Tax free day: a Faenza gli imprenditori ‘festeggiano’ il 21 luglio, 14^ in Italia

Tassazioni sulle piccole imprese: Faenza, anche per il 2019, è tra i Comuni più virtuosi in Italia, posizionandosi 14^ a livello nazionale e seconda in Emilia-Romagna. Tra Imu, Irpef e Tari da tenere sott’occhio nel proprio bilancio, un’azienda della città manfreda ‘smette di lavorare per pagare le tasse’ a partire dal 21 luglio: è questo il tax free day, la data dell’anno fino alla quale il reddito generato dall’impresa è usato per il pagamento delle imposte e dei contributi. Simbolicamente, solo da quel giorno lo stesso reddito può essere usato dall’imprenditore per soddisfare i bisogni propri e della propria famiglia. In pratica, a Faenza, per 203 giorni all’anno si lavora per pagare i tributi, mentre i restanti 162 sono quelli che producono ‘utili per l’azienda’. Un dato tutto sommato positivo rispetto allo scenario nazionale, considerando che a media italiana del tax free day arriva solo una quindicina di giorni più avanti, il 5 agosto.

L’Osservatorio Cna sulla pressione fiscale

I dati arrivano dall’Osservatorio della Cna che per il sesto anno consecutivo ha misurato il livello della pressione fiscale complessiva che grava sulla piccola impresa assunta come punto di riferimento del sistema imprenditoriale italiano. Sono stati presi in esame i numeri di 141 comuni del Paese (in prevalenza capoluoghi di provincia) e interessa quattro realtà comunali del nostro territorio: Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia. Se il dato generale presenta un risultato positivo su scala nazionale – il peso del fisco su artigiani e piccole imprese è, infatti, diminuito scendendo al 59,7% contro il 61,2% del 2018 pur rimanendo ancora la più elevata dell’Eurozona – è importante analizzare nel dettaglio i dati espressi dalle quattro realtà locali prese in esame.

Il tax free day è arrivato 3 giorni prima a Faenza rispetto al 2018

La prima valutazione riguarda il Total Tax Rate dei quattro comuni del nostro territorio che sono perfettamente in linea con l’andamento complessivo nazionale, cioè in flessione rispetto al 2018: Ravenna che passa dal 60% al 58,6% con una riduzione dell’1,4%; Faenza dal 56,4% al 55,7% con una flessione dello 0,7%; Lugo dal 59,7% al 59,2%, meno 0,5%; Cervia dal 63,3% al 61,6%, meno 1,7%. E’ bene evidenziare che la diminuzione media del Total Tax Rate su scala nazionale è stata dello 0,5%. In pratica, le imprese faentine hanno guadagnato tre giorni lavorativi di utili in più rispetto al 2018: se l’anno scorso il tax free day cadeva il 24 luglio, quest’anno la data è stata anticipata di tre giorni.

Le posizioni dei comuni della nostra provincia su scala nazionale sono le seguenti segnalando, per la precisone, che nel 2018 sono state prese in esame 137 realtà contro le 141 del 2019: Ravenna che guadagna quattro posizioni salendo dalla 59esima alla 55esima, Faenza che rimane sostanzialmente stabile dalla 13esima alla 14esima, Lugo che passa dalla 48esima alla 69esima e, infine, Cervia che va dalla 104esima alla 109esima.

A Bolzano, prima in classifica in Italia, il tax free day scatta a partire dall’11 luglio, mentre a Imola – primo Comune in Emilia-Romagna, arriva il 17 luglio, quattro giorni prima rispetto a Faenza. A Reggio Calabria invece gli imprenditori hanno dovuto aspettare addirittura fino all’11 settembre 2019 prima di saldare tutti i tributi e iniziare quindi a produrre utili.

Giovanni Malpezzi: “Abbiamo risanato il bilancio non andando ‘in tasca’ alle imprese e ai cittadini”

«Nella classifica che misura le città più virtuose relativamente alla pressione fiscale complessiva sulle piccole imprese, Faenza è prima in provincia di Ravenna, seconda in Emilia-Romagna e 14esima a livello nazionale – scrive il sindaco, Giovanni Malpezzi,. sulla sua pagina Facebook – L’annuale rilevazione di Cna rende evidente e oggettivo lo sforzo non solo per evitare l’aumento del peso fiscale ma anche di abbassarlo, quando possibile. Detta in altre parole: il risanamento di questi anni dei conti del Bilancio comunale non si è realiazzato andando “in tasca” alle imprese (e ai cittadini) ma razionalizzando e risparmiando in casa nostra. Non è cosa da poco e siamo felici di esserci riusciti. Purtroppo, in generale, le tasse restano troppo alte: a Faenza un pò meno».

Relativamente al quadro regionale questa è la classifica del Total Tax Rate che si delinea per il 2019: Imola (54,45%), Faenza (55,7%), Reggio Emilia (56,8%), Ferrara (58,3%), Ravenna (58,6%), Modena (58,6%), Rimini (58,8%), Lugo (59,2%), Piacenza (60,2%), Cesena (61,0%), Parma (61,2%), Forlì (61,3%), Cervia (61,6%), Bologna (68,7%). «Molto, insomma, rimane ancora da fare per arrivare a un fisco più equo e sostenibile per le piccole imprese. A nostro parere occorre, quindi, agire senza indugio prima di tutto per semplificare il sistema, ancora molto complesso», è quanto affermano Pierpaolo Burioli e Massimo Mazzavillani, rispettivamente presidente e direttore della Cna.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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