L’arte non si ferma: alla Galleria Molinella di Faenza la mostra dedicata a Tonino Guerra

L’arte non si ferma e, pur senza eventi o inaugurazioni, continua a dialogare con il pubblico. Così avviene anche alla Galleria Molinella di Faenza dove è stata allestita da mercoledì 4 marzo 2020 la mostra dedicata a Tonino Guerra. L’esposizione è visitabile fino al 16 marzo, nel pieno rispetto di quanto riportato dai decreti ministeriali. Nel centenario della sua nascita l’associazione “Il Lavoro dei Contadini” vuole ricordare Tonino Guerra e rendergli omaggio dedicandogli i Lòm a Mêrz 2020. Chi entrerà a visitare la mostra, curata da Rita Ronconi, potrà respirare la poesia e la bellezza del mondo di Tonino Guerra.

La mostra promossa da Il Lavoro dei Contadini in occasione dei Lòm a Mêrz

«La profonda amicizia e stima che legava Tonino Guerra al nostro compianto presidente Italo Graziani – spiega l’attuale presidente Lea Gardi – nasce nel 1990 con gli allestimenti dei Natali di Bagnacavallo, consolidandosi poi nel tempo. Tonino Guerra per Il Lavoro dei Contadini è stata una persona amica, generosa, che sempre ci ha accolto nella sua casa con affetto. Su suggerimento del maestro, abbiamo rafforzato un forte legame con gli artigiani del territorio, gli artigiani delle tele stampate, delle ceramiche, dei vimini, del legno, del ferro battuto, quel lavoro artigiano così strettamente intrecciato alla vita contadina».

«In questa mostra – afferma Lea Gardi – si potrà toccare con mano la professionalità di diversi e importanti artisti artigiani del territorio che hanno avuto, l’onore, il piacere e la fortuna di collaborare fattivamente con Guerra e che con le loro opere esprimono lo spirito del Maestro: “Dobbiamo fare cose che siano di più della banale perfezione”».

Tonino Guerra: una vita nel segno della scrittura e dell’arte

Poeta, scrittore e sceneggiatore di fama internazionale, è nato il 16 marzo 1920 a Santarcangelo di Romagna, dove è scomparso il 21 marzo 2012. Vissuto per trent’anni a Roma, con lunghe soste in Russia, divenuta sua seconda patria, alla fine degli anni ’80 si è trasferito a Pennabilli, dove era solito trascorrere lunghi periodi estivi e nella quale è sepolto. Figlio di genitori contadini (alla madre analfabeta insegnerà a scrivere), durante la Seconda guerra mondiale viene deportato in Germania e rinchiuso in un campo d’internamento dove inizia a comporre i primi versi in lingua romagnola. Nell’immediato dopoguerra pubblica la sua prima raccolta di poesie in dialetto, I scarabócc.

La sceneggiatura di Amarcord

A questa ne seguono altre, fra le quali I Bu (1972. Pubblica cinquanta libri fra racconti e poesie, vincendo numerosi premi: il Pirandello, il Pasolini, il Gozzano, il Nonino, il Carducci e il Comisso. Dai primi anni ’50 si è dedicato alla sceneggiatura e ha scritto per i più grandi registi dell’epoca, compresi Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, i fratelli Taviani, Elio Petri, Mario Monicelli, Francesco Rosi, Theo Anghelopulos e Andrej Tarkovskij. Oltre 120 i film da lui sceneggiati, da L’Avventura di Antonioni ad Amarcord di Fellini, vincitore del Premio Oscar.

Tutta la Romagna ne conserva le tracce

Ma alla Romagna il maestro santarcangiolese ha dato qualcosa di più: un segno tangibile del suo passaggio. Sono numerose le opere realizzate o volute dal poeta per salvaguardare e valorizzare la bellezza del suo territorio. Tutta la Romagna ne conserva tracce: nel cesenate il maestro ha realizzato La fontana delle farfalle a Sogliano e Gli arazzi con la stamperia Pascucci di Gambettola, oltre alle Porte e ai Mobilacci di Longiano. Nel Giardino degli Orselli di Forlì svetta L’albero della chiarezza, a Riccione la fontana del Bosco della pioggia, a Cesenatico la Cattedrale delle foglie.

Numerose anche le opere di Tonino Guerra nel ravennate, dalla Bambola orientale nel capoluogo alla Casa del mare d’inverno a Milano Marittima, passando per l’installazione di Bagnacavallo Un Natale dopo l’altro per concludere con Il Tappeto sospeso a Cervia, dove il poeta ha abbellito con la sua opera anche la “Casa delle farfalle”. Santarcangelo e Pennabilli, città dove il maestro è nato e vissuto, conservano i Luoghi dell’anima. Questo lungo, ma non completo elenco, testimonia con forza il passaggio di Tonino Guerra nel suo territorio.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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