Astra di Faenza: meno rame in agricoltura, i risultati del progetto Evergreen

Un progetto per cercare di limitare l’uso del rame in agricoltura attraverso prodotti naturali di scarto tra cui estratti di castagno e olive. A fine dello scorso mese di settembre si è concluso “Evergreen”, un progetto co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dei progetti Life. A darne comunicazione è il dottor Vanni Tisselli per conto di Astra Innovazione e Sviluppo srl di Faenza, che è stata partner del progetto, il cui coordinamento era affidato alla professoressa Stefania Tegli del Dipartimento di Scienze produzioni agroalimentari e dell’ambiente (Dispaa) dell’università di Firenze. Il progetto aveva come obiettivo la verifica dell’impiego di sostanze di origine naturale nel controllo principalmente dei batteri in sostituzione del rame. Il progetto ha ottenuto un risultato importante: fare intravedere nuove opportunità di sviluppo legate alla chimica verde, al recupero di sostanze da prodotti di scarto all’attivazione di un circolo virtuoso di economia circolare.

Evergreen: un progetto per limitare l’uso del rame in agricoltura

meeting-scarperia-2016Come è noto, il rame è un metallo pesante il cui impiego a livello europeo è sempre maggiormente regimato in agricoltura a causa dei possibili effetti negativi che può avere sulla microflora del terreno. Si sottolinea ad esempio come attualmente il suo impiego sia ridotto a 6 kg/ha per il controllo delle malattie fungine e batteriche in agricoltura biologica. Da tempo si stanno studiando prodotti che possano rappresentare un’alternativa all’uso del rame o che comunque possano essere impiegate in modo complementare consentendo pertanto una riduzione dei dosaggi e la messa a punto di strategie efficaci per gestire la difesa delle colture anche con un minore impiego del rame. Fra le sostanze naturali, nell’ambito di “Evergreen” sono stati presi in esame diversi polifenoli e in particolare alcuni tannini estratti da castagno ma anche dalle sanse di olive, dai vinaccioli, dalle foglie di vite. Si tratta in sostanza del recupero di molecole potenzialmente molto importanti da prodotti di scarto di lavorazioni industriali o agroindustriali.

Nel progetto coinvolta anche Astra di Faenza

Il progetto si è basato sulla collaborazione di diverse unità operative. In particolare Astra di Faenza ha verificato l’efficacia dei polifenoli per il controllo delle batteriosi di olivo e kiwi, per il controllo dei nematodi galligeni e anche delle batteriosi del pomodoro da industria. Concluse le attività di laboratorio e di verifica in vivo, si stanno tirando le somme dell’attività svolta. In diversi casi si è osservato l’effetto positivo dei polifenoli analizzati che pur non raggiungendo l’efficacia del rame nel controllo delle patologie, tuttavia hanno dimostrato di avere effetti antagonisti molto positivi. L’attività di dimostrazione non si esaurisce con la conclusione del progetto Evergreen ma continuerà per mettere a fuoco alcuni aspetti che meritano ancora approfondimenti come la miscela di più polifenoli, il loro dosaggio e l’integrazione con altre sostanze naturali.

 

 

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