Packaging bio e senza plastica: l’innovazione passa da Faenza con la startup Iuv

Comprare al supermercato mozzarella conservata senza bisogno di salamoia e shampoo privo di imballaggi di plastica: in futuro questo potrebbe essere possibile, e le basi per promuovere questa sostenibilità ambientale si stanno gettando proprio a Faenza. A rendere realtà quello che fino a ieri sembrava impossibile è infatti una speciale pellicola bio, addirittura commestibile, capace di proteggere gli alimenti dalla muffa e prolungare la durata di prodotti freschi come la mozzarella: un’idea innovativa sviluppata dalla startup Iuv, che da maggio ha sede all’interno dell’incubatore Romagna Tech di Faenza, dove sta usufruendo di un programma di accelerazione di dodici mesi. La startup è arrivata a Faenza da Pistoia (da cui provengono tutti e tre i componenti del team) ed è stata sviluppata dal 25enne Cosimo Palopoli, che ha ricevuto finora prestigiosi riconoscimenti nel settore, come il Premio Gaetano Marzotto. Al suo fianco Maria Lucia Gaetani, Cto e biologa nutrizionista, e Andrea Sala, business analyst.

La startup viene da Pistoia e ha ora sede in Romagna Tech: a ottobre sarà all’Italian Innovation Day in Giappone

“Efficace e semplice come l’uovo di Colombo”: il packaging sviluppato da Iuv si basa su rivestimenti realizzati con componenti naturali in grado di prevenire la comparsa di muffe, lieviti e batteri, prolungando la shelf-life degli alimenti. E proprio per questo il marchio, per cui è stato deposto il brevetto, ha il nome di Columbus’ Egg. «La pellicola è composta da biopolimeri – spiega Maria Lucia Gaetani – ossia sostanze prese da piante e derivati da vegetali già in commercio nella ristorazione». La mozzarella può essere così rivestita con questa pellicola edibile fatta solo con sostanze alimentari, senza nessun tipo di componenti chimici ma composta al 100% da alimenti naturali. «Questo comporta numerosi vantaggi – precisa Gaetani – in questo modo aumenta il periodo di conservazione mantenendo una refrigerazione normale attorno ai 4 gradi. Inoltre la mozzarella può essere esportata in tutto il mondo senza surgelazione e pesi aggiuntivi, ossia imballaggi di plastica o conservanti ulteriori come la salamoia, valorizzando ancor di più le sue qualità enogastronomiche». E questo sarà un elemento di valore per il viaggio che la startup si appresta a fare in Giappone: Iuv è stata selezionata per rappresentare a ottobre l’Italia in Giappone alla quarta edizione dell’Italian Innovation Day. «Il nostro mercato lattiero-caseario è in crescita in Asia, ma c’è limite nel trasporto: con il nostro brevetto puntiamo a superare queste criticità”.

Columbus' egg mozzarella

Mozzarella e altri prodotti possono essere conservati in un packaging bio al 100%

Ma la scalabilità della startup ha anche altri punti di forza: la pellicola Columbus’ Egg può essere applicata non solo nei prodotti alimentari, ma anche per la sostituzione in generale degli imballaggi di plastica. La tecnologia utilizzata, inoltre, prevede la valorizzazione degli scarti di produzione delle industrie alimentari (come per esempio possono essere le bucce delle pesche, scartate per la realizzazione di succhi di frutta), da cui vengono estratti elementi in sostituzione dei packaging plastici. «In questo modo promuoviamo un sistema di economia circolare vero e autentico, aiutando anche le aziende a smaltire i propri rifiuti in maniera virtuosa».

“La Regione Emilia-Romagna offre molte opportunità per l’innovazione”

Cosimo Palopoli, founder di Iuv.

Da Pistoia a Faenza, come mai questa decisione? «Abbiamo avuto problemi di tipo burocratico con la Camera di Commercio Pistoia – afferma Gaetani – e così ci siamo guardati attorno. A creare il legame con Romagna Tech è stato il Premio Marzotto, che ci ha permesso un primo periodo di incubazione. In generale la Regione Emilia-Romagna è accogliente, disponibile e con grandi potenzialità, anche per i bandi messi a sostegno dell’innovazione». Dai prototipi al lancio sul mercato: il periodo a Faenza servirà alla startup per sviluppare la propria idea dal punto di vista imprenditoriale. «In questo momento abbiamo necessità soprattutto di ottenere degli investimenti e di qualcuno che creda nel nostro progetto. Ci piacerebbe molto fosse in Italia, ma se non sarà possibile siamo disponibili a fare riferimento ai mercati esteri».

Una soluzione per contrastare inquinamento e sprechi alimentari

Soluzioni all’avanguardia, ritenute una risposta efficace e innovativa per far fronte a importanti sfide che accomunano Italia e Giappone, per migliorare la qualità della vita e favorire una crescita sostenibile, verso un’economia basata sull’efficienza delle risorse. «Da biologa nutrizionista – conclude Gaetani – per me la salubrità, la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente sono valori innati nella mia formazione professionale. Per me quella che stiamo sviluppando può essere davvero una soluzione possibile per contrastare inquinamento e sprechi alimentari, e lo dobbiamo alle future generazioni».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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