenta Andrea – un ritrovamento come quello a Bologna farebbe ridere… da noi invece rappresenta un documento importante: a parte il Molino Scodellino non abbiamo cose così antiche. È una scoperta interessante per capire la storia della città. Se la Soprintendenza consiglierà di lasciare lo scavo in evidenzia, si cercherà di trovare delle soluzioni tecniche per lasciare visibili gli scavi. Ad ogni modo, qualsiasi decisione verrà presa, si spera che la cittadinanza ne venga prontamente informata».

Andrea Soglia e Storia di Castel Bolognese

Un blog, Storia di Castel Bolognese, che non vuole essere uno strumento autoreferenziale, ma che vuole passare dalle pagine del web ad avviare anche riflessioni sulla contemporaneità e di dibattito pubblico. «Mi occupo principalmente di persone e personaggi, e delle famiglie di Castel Bolognese, ma attraverso la pagina Facebook cerco di avere anche uno sguardo sull’attualità». Le sue ricerche sono arrivate fino al Metropolitan di New York, dove sono custoditi alcuni dei primi esperimenti fotografici svolti in Italia. Andrea è riuscito ad identificare nella figura di Sebastiano Tassinari, chimico e farmacista vissuto tra Ottocento e Novecento, l’autore di questi esperimenti conservati nel famoso museo americano (che ha accolto favorevolmente le ricerche di Andrea). Il prossimo anno invece dovrebbe uscire un suo nuovo libro proprio sulla torre di Castel Bolognese: «Raccoglierà molto materiale fotografico e le ultime scoperte» ci spiega Andrea. Sperando che – a contribuire al suo libro – sia anche il materiale ritrovato in piazza Bernardi. Materiale che potrà dare nuove informazioni per scoprire la storia della città.

6 pensieri riguardo “Riemerge la Torre di Castel Bolognese: l’incerto futuro di 5 secoli di storia

  • 16 luglio 2016 in 15:00
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    Mi madre mi ha raccontato con rimpianto della torre e della campana che scandiva le ore e si è spesso augurata la sua ricostruzione.
    Se non ci saranno
    Risorse per la ricostruzione si potrebbe fare sulle fondamenta una simulazione luminosa come per le torri gemelle

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  • 9 settembre 2016 in 20:56
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    Considerato che la torre è tuttora il simbolo del paese, perchè non è mai stata ricostruita? Anche la torre dell’orologio di Faenza crollò ma venne ricostruita tale e quale. Si può ricostruire qualsiasi cosa, invece quando si parla della torre di Castello sembra fantascienza e non si prende neanche in considerazione l’idea! I fondi mancano? Ok, ma se anche solo metà della popolazione tirasse fuori 50 euro si raccoglierebbero in poco tempo più di 200 000 euro. E le tante banche, le tante fabbriche del nostro paese non sarebbero orgogliose di contribuire ad un’impresa così significativa? Certo, c’è la crisi ma la gente ha bisogno di sognare e questo “sogno” sarebbe sentito da tutti! Faccio appello ad un grande storico come Soglia: dall’alto della tua autorevolezza e della tua cultura, fatti portavoce di un’iniziativa di questo genere! Saremmo tutti con te, ne sono certa.

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    • 15 ottobre 2016 in 21:44
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      Sono d’accordo con lei. Bisognerebbe almeno verificare se ci fossero le condizioni per farlo o se ci sono veti dalla Sovrintendenza. Poi verificare se tecnicamente è possibile ricostruire una struttura antisismica appoggiandosi alle vecchie fondamenta senza distruggerle. Quindi superati questi ostacoli si dovrebbe verificare la spesa per ricostruirla come era e dove era come hanno fatto in altre cittadine. La Torre sarebbe un sogno ed inoltre è aperta alla base e non occuperebe tanto spazio come si pensa. Io credo che prima o poi verrà ricostruita.

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