La vita va avanti: la situazione al punto nascite di Faenza

Non solo Covid 19: in queste settimane di emergenza sanitaria che sta mettendo sotto pressione medici e infermieri, i presidi ospedalieri del territorio continuano a garantire cure e servizi necessari per tutta la popolazione. La vita non si deve fermare, ed è così anche per l’ambulatorio di Ginecologia e Ostetricia a Faenza, che ha accolto al suo interno anche l’attività del punto nascita di Lugo, diventato nel frattempo Covid Hospital e dunque non compatibile nell’ospitare donne in gravidanza e pazienti contagiosi nello stesso edificio.

Ospitati anche parti da Lugo, ma il numero rimane ancora basso

«A seguito di questo riorganizzazione – afferma il dott. Enzo Esposito dell’ambulatorio di Ginecologia e Ostetricia di Faenza – la situazione del reparto a Faenza è comunque stabile e la chiusura temporanea di Lugo non ha avuto un impatto veramente significato sui numeri. Facendo un confronto con il 31 marzo scorso, a Faenza siamo a poco più di cento parti, solo qualche decina in più rispetto l’anno precedente. Purtroppo è ancora marcata la deflessione delle nascite sia a livello locale che nazionale: nel 2019 abbiamo chiuso con 378 parti a Faenza». Anche nel caso comunque questa situazione si prolungasse e i numeri dei parti da Lugo aumentassero «siamo pronti ad accogliere tutti quelli che vengono – afferma Esposito – abbiamo infatti ridotto tutto ciò che è programmabile e procrastinabile».

Il dott. Enzo Esposito: “Pronti a ogni situazione per garantire la sicurezza di pazienti e neonati”

La vita nell’ambulatorio è così cambiata con l’avanzata del virus. «Seguiamo tutte le misure indicate dai provvedimenti regionali per garantire la massima sicurezza alle pazienti e ai neonati – spiega Esposito – si tratta di avere ancora maggior cura sull’uso della mascherina e l’igiene personale, prestando attenzione a ogni nuova paziente che arriva, per renderci immediatamente conto se può essere un caso sospetto di Covid 19». In questo caso la procedura prevede il trasferimento della paziente all’ospedale adibito per i ‘parti Covid’, ossia quello di Ravenna. «In caso di emergenza però – sottolinea Esposito – dobbiamo essere pronti a intervenire autonomamente. Abbiamo creato a Faenza un percorso ad hoc che ci possa permettere di fare l’intervento anche a una donna che ha contratto il Coronavirus, identificando una stanza isolata e attrezzata per il parto e la degenza. Dobbiamo essere pronti a ogni situazione».

“Fortunatamente il Covid 19 non sembra essere particolarmente aggressivo sulla gravidanza”

Tante rassicurazioni, però, per le donne in attesa di avere un bambino. «C’è ovviamente tanta paura in giro, ma abbiamo la fortuna che questo virus non sembra essere particolarmente aggressivo sulla gravidanza e non riesce a passare la barriera placentale. Di fatto, le donne in gravidanza possono ricevere le stesse cure di prime, al momento l’unica cosa non più ammessa è il parto in acqua che non si può fare, dato che le feci possono rappresentare un veicolo di trasmissione del virus. Ho trovato le pazienti comunque molto disponibili e attente a seguire le indicazioni, alcune delle quali le impediscono di vedere i partner spesso come una volta, e dobbiamo fare il massimo per lasciare la paura fuori dal nostro reparto».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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