No della Soprintendenza, Legambiente e Italia Nostra: “Continueremo a difendere l’Arena”

Nonostante il parere negativo della Soprintendenza – che non ha riconosciuto il valore storico e paesaggistico -, continuano le iniziative di Italia Nostra e Legambiente per la tutela degli alberi presenti nell’Arena Broghesi di Faenza. «Il mancato riconoscimento dell’interesse paesaggistico da parte della Soprintendenza non pone fine all’azione di Italia Nostra e Legambiente – scrivono le due associazioni in una nota a stampa – Il parere della Soprintendenza di Ravenna che non rileva l’interesse paesaggistico dell’Arena Borghesi, appare come il seguito burocratico del diniego dell’interesse storico-artistico espresso dal Ministero per i Beni culturali e Ambientali nel 1996 e nel 1997. Ma il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio del 2004 ha introdotto la categoria specifica degli spazi storici meritevoli di tutela. Stupisce un parere della Soprintendenza che nega l’interesse paesaggistico e al contempo ignora lo stesso valore storico dell’Arena Borghesi; un teatro fondato nel 1895 e ristrutturato nel 1928, la cui architettura del paesaggio di mattoni e alberi è in stretta relazione paesaggistica col Viale Stradone».

“Gli alberi determinano il carattere dell’Arena Borghesi”

«La presenza permanente degli alberi, come elementi di “costruzione” fisica e identitaria dell’Arena Borghesi – scrivono Italia Nostra e Legambiente – è ben documentata da immagini e dalla stampa del 1928, anno di riapertura del teatro. La coerenza ambientale col contesto dello Stradone è strettamente legata all’ampio spazio alberato di cui fanno parte tre tigli di 30 metri di altezza e un vecchio tasso. L’ampliamento del supermercato Conad, così come previsto dall’Accordo di Programma del Comune, comporta la distruzione di questo ampio spazio e dei suoi grandi alberi che determinano il carattere del luogo. L’Arena Borghesi verrebbe inscatolata da un muro di cemento, camuffato con rampicanti e da un misero filare di alberelli; l’espansione del supermercato toglierebbe un quinto della superficie all’area del teatro. È un fatto che cambierebbe fisicamente le forme, le dimensioni del luogo, il paesaggio. Con modifiche così radicali, l’alterazione dell’identità è inevitabile».

Continuerà la raccolta firme

«Va anche ricordato che Conad non riqualifica l’intera Arena Borghesi; l’accordo prevede la sistemazione dell’ingresso con cabina di proiezione, dello spazio ristoro e della struttura del proscenio. È escluso un intervento sull’ampio fabbricato dell’ex officina.
Anche dopo il parere della Soprintendenza, continuano le azioni di Italia Nostra e Legambiente a difesa dell’integrità dello storico teatro.Le iniziative in programma prevedono anche la continuazione della raccolta delle firme».

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