Raccolta differenziata: a Faenza è al 55,4%, entro fine 2020 in tutta la città arriva il porta a porta

La notizia negativa è che solo poco più della metà della spazzatura che produciamo a Faenza finisce nella raccolta differenziata, quella buona è che nelle zone in cui è stato implementato il porta a porta si stanno avendo segnali positivi superiori alla media regionale. Sono stati presentati i dati 2018, relativi a tutte le province dell’Emilia-Romagna, sulla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, La media regionale si è alzata al 68% (mentre era 64,3% nel 2017) e 128 Comuni hanno raggiunto con due anni di anticipo gli obiettivi del 73% di raccolta differenziata urbana fissati dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr). Si sono avuti riscontri positivi in tutte le provincie dove in testa si trova Ferrara (76,2%). Numeri ben diversi però si trovano nei Comuni dell’Unione della Romagna Faentina: come già anticipato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Faenza, Antonio Bandini, Faenza tocca quota 55,4% per la raccolta differenziata, che la posiziona come 10° Comune in provincia alle spalle di Ravenna (55,9%) e molto al di sotto della media regionale. Tuttavia la raccolta differenziata porta a porta implementata in alcune aree della città ha registrato dati molti positivi attorno al 76%: con l’estensione di questo tipo di raccolta anche in altre zone della città entro novembre 2020 sarà possibile colmare il gap e raggiungere l’obiettivo fissato dalla Regione.

Male i Comuni della Romagna Faentina, ma la raccolta rifiuti è stata recentemente potenziata

Allargando il focus sulla provincia di Ravenna, troviamo al top Massa Lombarda (67,9%) e Bagnacavallo (63,8%), che, seppur di poco, hanno dati comunque inferiori alla media regionale. Negli ultimi posti della classifica provinciale troviamo gli altri Comuni dell’Unione della Romagna Faentina: Riolo Terme (44,2%), Casola Valsenio (42,4%), Solarolo (38,7%), Castel Bolognese (38,5%) e, fanalino di coda, Brisighella (36,1%), ma in molte di queste realtà la raccolta differenziata è stata solo di recente potenziata con il nuovo sistema entrato in vigore da inizio maggio 2019.

La Regione spegne l’inceneritore di Ravenna

Nel frattempo L’Emilia-Romagna spegne l’inceneritore di Ravenna: a fine anno, infatti, avrà fine il conferimento dei rifiuti urbani nell’impianto. È il primo degli obiettivi raggiunti ed evidenziati nella relazione di chiusura del monitoraggio intermedio del Piano regionale dei rifiuti, che ne verifica lo stato di attuazione a tre anni dalla sua approvazione.

Questo senza compromettere l’autosufficienza della regione nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti, che sarà garantita da un lato attraverso l’efficace utilizzo degli altri impianti presenti nel territorio, secondo la programmazione definita, e dall’altro, in particolare, dall’aumento della raccolta differenziata, sulla quale, come annunciato la scorsa settimana, si sta centrando l’obiettivo del 73% entro il 2020 previsto sempre dal Piano, essendo arrivata al 68% nel 2018 (+3,7% sull’anno precedente).

Anche la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della Commissione “Territorio Ambiente Mobilità”, commenta con soddisfazione la notizia dello spegnimento dell’inceneritore di Ravenna: «La decisione della Giunta regionale, assunta di concerto con il Sindaco De Pascale, di spegnere, a fine 2019, il termovalorizzatore sulla Romea, è la logica conseguenza del percorso fatto dalla Regione in questa legislatura, assieme alle Amministrazioni comunali e ai territori. La legge sull’economia circolare, approvata ad inizio mandato, aveva infatti l’obiettivo di abbandonare un modello economico lineare, basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, senza alcuna prospettiva legata al riuso o al ripristino delle stesse, verso un percorso virtuoso in cui i materiali sono recuperati e riutilizzati».

«L’Ire di Ravenna era l’impianto più obsoleto in Emilia-Romagna – prosegue Rontini – con le peggiori prestazioni emissive. La scelta di chiuderlo, a conferma di quanto avevamo scritto nel Piano regionale dei rifiuti, è fatta nell’interesse pubblico dando priorità alla salute dei cittadini. Nonostante questa previsione, l’Emilia-Romagna vedrà salvaguardata la propria autosufficienza rispetto alla gestione del ciclo dei rifiuti grazie anche alle politiche che hanno consentito un netto miglioramento della performance rispetto alla quantità di rifiuti differenziati e che proseguiranno anche in un’ottica di riduzione dei rifiuti prodotti. La notizia, ottima, che oggi commentiamo, è la dimostrazione del fatto che si può amministrare un territorio dandosi obiettivi coraggiosi e coniugandoli con la concretezza dell’agire».

Un pensiero riguardo “Raccolta differenziata: a Faenza è al 55,4%, entro fine 2020 in tutta la città arriva il porta a porta

  • 6 Luglio 2019 in 14:01
    Permalink

    Per forza solo poco più della metà della metà della spazzatura finisce nella raccolta indifferenziata, è stato messo un limite massimo ed io che ho superato limite vengo penalizzato. Alla richiesta di chiarimenti mi è stato detto,all’ ufficio Herat di Faenza, che ora posso buttare tutto nel cassonetto dell’indefferenziata. Questo è il modo di incentivare la raccolta differenziata. Molto bene!!!
    Cordialmente Luigi

    Risposta

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.