Roberto Matatia (Pd): “La mia candidatura per una Faenza inclusiva e con una piazza vitale”

Scende in campo per la prima volta in politica in queste elezioni amministrative il faentino di origine ebraica Roberto Matatia, imprenditore, laureato in Giurisprudenza, scrittore e giornalista. Matatia figura nelle liste del Partito Democratico a sostegno di Massimo Isola, ed è balzato anche di recente nelle cronache per la sua attività come conferenziere e scrittore, ma anche per aver subito diverse discriminazioni antisemite, sia a Faenza sia lungo tutta la Penisola. Nato a Faenza nel 1956, dove risiede, nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro, “I vicini scomodi” (romanzo che racconta la vita di un ramo della famiglia paterna dell’autore durante il periodo nero delle Leggi Razziali e della strage della Shoah), con la Casa editrice Giuntina, oggi alla quinta ristampa. Ospite diverse volte in televisioni private, in radio nazionali e di diverse zone d’Italia, nel 2018 vince il premio letterario internazionale Montefiore.

Roberto Matatia: “Sono per una città aperta e inclusiva”

Una città aperta, inclusiva con al centro una piazza vitale sia a livello di idee sia a livello economico: questi i punti principali su cui vuole impegnarsi il candidato Pd. «Per 40 anni ho fatto il commerciante – spiega Matatia – e ho visto tante aziende sorgere ma anche tante chiudere. Quando si chiude in negozio tutta la città vive questo momento come un lutto, perché è la vitalità della piazza che piano piano sparisce con esso. Con questa candidatura mi sono messo in gioco perché ho pensato che è molto più facile piangersi addosso che pensare concretamente a delle idee su cosa fare per portare vitalità nella nostra piazza, che è il più antico centro commerciale della storia ma anche il luogo principale per scambiarsi idee e opinioni. Da qui l’idea di impegnarmi politicamente per cercare nuovi strumenti con cui far vivere la piazza giorno dopo giorno. Questo si può fare portando cultura nel centro storico con dibattiti e incontri».

Attività di scrittore e conferenziere, che l’ha portato a girare lungo tutta Italia

L’altro aspetto sottolineato da Matatia è quello di una città inclusiva, idea che da anni promuove con la sua attività di scrittore e conferenziere. «Da tanti anni mi impegno per portare in tutta Italia non solo la mia testimonianza, ma per approfondire in generale le storture dell’umanità che, in senso ampio, hanno portato persecuzioni. Ho subito diversi episodi discriminatori, sia da parte di destra che di sinistra, in questi anni perché considerato diverso e, al di là delle mie esperienze personali, anche a Faenza ci sono tante persone che vengono ritenute estranee da altre. Riprendo un po’ il concetto dei muri: oggi c’è chi vuole creare attorno alla nostra città delle barriere che non siano includenti, per tenere lontani gli altri. Io la penso diversamente: l’uomo è fatto per comunicare e relazionarsi con gli altri. Anche per questo mi sono proposto a Faenza, per creare situazioni in grado di favorire incontri e scambi culturali tra le persone e non è un sogno». Matatia al proposito cita la propria esperienza personale: sposato con Silvia, cattolica, ha creato un nucleo famigliare in cui le differenze, religiose in questo caso, non rappresentano un ostacolo ai tanti punti in comune. «Questo approccio va ricercato non solo nel microcosmo famigliare, ma anche all’interno di tutta la città: nel momento in cui sento che si vuole rendere la città “Cristiana e libera” io di conseguenza vengo escluso da questo progetto. Non mi piace la caccia al voto degli elettori cattolici».

Massimo Isola: “La sua candidatura porta a riflettere su temi su cui vale la pena ancora spendersi”

Un ruolo chiave per la candidatura di Roberto Matatia l’ha avuta lo stesso Massimo Isola. «Con Roberto ci troviamo di fronte a piccola e grande questione politica – spiega Isola – e la sua candidatura ci aiuta a riflettere su tanti temi ancora al centro del dibattito europeo come l’antisemitismo. A Faenza in questi anni, anticipando i tempi, abbiamo fatto un grande lavoro sul Giorno della Memoria che è diventato un vero e proprio mese di eventi e approfondimenti. Vogliamo una città che riconosca i giusti diritti e doveri e lavoreremo per dare alla città una piazza ancora più vitale e sicura, stando attenti contestualmente a ridarle un valore economico-commerciale fondamentale per tutti gli imprenditori che hanno la propria attività nel centro storico».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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