Report del confronto tra i 4 candidati sindaco di Faenza del 7 settembre

Come guideranno Faenza nell’affrontare, nell’immediato e nel futuro, i temi della scuola, sanità e lavoro? Si è svolto lunedì 7 settembre il dibattito pubblico tra i quattro candidati sindaco di Faenza curato da Settesere. A confrontarsi, nello spazio all’aperto degli ex Salesiani, sono stati Paolo Cavina (centrodestra), Roberto Gentilini (Potere al Popolo), Massimo Isola (centrosinistra) e Paolo Viglianti (Pci e Rifondazione). Dopo un primo excursus sul tema del referendum del taglio dei parlamentari – Viglianti e Gentilini sono per il ‘No’; Isola per il ‘Sì’; mentre Cavina non ha espresso direttamente il proprio pensiero in quanto rappresentante di un’ampia coalizione – e sul tema “quote rosa” – ricordiamo che i sette componenti della giunta faentina devono per legge prevedere almeno tre donne – il dibattito è entrato nel vivo.

Che tipo di Faenza propongono i candidati?

In tutto sono stati nove i punti toccati dalla serata, condotta dal direttore di Settesere Manuel Poletti: scuola, sanità, lavoro, ambiente e giovani, inclusione, sicurezza, Unione dei Comuni, ceramica e Palio, su ognuno di questi un candidato aveva tre minuti per poter presentare il proprio progetto programmatico. Cosa emerge da questa serata? Da un lato Gentilini propone alla città un cambiamento totale, che rompa l’asse di potere dei partiti maggioritari del Paese (in particolare Pd-Lega, “due facce della stessa medaglia”) per abbracciare un’idea di città in cui al centro è il lavoratore più debole e il rispetto di ogni tipo di diversità, una scelta per certi. versi emotiva e coraggiosa. Sulla stessa linea – e non potrebbe essere diversamente, essendo due candidati fortemente contro l’attuale sistema economico dell’area di estrema Sinistra – ma con approccio più razionale e ponderato, le proposte di Viglianti: favorevole comunque ad affrontare alcuni temi come la sicurezza (“servono più forze di Polizia sul territorio), il sostegno alle imprese (“ma non a pioggia”), il sostenere i lavoratori stranieri semplificando gli iter burocratici.

Venendo ai due maggior competitor della campagna elettorale faentina, i due modelli contrapposti tra le coalizioni di centrodestra e centrosinistra sono abbastanza evidenti, pur avendo tanti punti in comune del programma, in particolare su scuola e sanità. Da un lato Paolo Cavina vuole ricucire alcuni aspetti della città soprattutto dal punto di vista interno (la lotta al degrado di alcune aree urbane per favorire al tempo stesso sicurezza e promozione turistica, l’ascolto alle necessità delle imprese locali, il riportare alcuni Servizi dell’Unione in capo a Faenza per essere più vicini ai cittadini); Isola è sembrato più proiettato verso l’esterno e la necessità di Faenza di fare sistema con altre realtà territoriali (non solo per quanto riguarda l’Unione, ma ora in ambito sanitario – per salvaguardare l’ospedale in sinergia con l’Ausl – ora in ambito occupazionale – con il fare rete tra enti e imprese per intercettare i fondi del Recovery Fund – ora in ambito culturale – con la promozione del modello vincente di AiCC anche in altri ambiti). Anche su questa partita – tra una Faenza più proiettata verso l’interno e una più proiettata verso l’esterno – si giocherà la sfida elettorale.

Scuola

Divergenze sul sostegno alla scuola paritaria: fortemente contrari Viglianti e Gentilini. Tra gli obiettivi comuni l’azzeramento della lista d’attesa ai nidi e il mettere mano agli edifici scolastici per garantire una scuola in sicurezza.

Cavina: Il tema della scuola è legato anche a quello della formazione. Si tratta di un tema molto importante per la nostra città. Ecco i tre punti che affronteremo nell’immediato: costituire un tavolo istituzionale di confronto tra i dirigenti scolastici per monitorare le esigenze del territorio. Un altro punto che potenzieremo è quello legato all’infanzia: vorremmo trovare la maniera di fornire scuola materna e nido gratuito alle famiglie, si tratta di un servizio importantissimo. Poi dobbiamo mettere mano agli istituti, ci vengono lasciati in eredità alcuni edifici che non sono messi affatto bene e dovremo trovare subito risorse per ristrutturarli e garantire accesso in sicurezza ai ragazzi.

Viglianti: Noi partiamo l’idea di difendere e potenziare la scuola pubblica, diminuendo le risorse alla scuola privata. Vanno messi in sicurezza gli istituti. La decisione di spostare le otto classi dell’istituto Carchidio in un edificio privato è legittima, ma mi chiedo se non c’erano altri spazi pubblici per ospitare queste classi: verranno infatti spesi 300mila euro, ed era meglio investire queste risorse in spazi pubblici

Isola: Quello della scuola è un tema decisivo, è di tutti e per tutti. E’ la scuola pubblica ma anche paritaria, così come la scuola della formazione e terza età; è il perno della società civile. E’ lì che si crea la parità e si lotta per disuguaglianza. Le prime tre azioni sono legate al Covid: servono nuovi spazi subito e per i prossimi cinque anni con i fondi che ci verranno dati a disposizione. Dovremo dare poi più risorse al pre e post scuola: i ragazzi dovranno gratuitamente poter entrare prima o dopo. Inoltre sugli scuolabus bisogna intervenire subito per renderli più accessibili e a minor spesa. Poi c’è la lotta per azzerare le liste d’attesa, una lotta che dobbiamo rendere strutturale. Metteremo in campo poi misure contro l’abbandono scolastico: si tratta di una piaga drammatica e dovremo lavorare molto con le associazioni.

Gentilini: Anche per noi la scuola è fondamentale; è la base su cui si costruisce il futuro. I finanziamenti devono essere coinvogliati nella scuola pubblica, di modo di dare a chi più ha bisogno i servizi della scuola. Bisogna avere la garanzia di avere integrazione all’interno della scuola, e anziché cementificare bisogna investire in questo ambito.

Sanità

Per Gentilini Pd-Lega su questo (e altri temi) sono facce negative della stessa medaglia. Per Isola fondamentale il dialogo con Regione e Ausl per garantire i servizi all’ospedale di Faenza, arriva inoltre la proposta di una terza ambulanza h24. Cavina sottolinea la necessità di una seconda Casa della Salute e un maggior sostegno agli anziani; Viglianti critica il sostegno alle strutture private fatto in questi anni. 

Viglianti: Il problema della sanità ha tre livelli d’intervento: nazionale, regionale e locale. Come per la scuola, bisogna rafforzare la difesa della sanità pubblica, è decisivo. Abbiamo assistito a tagli pesantissimi alla sanità pubblica e incombe l’autonomia differenziata proposta da Bonaccini che andrà a colpire la sanità pubblica rispetto alla privata, inseguendo il modello fallimentare lombardo. Dobbiamo poi puntare a un welfare diretto ai cittadini, che oggi è affidato spesso ad associazioni umanitarie, lodevoli ma che rappresentano una mancanza dello Stato. Dobbiamo ripotenziare il welfare locale, e le famiglie vanno aiutate in maniera concreta.

Cavina: Da sempre abbiamo manifestato più volte la voglia di batterci per mantenere forte i servizi del nostro ospedale. Dobbiamo mantenere le nostre eccellenze, mentre invece negli ultimi anni i nostri Primari sono dovuti andare altrove. Dobbiamo tenere un ospedale che faccia nascere i nostri bambini e al momento siamo sotto la soglia della legge per tenere i punti nascita. L’altro aspetto è legato al mondo sociale: dobbiamo dare spazio alle fragilità della terza età. Vorremmo potenziare un’altra Casa della Salute. Abbiamo inoltre fatto la proposta di un progetto co-housing per anziani che permetterebbe di aiutare le persone in difficoltà. Poi abbiamo il tema della disabilità: dobbiamo dare risposte in questo settore. Abbiamo incontrato numerose associazioni convinte che serva fare rete per sostenere questo mondo e per dare risposte al dopo di noi.

Gentilini: La sanità è un punto dolente, con 37 mld di tagli subiti da vari Governi. La sanità di Faenza è obsoleta, in provincia ci sono tre ospedali e quello di Faenza è quello più razionalizzato. La situazione sta diventando sempre più problematica, con liste di attesa sempre più lunghe. La sanità deve essere primariamente pubblica, troppi ospedali privati stanno diventando troppo importanti a discapito delle persone che non se li possono permettere. Il Pd e la Lega sono facce della stessa medaglia su questa situazione, e questo ha aggravato la situazione anche a Faenza.

Isola: E’ la questione delle questioni, che ha a che fare con la nostra vita quotidiana. Noi siamo quelli che sei mesi fa dicevano che l’Emilia-Romagna avesse bisogno di una sanità pubblica, altri invece dicevano di voler privatizzare la sanità dell’Emilia-Romagna. Abbiamo visto col Covid quello che è successo e le differenze. Noi vogliamo cambiarla questa sanità, ma non vogliamo farlo contro il resto del mondo. Riempiremo i nostri ospedali solo se saremo autorevoli e dialogheremo con gli altri territori. Da soli non ci si porta a casa niente. E’ questo il momento di costruire, ma dobbiamo fare richieste specifiche. La pediatria deve partire immediatamente. Insieme all’Ausl dovremo lavorare con la Casa della salute. Tutte le nostre ambulanze devono essere h24. Dobbiamo chiedere all’Ausl un piano sui primariati mancanti, ma dobbiamo risolvere questi ambiti con vari step e con intelligenza. Vorremmo potenziare il polo di Infermieristica a Faenza, tramite un policlinico diffuso. Infine un piano di digitalizzazione e tecnologia, dobbiamo alfabetizzare i cittadini.

Lavoro

Come alla domanda precedente, Gentilini critica il sistema di potere ‘Pd-Lega’ e sottolinea l’importanza di aiutare i lavoratori, prima ancora che le imprese. Isola punta su mettere in connessione realtà esistenti per promuovere la Carbon Valley dei materiali compostiti e sottolinea l’importanza del tema energetico. Cavina propone una maggiore semplificazione della Pubblica Amministrazione e afferma la necessità di un’Amministrazione che ascolti veramente i bisogni delle imprese. Viglianti crede nella necessità di un maggior marketing promozionale delle imprese faentine. 

Gentilini: Dove avete fatto il deserto vogliamo tornare a respirare. Potere al Popolo è nata nel 2017 e vogliamo lottare contro le discriminazione. Pd e Lega obbediscono solo al mercato e alle imprese. Nella nostra città sono troppo le aziende che hanno chiuso i battenti. Dove eravate in questi dieci anni? E’ vero che un’Amministrazione non può fare tutto, ma molte imprese hanno deciso di delocalizzare in maniera brutale e questo non è giusto. Noi siamo per i lavoratori e queste problematiche sono importanti. C’era una volta l’articolo 18, ma dove è finito? C’è stato un crollo di diritti, ma questi sono problemi per i quali i giovani non riescono ad emanciparsi. Non basta aiutare le imprese, ma anche le persone che sono il motore delle imprese.

Isola: Dobbiamo essere più attrattivi, lavorando su burocrazia e urbanistica. Abbiamo bisogno di nuove realtà produttive. Abbiamo proposto di creare un distretto energetico, mettendo in connessione realtà già esistenti. Investiamo sui soggetti che creano occupazione, è il caso della Carbon Valley dove c’è un ampio spazio di mercato, che può aiutare sia nell’economia circolare sia nell’occupazione. Investiamo sulle opportunità di risorse provenienti del Recovery Fund: quelle risorse le prenderanno le realtà migliori che sapranno fare sistema. Aiutiamo dunque Romagna Tech a supportare le imprese in questo. Investiamo sulla formazione: ci saranno giovani che dovranno riconvertirsi nel mondo del lavoro e dovremo formare nuove competenze. Poi c’è il bonus 100% che se facciamo squadra riusciremo a intercettare. Su questo tema, come Comune vogliamo aiutare le realtà faentine a elaborare la diagnosi energetica.

Cavina: Credo che il nostro territorio abbia ancora delle belle aziende, ma che lamentano diversi problemi. E’ finito il tempo delle chiacchiere, dobbiamo dare risposte concrete a queste aziende. Da cinque anni sento parlare in consiglio comunale di semplificazione ma le imprese ricevono sempre dei ‘No’ da parte dell’Amministrazione, mentre oggi bisogna essere veloci a dare risposte. Serve un’Amministrazione al servizio delle aziende, altrimenti non ne usciamo, dobbiamo analizzare concretamente questi problemi e chi non ha mai lavorato non può sapere come si fa. Per dare maggior risposte metteremo in campo una squadra di lavoratori attenta in ogni settore. Questo è quello che serve a questo territorio.

Viglianti: E’ un momento di crisi che durerà ancora a lungo. L’idea è quella di lavorare per evitare finanziamenti una tantum (così come si è fatto con la riduzione di Imu e Tari, che non serve a niente). Dobbiamo investire nel rilancio dell’occupazione, l’occupazione vera, che permetta alle famiglie di vivere in maniera dignitosa. E’ importante rilanciare il centro storico: solo se è ripopolato le aziende potranno sopravvivere. La gente deve vivere la città attraverso i suoi piccoli commercianti, nel quotidiano. Ci sono delle eccellenze che vanno rivalutate e il territorio dell’Unione in questo è splendido. Possiamo puntare al rilancio della città con una campagna di marketing, dobbiamo fare attrazione e questo è uno dei punti dolenti della città.

Giovani e Ambiente

Isola punta su un cambio di paradigma che coinvolga digitale, mobilità e sostenibilità; Viglianti ribadisce l’importanza in toto del tema ambientale come priorità; Gentilini punta a un servizio di trasporto pubblico gratuito nel Comune e Cavina sottolinea la forte componente giovanile nella sua lista. 

Isola: La nostra generazione ha creato un modello che oggi va cambiato. Abbiamo bisogno in questo percorso dei giovani e della loro spinta. Ci sono tanti elementi oggi che ci indicano l’emergenza che è in atto. Noi oggi dobbiamo dare dei segnali: rimettiamo l’ambiente al centro del dibattito. Investiamo sulla Smart City e il digitale per vivere in maniera più sostenibile, così come mettiamo in campo nuovi progetti di mobilità come bike to work. Lavoriamo sul Green go bus, portiamo nelle scuole l’educazione ambientale e la sostenibilità. Serve un cambio di paradigma: finiamo di mettere a confronto tre posti auto o una pista ciclabile. Non si risolve così il problema. Puntiamo sulla raccolta differenziata e facciamo risparmio energetico.

Viglianti: Nel nostro programma c’è un capitolo completo sui giovani. Noi dobbiamo coinvolgere i giovani nelle scelte dell’Amministrazione in modo tale che possano attivarsi e partecipare alle attività dell’Amministrazione. Riguardo all’ambiente, crediamo nell’economia circolare, la raccolta differenziata, la riqualificazione degli spazi. Sicuramente su questo crediamo e combatteremo.

Gentilini: I giovani sono la risorsa più importante della nostra società, sono lo stimolo della nostra società. Siamo contentissimi che i giovani siano parte attiva della società. L’ambiente nel nostro programma è citato in maniera esaustiva: dobbiamo triplicare le linee del bus per coprire i trasferimenti nelle scuole. Renderemo il biglietto gratuito ai mezzi di trasporto nel territorio comunale a tutti, tagliando poi i posti auto occupandoli con piste ciclabili. L’ambiente è fondamentale per la società, Faenza negli ultimi anni su questo tema ha avuto diversi problemi, si investono soldi nella cementificazione e non per l’ambiente. Ci sono tante unità immobiliari vuote che si possono recuperare calmierando i prezzi degli affetti.

Cavina: Nelle nostre liste abbiamo tanti ragazzi giovani che sono il futuro della città e mettersi in gioco in politica non è facile, come vedo sui social dove vengono attaccati continuamente. Ci sono persone che obbligano i giovani a votare in un certo modo, e so che è così. Se non creiamo posti di lavoro, i nostri giovani studiano qui e vanno poi a lavorare fuori, e vanno aiutati per realizzarsi nel nostro territorio.

Inclusione

Gentilini ribadisce la necessità di lottare contro tutte le discriminazioni; Cavina sottolinea l’importanza di favorire un’immigrazione regolare; Viglianti propone di aiutare i lavoratori stranieri nelle procedure burocratiche mentre Isola propone di superare la Consulta degli Stranieri, non più adatta alle necessità del presente. 

Gentilini: Noi siamo per sostenere tutte le persone, non facciamo distinzioni. Lottiamo contro ogni forma di discriminazione. Bisogna imparare a includere fin da bambini, ma non bisogna avere paura del diverso. Spesso noi stessi siamo maleducati nel nostro piccolo e persino tra di noi ci escludiamo a vicenda. A forza di escludere rimaniamo soli.

Cavina: L’integrazione per me è accogliere un’immigrazione regolare. Chiunque si trovi regolarmente nel nostro territorio ha gli stessi diritti e doveri. Io stesso ho vissuto realtà importanti multiculturali nella mia azienda. Abbiamo un settore che è quello agricolo che sopravvive solo grazie a queste persone. Mi impegnerò a cercare di dare la possibilità a tutti di creare il proprio futuro sul territorio: chi lavora qui onestamente secondo me è un valore. L’Africa non può stare dentro l’Italia, ma chi arriva ed è regolare e fa quello che chiede la Legge italiana per me ha i miei stessi diritti.

Viglianti: I posti di lavoro di fatica o umili oggi sono solo di lavoratori stranieri. Occupano posti di lavoro che altrimenti non sono coperti. Gli immigrati sono dunque lavoratori tosti e occupano lavori che noi abbiamo dimenticato. Noi dobbiamo fortemente semplificare alcune procedure perché non sia solo un aiuto assistenziale ma affinché sia il passo completo per l’integrazione.

Isola: Inclusione per me significa tenere insieme, costruire una società dove persone diverse stanno insieme per costruire un mondo migliore. Per dare risposte più avanzate ai problemi che abbiamo. Le domande di oggi infatti sono cambiate, le esigenze della nostra vita quotidiana sono cambiate, viviamo in società multiculturali. Gli imprenditori hanno sofferto perchè dopo il decreto Salvini non hanno più potuto assumere immigrati nelle loro aziende. Gli stranieri della nostra città spesso in realtà sono cittadini nati qui, e dobbiamo aiutarli nel percorso di alfabetizzazione. Nella Repubblica Italiana ci sono i diritti e ci sono i doveri. Dobbiamo superare la Consulta degli Stranieri, oggi siamo in un’altra fase e dobbiamo affrontare senza  slogan l’immigrazione, garantendo la sicurezza.

Sicurezza

Al centro il tema delle telecamere intelligenti e della video-sorveglianza unite alla necessità di un rafforzamento della Polizia locale. Gentilini precisa che il tema sicurezza non deve essere esasperato 

Isola: Senza sicurezza non si fa inclusione. Senza sicurezza una parte della società, i più deboli, abbandonano la comunità. In questi anni sono state installate a Faenza numerose telecamere di video-sorveglianza che hanno dato risultati; in particolare con le telecamere intelligenti. In questa direzione dovrà andare un investimento. Dovremo mettere in rete in modo nuovo questi strumenti per far girare più velocemente le informazioni. Dobbiamo investire nei varchi che leggono le targhe. Dobbiamo illuminare di più gli spazi urbani e viverli di più, in tal senso va il nostro progetto di riqualificazione della Cavallerizza. Fondamentale è aumentare l’organico polizia locale e i controlli di vicinato.

Gentilini: Se si tratta di sicurezza di tutti i lavoratori ok, ma su questo tema bisogna stare attenti. L’eccessiva sicurezza può portare a conseguenze inimmaginabili, sull’esempio americano, dove comunque la criminalità non cala. La sicurezza parte dall’integrazione, è risolvendo le problematiche spicciole che si ottiene sicurezza, ma non è un tema che va esasperato.

Viglianti: Nel 2008 ho subito un furto in casa e non è stata una bella esperienza. Io non credo che le telecamere siano la soluzione, certo aiutano, ma i professionisti non vengono certo fermati in questo modo. Meglio aumentare le presenze delle forze dell’ordine pubblico per presidiare tutto il territorio.

Cavina: I faentini hanno il diritto di vivere una città sicura. La mia famiglia ha subito tre furti in tre anni e so cosa significa questo. Dobbiamo mettere in campo risorse economiche per aumentare le forze della Polizia municipalizzata per dare più sicurezza al nostro territorio. Servono inoltre più telecamere per la video-sorveglianza. La sicurezza va poi di pari passo con il degrado, alcune zone di Faenza sono in uno stato pietoso, in particolare nei parchi. La sicurezza si ottiene avendo cura di questi spazi, dove altrimenti emerge il disagio. Dobbiamo liberare risorse umane per avere invece più forze sul territorio. Ci vuole anche un tavolo sulla sicurezza, che non sia solo a livello provinciale.

Unione dei Comuni

Unione promossa pienamente da Isola e Gentilini, favorevoli anche all’allargamento a Modigliana e Tredozio; per Viglianti ci sono ancora problemi di rappresentanza – e chiede debba passare per voto elettorale – Cavina più critico e ritiene sia necessario riportare alcuni Servizi in capo ai rispettivi Comuni.

Viglianti: Io ho un concetto di Amministrazione pubblica intesa non come gabelliere. Il governo della cosa pubblica non deve essere una controparte della cittadinanza. Ci vuole massima collaborazione, dobbiamo favorire il colloquio coi cittadini. Sull’Unione è fondamentale che rimanga, in questi anni ha portato vantaggi, ha prodotto anche alcune criticità che però possono essere migliorate. C’è un problema di rappresentanza all’interno dell’Unione e lo Statuto va rivisto in questo senso. Occorre secondo noi un’Unione che passi attraverso il voto elettorale. Dobbiamo evitare contrapposizioni nella società e punteremo a una città coesa e solidale per affrontare le sfide di questa fase.

Cavina: Quando cinque anni fa ho iniziato il mio percorso politico, quello che mi ha spinto a farlo era riuscire a portare la rappresentanza del mio territorio più vicina all’Amministrazione. Serve mettersi al servizio del cittadino e farsi vedere al cittadino. Se non stiamo vicino ai cittadini difficilmente capiremo le loro problematiche. Anche io in consiglio comunale ho votato favorevolmente la nascita dell’Unione dei Comuni; ma oggi vediamo che ci sono problematiche. Abbiamo allontanato alcuni servizi della nostra città. Il Pug (piano urbanistico generale) deve essere unico tra i Comuni, ma alcuni servizi vanno riportati “a casa” per essere più veloci nelle risposte. Al momento non possiamo prendere in considerazione l’inclusione di Modigliana e Tredozio, prima dobbiamo capire come rendere più efficiente l’Unione.

Isola: Credo che l’Unione dei Comuni sia la nostra casa, ne fanno parte sei Comuni che condividono la stessa vita quotidiana. I cittadini di Brisighella, Casola e Solarolo, per esempio, usano le nostre scuole, le nostre strutture sanitarie. Sono i cittadini che utilizzano i nostri servizi, perchè il mondo è cambiato. Le realtà devono mettersi insieme per incidere sulla realtà. L’Unione è utilissima per ottenere più risorse e spenderle meglio. Non ci sono rallentamenti a causa dell’Unione, semmai più competenze a disposizione. Oggi vediamo che Modigliana e Tredozio sono in difficoltà senza Unione dopo che il centrodestra di Forlì ha deciso di sciogliere l’Unione forlivese.

Gentilini: Siamo favorevoli all’Unione dei Comuni. Unire è meglio che dividere, e sono favorevole all’accoglienza di Modigliana e Tredozio. Il Comune deve essere vicino alle persone e sentire il loro pensiero. Noi proponiamo sportello ad hoc presso l’Ufficio Anagrafe per chi è vicino al pensionamento e lo aiuti a inoltrare la domanda all’Inps. Il Comune può avere questa figura di babbo che aiuta le persone a esercitare i propri diritti. Se si è eletti sindaci bisogna rispettare la Costituzione italiana, in cui è presente la legge Cirinnà. Bisogna finire con la filippica della famiglia naturale. Bisogna tutelare anche le unioni particolari, in questo modo si è vicini alle diversità e quindi ai cittadini.

Ceramica

Riconosciuto il ruolo fondamentale della ceramica per Faenza, Gentilini propone maggior sostegno alle piccole botteghe artigiane; Isola punta a consolidare e ampliare il percorso fatto come AiCC e Strada Europea della Ceramica; Cavina ritiene sia fondamentale rivitalizzare, anche attraverso la ceramica, il centro storico in sinergia con Faenza C’entro; per Viglianti Made in Italy può essere replicata come modello più volte lo stesso anno. 

Gentilini: Cultura e ceramica sono un viatico importante della città, è il suo biglietto da visita. Faenza ne deve essere orgogliosa. Abbiamo il Mic, Argillà, Made in Italy, il liceo Ballardini. Bisogna però aiutare anche le piccole botteghe artigiane che danno lustro alla città. Dalla cultura si parte poi per educare le persone a essere parte integrante della comunità.

Isola: Ho dedicato un pezzo di questi anni al mondo della ceramica, prima a Faenza, poi in Italia e poi in Europa. Ho ricostruito un rapporto di amore e passione tra i faentini e la ceramica; e ho cercato di portare Faenza a guidare il sistema della ceramica in Italia e in Europa. Questo ruolo viene dato per l’autorità che uno ha e non per il passato. Non dobbiamo fermarci però. La ceramica racconta chi siamo stati e chi siamo oggi, dobbiamo continuare a guidare l’AiCC con la quale abbiamo intercettati finanziamenti regionali ed europei. Abbiamo creato relazioni e fatto turismo. Abbiamo accolto talenti e botteghe; ci siamo inventati Made in Italy 2020, che è stato un momento straordinario per la città. Il modello Argillà l’abbiamo creato noi. Non credo infine che cultura sia solo la ceramica, che è stata l’apripista di tante arti; Faenza è una città creativa e da qui la proposta di Città Creativa Unesco.

Cavina: La cultura è quell’insieme unico di sapere, arte, bellezza e tradizione. Puntiamo molto sulla cultura e all’interno della mia coalizione ci sono persone molto preparate in questo senso. Abbiamo una delle piazze più belle d’Italia ma su cui si può lavorare di più, così come sul centro storico che negli anni Novanta era molto frequentato anche da persone fuori Comune. Bisogna dare supporto a Faenza C’entro per rivitalizzare la città. Se diverrò sindaco il primo passo importante che farò sarà quella di concedere a Massimo Isola la presidenza del Museo delle Ceramiche.

Viglianti: Faenza è Palio, ceramiche, ma anche tanto altro. Il Palio è qualcosa di più della semplice sfida, è un modo di vivere la comunità. Così come la ceramica non è solo un articolo di bellezza, ma è qualcosa di più, è lavoro e dà visibilità a Faenza  nel mondo. Mi è piaciuta molto l’esperienza di domenica con Made in Italy, che potrebbe essere replicata anche più volte durante l’anno. Il Palio può essere utilizzato per scopi turistici, ma va mantenuto lo spirito che lo caratterizza senza snaturarlo.

Palio e Turismo

Viglianti più cauto su Palio come proposta turistica, potrebbe far venire meno il senso vero della manifestazione; per Gentilini va potenziata la rete bus del territorio; Isola propone di ripensare la calendarizzazione di alcune manifestazioni e di portare Faenza a guida di un’Associazione italiana di Rievocazioni storiche; Cavina crede che negli scorsi anni si potesse fare di più per sostenere il mondo rionale e il turismo faentino all’interno della Motor Valley. 

Viglianti: Il turismo in questa fase di Covid ha subito il tracollo più forte. Puntare su questa tema oggi non è facile. Secondo me puntare al Palio come elemento di attrazione turistica è difficile, e rimarco quanto detto prima: si corre il rischio di commercializzarlo facendo venir meno lo spirito comunitario che lo caratterizza.

Gentilini: Il Palio è un’esperienza bellissima, che crea una grande aggregazione. Con i Rioni bisogna interagire in questo senso, anche perchè è una delle giostre più belle d’Italia e può essere collegato al turismo grazie alle sue sfilate storiche. Unisce in maniera divertente la città. Quest’anno si è sentita fortemente la sua mancanza. Per quanto riguarda il turismo, va sostenuta in parallelo anche la rete bus.

Isola: Credo che il sistema rionale svolga un’importante funzione sociale e culturale. Poi c’è il tema turistico: credo che più parlare di Palio dobbiamo parlare di Rievocazioni storiche, per aumentare così gli arrivi e presenze. Se vogliamo costruire un progetto monitorato dobbiamo fare azioni precise: la prima è con Atp e Regione per provare a studiare come essere incidenti dal punto di vista turistico; per esempio rivalutando le giornate in cui si svolgono le Gare delle Bandiere o la Nott de Bisò. Si può proporre poi la costituzione di un’Associazione delle Rievocazioni storiche guidata da Faenza, sull’esempio dell’AiCC.

Cavina: I Rioni sono tradizione, cultura, associazionismo, volontariato. Fanno un lavoro encomiabile e accolgono al loro interno tutte le generazioni della città. Io credo che vadano aiutati anche a livello economico, anche perchè quest’anno sono stati in difficoltà. Devono inoltre contribuire con la loro attività in altre manifestazioni faentine, specie quelle estive. Sul turismo a Faenza c’è problema di ricettività: non ci sono posti letto o itinerari turistici. Mancano i depliant promozionali del territorio. Faenza non è nominata per esempio nella Motor Valley, qui manca proprio la comunicazione e dobbiamo migliorare molto sotto questo aspetto. Dobbiamo consentire al Bruno Neri di svolgere ulteriori attività e costruire un maneggio nella zona della Graziola.

 

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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