Rontana: sabato 19 agosto visita guidata agli scavi

Un modo per entrare a contatto diretto con la Storia ripercorrendo mille anni indietro nel tempo. E’ in corso, presso il sito archeologico del castello di Rontana, l’undicesima Campagna di Scavi. Sabato 19 agosto 2017 il sito resterà aperto al pubblico, dalle 9 alle 13, per una visita guidata. Il ritrovo sarà direttamente sullo scavo, in prossimità della croce, sulla sommità del Monte Rontana. Lo scavo è condotto da ricercatori dell’università di Bologna con la collaborazione di una trentina di laureandi provenienti da diverse realtà universitarie.

Gli scavi condotti da un team dell’università di Bologna

I resti rinvenuti ne rilevano la struttura architettonica ma molto spesso i “resti” di materiale e manufatti aiutano a costruire il tessuto sociale e politico dell’epoca. Il lavoro è condotto da ricercatori dell’università di Bologna (sezione di Archeologia, Dipartimento di Storia Culture e Civiltà, U.O.S.di Ravenna) sotto la direzione del professore Enrico Cirelli e coordinato sul campo dalla dottoressa Debora Ferreri. Vi partecipano studenti, di varie università italiane, che provano e applicano sul campo le procedure di analisi studiate sui manuali. Lo scavo costituisce, quindi, un ruolo fondamentale anche per la formazione degli studenti stessi. La campagna di scavi è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola e del Comune di Brisighella.

Il Castello di Rontana venne costruito nel X secolo

Rontana è un castello che si trova nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, nella provincia di Ravenna. Il sito fu costruito nel X secolo sulla cima di un’altura che domina la Vallata del Lamone, a pochi chilometri da Faenza e lungo la viabilità che collegava l’area adriatica con la Toscana. Nel 2007 l’università di Bologna ha avviato una progetto di ricerche archeologiche e le indagini hanno consentito di riportare alla luce i resti della Rocca, sull’area sommitale, e di numerose sepolture associate a un piccolo edificio religioso scoperto solo nel 2013. Sono inoltre state identificate le tracce della prima fortificazione in legno, alcune case-torri e diverse abitazioni in pietra lungo tutto il circuito murario e nel borgo. Nel pozzo centrale del cortile della Rocca sono stati recuperati inoltre numerosi reperti smaltati appartenenti alle ultime fasi di vita dell’insediamento, distrutto da un’armata pontificia nel 1591.

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