Senza Confini: scout del Valdilamone partecipano al laboratorio del Teatro Due Mondi

Una bella esperienza per conoscere persone e mondi lontani senza pregiudizi, abbattendo i muri di fronte a noi. Giovedì 6 febbraio 2020 alcuni scout del gruppo Valdilamone 1 hanno partecipato alla Casa del Teatro di Faenza a una serata del laboratorio ‘Senza Confini’, organizzato dal Teatro Due Mondi. Il progetto, aperto ai non-attori e a chiunque voglia mettersi in gioco, è attivo da più di sette anni e propone ai partecipanti attività espressive capaci di far interagire persone di diverse nazionalità e culture. Esercizi collettivi, azioni teatrali e condivisioni di esperienze in cui non è per forza necessario parlare la stessa lingua per dialogare assieme o per lavorare in gruppo.

Da Brisighella alla Casa del Teatro per abbattere i muri di pregiudizi di fronte a noi

Guidati dal direttore artistico del Teatro Due Mondi, Alberto Grilli, i rover e le scolte del clan Hara della Valle del Lamone, assieme a una trentina di partecipanti, hanno così potuto condividere diverse esperienze, in particolare legate al tema dei ‘muri di oggi’: attraverso azioni collettive, gesti e scambi di battute, sono stati così costruiti e distrutti i muri che spesso ci impediscono di conoscere chi è veramente l’altro. Senza Confini si propone dunque come un luogo di relazione aperto dove si incontrano persone di diversa provenienza, lingua e cultura. Il progetto, negli ultimi anni, mirava in particolare a coinvolgere i profughi e i richiedenti asilo che vivono nel nostro territorio, dimostrandosi così punto di incontro tra la comunità della Romagna faentina e loro.

Un’attività rivolta a persone di ogni età, credo e cultura

Nell’ultimo anno il numero dei profughi partecipanti al laboratorio Senza Confini è diminuito considerevolmente, anche a causa degli effetti del Decreto Sicurezza, ma la Casa del Teatro continua comunque a essere un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere l’altro; sia esso migrante, straniero o semplicemente più anziano, più giovane o di diversa estrazione sociale. «Parliamo di teatro partecipato perché vogliamo condividere contenuti, riflessioni e obiettivi con tutti coloro che vogliono farlo, senza però dimenticare il divertimento, l’ironia, la curiosità – spiegano gli organizzatori – Attraverso un processo creativo di collaborazione e partecipazione alle azioni teatrali in un gruppo ampio ed eterogeneo si crea un senso sociale di comunità: la solidarietà può essere vissuta, gli individui possono parlare ad alta voce».

Il laboratorio si svolge ogni giovedì alle ore 20 alla Casa del Teatro

Senza Confini è il modo con cui il teatro può concretamente e direttamente contribuire alla costruzione di una comunità solidale e aperta. «È lo spazio dove incontrare, scambiare, conoscere – proseguono i responsabili del Teatro Due Mondi – È un progetto per tutti coloro che vogliono, in prima persona, affrontare le sfide che questi anni ci propongono: un mondo che cammina incontra una vecchia Europa tentata dalla chiusura, dai muri, dalle frontiere. Chi vuole attraverso l’arte contribuire a costruire un’ipotesi di convivenza multiculturale, trova in Senza Confini un tempo comune dove imparare, in gruppo e passo dopo passo, a rendere possibile un mondo giusto, condiviso, vivo». Un’esperienza arricchente a cui tutti possono partecipare, ogni giovedì sera, alla Casa del Teatro di Faenza (via Oberdan, 9A) dalle ore 20 alle ore 22.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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