Referendum costituzionale: ecco i 4 relatori dell’1 settembre

Una prima occasione di confronto fra i sostenitori della Riforma Boschi e chi invece è contrario. Giovedì 1 settembre, alle ore 21 all’auditorium di Sant’Umiltà in via Pascoli, si terrà il primo dibattito in merito alla revisione costituzionale approvata dal Parlamento nella primavera 2016. La serata è organizzata dalla lista civica Insieme per Cambiare, che alle scorse comunali appoggiò Giovanni Malpezzi e raccolse quasi il 7% dei voti (e portando l’avvocato Domizio Piroddi al ruolo di assessore all’urbanistica). Come spiegato dalla coordinatrice Maria Rita Sartoni, la lista civica non aderisce a nessun comitato ma sostiene fortemente l’idea di una più alta mobilitazione possibile da parte dei cittadini. L’obiettivo è proprio quello di fornire una serie di primi elementi per consentire ai faentini di farsi un’idea sulla modifica proposta, in vista della consultazione referendaria che si terrà probabilmente nella seconda metà di novembre.

Per il “Sì”: Claudio Casadio e Tomaso Tarozzi

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Claudio Casadio, ex presidente della provincia, dibatterà per il “Si”

Il dibattito sarà moderato da Andrea Piazza di Buonsenso Faenza e vedrà la partecipazione di due relatori per il “” (Claudio Casadio e Tomaso Tarozzi) e due per il “No” (Maurizio Viroli e Bruno Papignani), indicati dai due comitati formatisi a Faenza. Diversi i i profili e le storie dei quattro esponenti coinvolti. Claudio Casadio (Partito Democratico), già sindaco di Faenza dal 1999 al 2010, è stato fino a giugno presidente eletto della Provincia di Ravenna; Tomaso Tarozzi è invece amministratore delegato di Bucci Industries, e vicepresidente di Confindustria Ravenna. Maurizio Viroli è professore emerito di teoria politica all’università di Princeton e fa parte dei comitati in difesa della costituzione fin dalla campagna del 2006, mentre Bruno Papignani è segretario regionale della FIOM-CGIL, il sindacato dei metalmeccanici guidato da Maurizio Landini.

Per il “No”: Maurizio Viroli e Bruno Papignani

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Bruno Papignani, segretario regionale della FIOM-CGIL, dibatterà per il “No”

I temi del referendum costituzionale che saranno oggetto di approfondimento riguarderanno il rapporto fra governo e parlamento (con la proposta di fiducia dalla sola Camera dei Deputati e di una corsia preferenziale per i disegni di legge proposti dal governo – il cosiddetto voto a data certa), il nuovo Senato (che sarebbe composto da 100 membri non eletti ed avrebbe competenze solo su alcuni aspetti fondamentali dell’ordinamento), il rapporto fra lo Stato centrale e le Regioni (abolizione delle Province e modifiche al titolo V della Costituzione), semplificazione e costi della politica (abolizione del CNEL e tetti agli stipendi dei consiglieri regionali) e partecipazione dei cittadini (nuove norme su referendum abrogativi e propositivi). Ognuno di questi aspetti sarà discusso dai relatori, che avranno modo di dire la loro e spiegare la posizione del comitato che rappresentano. Al dibattito sono state invitate tutte le forze politiche in città.

A Faenza per la “devolution” votò il 41,2%

Riuscirà il dibattito a stimolare l’interesse dei faentini? All’ultimo referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare andò al voto solo il 29,7% degli elettori (ma era in campo il gioco dell’astensione, per cui chi era contrario preferì stare a casa). Invece nel 2006 al referendum costituzionale sulla cosiddetta “devolution” a Faenza votarono il 41,2% degli aventi diritto, che si avvicina più ad un dato che possiamo aspettarci nell’autunno 2016.

L’evento organizzato da Insieme per Cambiare

Giovedì sera, parallelamente al dibattito, sarà attiva anche una raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, e sarà possibile effettuare donazioni in denaro. Inoltre la lista Insieme per Cambiare si è impegnata a devolvere un euro per ogni partecipante fra il pubblico, come segno di vicinanza concreta alle vittime del sisma.

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