La fotografia di uno starnuto per capire il contagio

Le fotografie di uno starnuto. Queste sono le immagini pubblicate da alcuni ricercatori che mettono letteralmente a fuoco cosa succede quando starnutiamo non proteggendo il viso, o, di questi tempi, non usando la mascherina. Queste immagini spiegano chiaramente perchè sia utile il distanziamento sociale per evitare che le micro-goccioline, potenzialmente virali, si depositino sul viso di chi vi sta vicino causando un contagio.

Conoscere questi aspetti è importante non tanto per identificare come “untore” chiunque starnutisca, ma per capire l’importanza dei dispositivi di protezione che molto probabilmente dovremo usare nella Fase 2 della pandemia. Le immagini ci dicono anche che una persona isolata in un luogo non può contagiare nessuno, in quanto le micro-gocce raggiungono il suolo o si disperdono, salvo contaminazione di oggetti di uso comune (maniglie, sostegni…).

starnuto covid

Tecnicamente, la sequenza di immagini cattura, con incrementi di 20 msec, l’emissione di una nuvola di starnuti prodotta da una persona sana. Ogni secondo sono stati registrati 1000 fotogrammi, che permettono un’analisi molto accurata. Lo starnuto del soggetto, prodotto naturalmente senza l’introduzione di additivi, coloranti o contaminanti per la visualizzazione, rivela una nuvola turbolenta di aria espirata calda e umida, filamenti e gocce mucosalivari e residui dall’evaporazione delle goccioline.

Lo starnuto e l’espulsione della nube dura fino a 150 msec (riga superiore) , trasformandosi poi in una nuvola turbolenta in evoluzione libera (file centrale e inferiore). Le goccioline più grandi, a più alto contenuto virale, si depositano rapidamente entro 1 o 2 m di distanza dalla persona. Le goccioline più piccole ed evaporanti sono intrappolate nella nuvola turbolenta del soffio, rimangono sospese e, nel giro di pochi secondi o pochi minuti, possono percorrere le dimensioni di una stanza e atterrare fino a 6-8 m di distanza.

 

Francesco Ghini

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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