Polizia municipale, il bilancio del 1° anno in Unione

Organico potenziato, rilevamento degli incidenti in aumento, nuove assunzioni previste anche per il 2018. Si chiude il primo anno di attività del corpo di Polizia municipale dell’Unione della Romagna faentina, un 2017 che ha visto nel corso dell’anno rinforzare l’organico a disposizione con sei assunzioni – quattro agenti e due ispettori – che hanno potuto garantire una miglior efficienza della polizia in servizio: attualmente l’organico è composto infatti da 67 unità (di queste, 11 ispettori e 55 agenti). «Dal punto di vista operativo, il fatto di passare in capo all’Unione non ha creato stravolgimenti – ha affermato il comandante della Polizia municipale Paolo Ravaioli, responsabile del settore dell’Unione – ma ha permesso di centralizzare diverse attività di supporto consentendo così una miglior attività ordinaria. Grazie a sei assunzioni inoltre si è potuto ricostituire quel nucleo minimo di struttura che consente di lavorare in maniera dignitosa».

Polizia municipale: 4 nuove assunzioni nel 2018

Il rafforzamento dell’organico proseguirà anche nel corso di quest’anno, il piano assunzioni prevede infatti due nuovi agenti e due nuovi ispettori, a fronte di un solo pensionamento certo. «Potrebbero esserci anche altri pensionamenti – precisa Ravaioli – ma l’obiettivo è quello di continuare a far crescere complessivamente i numeri dell’organico».

Il potenziamento dell’organico ha portato più controllo sulle strade

L’aumento di controllo sul territorio ha dato i suoi esiti positivi a Faenza, come testimoniano i numeri: aumentano gli episodi segnalati di uso del telefonino alla guida (passati da 34 a 70), il transito col semaforo rosso (da 706 a 1.330), il rispetto delle precedenze (da 53 a 89) o le soste abusive sugli stalli per invalidi, quasi raddoppiati (da 187 a 346). È stato possibile inoltre garantire una maggior copertura nel servizio serale e la domenica, attività che spesso veniva svolta solo in concomitanza di eventi o sagre.

Fra gli investimenti fatti dalla Polizia municipale, 20mila euro sono serviti per fornire la strumentazione per l’informatizzazione per il rilievo degli incidenti stradali: in questo modo la procedura risulta molto più veloce ed efficace, consentendo agli operatori di risparmiare tempo.

Il 2017: anno nero nel faentino per gli incidenti mortali

Si conferma un trend: quello degli incidenti mortali avvenuti fuori dei centri abitati causati da alta velocità o distrazione. Il 2017 nell’Unione è stato caratterizzato anche dall’aumento degli incidenti mortali sulle strade: 11 i casi totali (contro i 7 dello scorso anno), anche se di questi ben 5 sono stati causati da malori del conducente e non da infrazioni del codice della strada. Per quanto riguarda i restanti 6 episodi, si segnala una mancata precedenza tra via Pana e via Lugo, due casi di pedoni investiti sulle strisce in viale Marconi e a Castel Bolognese, due ciclisti investiti sulla casolana e a Solarolo, e un incedente causato da un sorpasso in moto sulla via Emilia. Ancora una volta, dunque, pedoni e ciclisti risultano le categorie più a rischio, in particolar modo sulle strade extraurbane. Se dunque gli interventi degli ultimi anni nei centri urbani – dalle rotonde alla segnaletica stradale – sono stati efficaci per garantire più sicurezza, ancora molto resta da fare per quanto riguarda le aree più periferiche.

“Il passaggio all’Unione ha portato effetti positivi”

Complessivamente gli incidenti rilevati in Unione dalla Polizia municipale sono stati 464, di cui 348 a Faenza. Di questi, nella Romagna faentina 198 hanno coinvolto le fasce deboli della strada (pedoni, ciclisti, motocicli), ossia il 42%. In calo, nel 2017, i conducenti fermati sotto l’effetto di sostanze alcoliche (da 20 a 7), così come il superamento di velocità agli autovelox (da 4.292 a 3.801). «Con il passaggio all’Unione – specifica Alfonso Nicolardi, sindaco di Riolo Terme con delega alla Polizia nell’Unione – abbiamo centralizzato le attività di supporto in un’unica centrale operativa con sede a Faenza, e i risultati positivi si sono visti senza che sia venuta meno l’operatività nei singoli territorio dell’Unione, i cuoi organici non sono stati ridimensionati».

Rispondi