Richiedenti asilo a Faenza: 10 domande e 10 risposte

Dieci domande e dieci risposte per capire e approfondire la situazione dei richiedenti asilo a Faenza al 31 agosto 2016.  Un aggiornamento del dossier Faentini e migranti di cui Buonsenso@Faenza si è occupato negli scorsi mesi. Chi sono? Quanti sono? Perchè alcuni si trovano nella residenza per anziani “Il Fontanone”?  Cosa fanno tutto il giorno? Spunti per capire, conoscere e non banalizzare un fenomeno di cui si legge tutto e il contrario di tutto. 

1.Chi è un richiedente asilo?

È una persona che, fuori dal proprio Paese d’origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Il richiedente rimane tale finché le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale non decidono in merito alla domanda di protezione. In genere ci vogliono fra i sei mesi e un anno di tempo. Nel 2015 sono stati in 83.970 a chiedere protezione internazionale in Italia e nello stesso anno le domande accolte sono state il 42%.

2.Quanti sono i richiedenti asilo a Faenza e chi li segue?

I richiedenti asilo ospitati a Faenza e comprensorio sono 249: di questi, 80 sono in carico all’Azienda Servizi alla Persona (ASP) della Romagna Faentina (dislocati in diversi appartamenti e strutture fra Faenza, Solarolo, Pieve Cesato e Casola Valsenio), 40 al titolare dell’albergo Antica Corona di Casola, 30 presso la Caritas di Faenza, 21 presso la Misericordia di Castel Bolognese. Altri si trovano nelle strutture della cooperative Zerocento, Teranga, “Francesco Bandini” e dell’associazione Mondo Invidiso.

3.Da dove vengono e che lingua parlano?

I richiedenti asilo presenti nel territorio faentino provengono principalmente da Nigeria, Mali, Gambia, Costa d’Avorio, Pakistan e Bangladesh. Tutti parlano come prima lingua idiomi locali (bambara in Mali, ad esempio), molti parlano come seconda lingua l’inglese (Nigeria, Gambia, Pakistan, Bangladesh) o il francese (Mali, Costa d’Avorio).

4.Perchè l’ASP è un gestore dei percorsi di accoglienza dei richiedenti asilo a Faenza?

L’ASP è un ente pubblico che si occupa di tutela degli anziani e di housing sociale, mentre normalmente sono i Comuni a dover gestire la presenza di richiedenti asilo sui loro territori. Alla fine del 2015 l’ASP è stata individuata dai sei Comuni dell’Unione della Romagna Faentina, che sono soci dell’ASP e ne detengono le quote di rappresentanza, come lo strumento per gestire in modo coordinato la presenza dei richiedenti asilo sul territorio del comprensorio. L’obiettivo è quello di inserirli nel distretto faentino attraverso la presenza di piccoli nuclei (appartamenti dove vivono 5-10 persone). Il 16 novembre 2015 la Prefettura di Ravenna e l’ASP della Romagna Faentina hanno firmato una convenzione in merito.

5.Perchè ce ne sono alcuni al quarto piano della residenza per anziani “Il Fontanone”?

I 20 richiedenti asilo presenti al quarto piano del Fontanone sono stati inseriti perché nell’immediato non era possibile trovare un appartamento disponibile ad ospitarli (come invece l’ASP ha fatto a Solarolo, Pieve Cesato e Casola). La dirigenza dell’ASP e i sindaci dei Comuni hanno ritenuto questa opzione preferibile alla realizzazione di una tendopoli, come è invece avvenuto a Lugo e Ravenna sull’onda dell’emergenza.

6.Hanno occupato posti riservati agli anziani?

No, il quarto piano della casa di riposo è vuoto da 10 anni. Nel 2012 il quarto piano era già stato utilizzato per ospitare alcuni emiliani sfollati a causa del terremoto. Ad oggi i richiedenti asilo accedono ai loro appartamenti con un ascensore diverso da quello usato dagli utenti della residenza per anziani.

7.Quanti soldi vengono spesi per loro dallo Stato?

L’ASP e ogni ente gestore di un percorso di accoglienza (in attesa del pronunciamento della Commissione in merito all’asilo) una quota pari a 35 euro per coprire tutte le spese. I 35 euro quindi devono coprire: vitto, alloggio, vestiario, effetti per la cura e l’igiene personali, assistenza sanitaria, assistenza legale, servizi per l’integrazione (insegnamento dell’italiano), pocket money giornaliero per altre spese (2,50 euro a testa al giorno).

8.Cosa fanno i richiedenti asilo tutto il giorno?

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Alcuni richiedenti asilo al lavoro come volontari alla sagra di Reda

Di base devono seguire le procedure del percorso di richiesta d’asilo (principalmente di natura sanitaria e legale) e occuparsi dell’appartamento in cui vivono. Il resto della giornata è tempo libero che possono impiegare nell’imparare l’italiano (partecipando ai percorsi di integrazione) e nel prestare lavoro come volontari in enti (sfalciare il verde pubblico per i Comuni, aiutare il servizio manutenzione dell’ASP…) o associazioni (lavorare a una sagra, come nel recente caso di Reda…). Infatti un richiedente non può stipulare un contratto di lavoro fino a 6 mesi di permanenza in Italia, ed anche dopo è vincolato a specifiche condizioni. In sostanza il volontariato diventa l’unica vera occasione per socializzare con persone che non siano coinvolte direttamente nel percorso di accoglienza, e per imparare l’italiano. Al contrario, per il richiedente asilo che si macchia di reati penali è prevista l’espulsione.

9.A cosa serve il wifi ai richiedenti asilo a Faenza?

Avere una connessione internet è sicuramente una fonte di svago, tuttavia per chi possiede uno smartphone ed è distante migliaia di km dal paese di origine diventa il modo più veloce ed economico per rimanere in contatto con amici e parenti, che potrebbero trovarsi in situazioni di bisogno o di pericolo. Bisogna sottolineare che la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo non proviene da zone dove la tecnologia non è arrivata, ma anzi da paesi dove vi è una vasta copertura di connessione dati per cellulari.

10.Cosa ne pensano i partiti politici?

Forza Nuova e Lega Nord hanno protestato fortemente per la presenza di richiedenti asilo sul territorio faentino, ed in particolare per la decisione di alloggiarne alcuni al Fontanone. Anche Alessio Grillini di Io Faentino ha affermato la propria contrarietà. Il PD ha sostenuto invece la scelta dei sindaci.

Fonti:
– Intervista alla dirigente della Prefettura di Ravenna, Maria Rosaria Mancini, pubblicata su “Il Resto del Carlino”, 20 agosto 2016
– Intervista a Giuseppe Neri, direttore Asp, apparsa su “Il Resto del Carlino”, 25 agosto 2016
 

Un pensiero riguardo “Richiedenti asilo a Faenza: 10 domande e 10 risposte

  • 16 settembre 2017 in 18:12
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    Quindi il PD, la lega, forza nuova e io faentino sarebbero gli unici partiti rappresentati in consiglio ?

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